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Sabato, 28 Gennaio 2023
Mondo Spagna

Spagna, manifestazioni a Madrid e Barcellona per chiedere dialogo

Migliaia di persone sono scese in piazza oggi a Madrid per chiedere "dialogo" e "unità" a fronte dell'intenzione delle autorità catalane di dichiarare l'indipendenza della regione nord-orientale della Spagna

"Hablemos?" ("Parliamo?" In catalano e in spagnolo) migliaia di persone vestite di bianco si sono radunate davanti al municipio della capitale per chiedere un "dialogo" tra i catalani e il resto della Spagna. Anche a Barcellona, dimostranti vestiti di bianco hanno manifestato davanti alla sede del comune. "La Spagna è molto meglio dei suoi leader", hanno scritto nel loro manifesto diffuso su Change.org, che stamattina aveva raccolto circa 9.000 firme.

Un'altra marcia, "patriottica", ha radunato sempre nel centro di Madrid migliaia di persone intenzionate a "difendere l'unità della Spagna".

E per domani è in programma a Barcellona un'altra dimostrazione "per ritrovare la saggezza", a cui parteciperà anche lo scrittore Mario Vargas Llosa, premio Nobel per la letteratura dalla doppia cittadinanza peruviana e spagnola, che ha descritto l'indipendenza catalana come "malattia". 

"Nessun impatto Catalogna da cambio sede legale banche"

Mercè Barcelò, Costituzionalista catalana oggi e domani a Napoli alla Prima Conferenza dei Giuristi e delle Giuriste del Mediterraneo promossa da Giuristi Democratici che vede la presenza di giuristi da 15 Paesi differenti, parla della situazione catalana e delle conseguenze sull'economia: "Quello che non si dice è che ci sono molti asset finanziari che proprio in questi giorni hanno deciso di investire di più in Catalogna. Ad esempio la Nestlé investirà 37miliardi di euro a Girona e il suo Direttore Generale ha affermato di non essere preoccupato dal clima politico dichiarando che non ci sono motivi per invertire la rotta" e prosegue "Così come Ryan Air prevede una crescita dei suoi profitti del 7% in Catalogna entro il 2018 e ha detto di non avere alcuna preoccupazione per la situazione politica".

Spiega Barcelò: "Il decreto Legge che dovrebbe facilitare la fuga delle banche dalla Catalogna fa parte del marketing della `paura` e non ha nessun effetto reale sull'economia. Finché la Catalognanon è indipendente il semplice cambio di sede legale di una banca o di una compagnia non influenza la situazione attuale perché già oggi le tasse che le banche devono pagare vanno direttamente all'agenzia tributaria spagnola. E in una ipotetica Catalognaindipendente, se queste banche avessero la loro sede sociale in Spagna sarebbero comunque obbligate a stabilire il loro domicilio fiscale anche in Catalogna in quanto paese straniero, perchè è lì che pagherebbero le tasse dei profitti generati".
E aggiunge: "Nessuno poi dice che le fabbriche e gli impianti rimangono esattamente dove sono, e sono loro a generare la vera ricchezza per la Catalogna".

"La Catalogna - ricorda Barcelò - ha già investimenti importantissimi come quelli della Volkswagen che ha scelto il porto di Tarragona come principale centro logistico e la Amazon ha acquisito una grande area per costruire uno dei centri logistici più grandi di tutta l'Europa del Sud". "La Catalogna sta dicendo qualcosa di più di questo, sta ponendo una questione di democrazia che riguarda tutti gli Stati europei e il modo in cui si relazionano con i loro popoli, perchè gli strumenti di partecipazione e di gestione della `res publica` da parte dei cittadini sono insufficienti".

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