Sabato, 16 Ottobre 2021
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"Non c'è spazio per un intervento dell'Unione Europea in Catalogna"

"Abbiamo tutti le nostre opinioni, emozioni e valutazioni, ma formalmente non vi è alcuno spazio per un intervento dell'Ue in questa vicenda", ha spiegato il presidente del Consiglio europeo

Non esiste "alcuno spazio" per un intervento dell'Unione Europea nella crisi politica catalana: lo ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, in una conferenza stampa tenuta in occasione dell'apertura del vertice dei 27 a Bruxelles.

L'Ue non interverrà in alcun modo

"Abbiamo tutti le nostre opinioni, emozioni e valutazioni, ma formalmente non vi è alcuno spazio per un intervento dell'Ue in questa vicenda", ha spiegato Tusk.

Il governo spagnolo ha deciso di avviare sabato le procedure per l'applicazione dell'articolo 155 della Costituzione, che prevede il commissariamento della Generalitat catalana. Madrid ha infatti considerato insoddisfacente la risposta data dal presidente della Generalitat, Carles Puigdemont, riguardo alla effettiva dichiarazione di indipendenza annunciata due settimane fa e immediatamente sospesa: in una lettera inviata al premier spagnolo, Mariano Rajoy, Puigdemont ha affermato implicitamente che non vi era stato alcun voto in merito all'indipendenza, lanciando di nuovo un appello al dialogo ma avvertendo che in caso di applicazione dell'articolo 155 la sospensione verrebbe revocata.

Che cosa succederà con l'articolo 155

Il governo regionale catalano si prepara a dare una risposta all'applicazione dell'articolo 155 della Costituzione deciso da Madrid e che verrà discusso nel Consiglio dei Ministri straordinario previsto per sabato.

Lo scenario previsto da Barcellona è quello di un'applicazione selettiva, ovvero un commissariamento limitato solo ad alcuni settori fondamentali come le finanze - che di fatto sono già state embargate - e il controllo delle forze di polizia.

Ddibattito all'interno del fronte indipendentista

Un tale scenario apre anche un dibattito all'interno del fronte indipendentista: cioè se tutti i funzionari che venissero commissariati debbano abbandonare il proprio posto o debbano comunque rimanere per vigilare lem decisioni assunte dai loro sostituti (probabilmente sottosegretari o alti funzionari dei Ministeri competenti per settore). 

Una seconda possibilità - che Madrid non ha espressamente scartato e che è quella appoggiata dall'ala dura del Pp e da Ciudadanos - è la sostituzione in blocco del governo regionale: un'eventualità in cui la Generalitat, hanno assicurato da Barcellona, "continuerebbe comunque ad esistere". Di fatto, non appare però uno scenario molto probabile dal momento che i socialisti hanno condizionato il loro appoggio a un commissariamento "breve, limitato e orientato alle elezioni".

Il Pp di fatto ha la maggioranza necessaria in Senato per approvare qualsiasi misura decida il governo, ma in una situazione del tutto inedita un commissariamento troppo esteso potrebbe provocare problemi nella sua applicazione effettiva - soprattutto di fronte ad una eventuale disobbedienza civile inevitabile se come risposta al 155 il Parlamento catalano dovesse revocare la sospensione della dichiarazione di indipendenza.

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