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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
La stretta / Pakistan

Il Paese che autorizza la castrazione chimica per gli stupratori seriali

Dopo una protesta pubblica di massa per la recente ondata di abusi su donne e bambini, in Pakistan il parlamento ha preso posizione

In Pakistan gli autori di reati sessuali condannati per stupri multipli potrebbero subire la castrazione chimica. Il parlamento locale ha infatti approvato una nuova legge che mira ad accelerare le condanne e imporne di più dure. La stretta arriva in risposta a una protesta pubblica di massa per una recente ondata di stupri contro donne e bambini nel Paese e alle crescenti richieste di garantire giustizia alle vittime di aggressioni sessuali.

Ad oggi, meno del 3% dei casi di aggressione sessuale o stupro si traduce in una condanna in Pakistan. La legge in questione prevede che il governo del Pakistan debba istituire tribunali speciali a livello nazionale per accelerare i processi di stupro e garantire che i casi di abuso sessuale siano decisi "rapidamente, preferibilmente entro quattro mesi". I colpevoli di stupro di gruppo saranno condannati a morte o all'ergastolo.

La castrazione chimica, ossia l'uso di farmaci per ridurre la libido o l'attività sessuale, è legale in Paesi tra cui Corea del Sud, Polonia, Repubblica Ceca e in alcuni Stati degli Stati Uniti. Secondo Amnesty International, si tratta di una pratica "crudele e disumana", mentre invece le autorità pakistane "dovrebbero concentrarsi su riforme che affrontino le cause profonde della violenza sessuale e diano alle vittime la giustizia che meritano", ha affermato l'organizzazione.

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