rotate-mobile
Sabato, 20 Aprile 2024
L'oppositore di Putin / Russia

Tutto quello che non torna sulla morte di Alexei Navalny

Alla madre dell'oppositore di Putin, deceduto venerdì a 47 anni, è stato comunicato: "Sindrome della morte improvvisa". Ma è una definizione vaga, e ci sono molti aspetti da chiarire sulla fine di Navalny, che per qualcuno "era scritta" già da gennaio 2021: tutte le ipotesi e le ultime notizie

Come è morto Alexei Navalny? Il giallo resta molto fitto, mentre gruppi di attivisti per i diritti umani hanno fatto sapere che 300 russi sono stati arrestati per aver omaggiato il principale oppositore di Vladimir Putin, morto a 47 anni l'altroieri. I governi occidentali affermano che la colpa della "morte improvvisa" di Navalny ricade sulle autorità russe, mentre i ministri degli Esteri del G7 hanno invitato la Russia a "chiarire urgentemente" le circostanze che la circondano. Putin non ha commentato pubblicamente da quando il servizio carcerario russo ha annunciato venerdì che Navalny era morto nella remota prigione IK-3, nell'Artico.

La "morte improvvisa" di Navalny

Alla madre di Navalny è stato detto che è morto di "sindrome della morte improvvisa": un termine generico e vago per una condizione che provoca morte improvvisa per arresto cardiaco senza causa apparente. Nel giro di 24 ore, da quando le prime notizie sul decesso hanno iniziato a circolare, fonti più o meno ufficiali hanno proposto una serie di versioni e di cause: dal generico malore all'embolia, dalla trombosi fino alla sindrome da morte improvvisa, definizione generica che fa riferimento a malattie cardiache, talvolta misconosciute, che causano nella vittima fibrillazione ventricolare e arresto cardiaco.

Alla donna è stato anche comunicato che il corpo del figlio era stato portato nella città di Salekhard, vicino al complesso carcerario, ma quando lei è arrivata sul posto l'obitorio era chiuso. I funzionari della prigione le avrebbero detto che un primo esame post mortem era risultato inconcludente e che sarebbe stato necessario eseguirne un secondo. I collaboratori del 47enne ritengono che il cadavere venga trattenuto di proposito dalle autorità russe per "coprire le tracce" e chiedono che il corpo venga restituito alla sua famiglia "immediatamente".

La portavoce dell'oppositore, Kira Yarmysh, su X ha descritto la giornata che la madre di Navalny e un avvocato hanno vissuto in cerca di riscontri. "L'avvocato di Alexey e sua madre sono arrivati all'obitorio di Salekhard" per portare via il corpo del dissidente e hanno trovato "tutto chiuso, però, anche se la colonia penale ha assicurato che era aperto e che il corpo di Navalny era lì. L'avvocato ha chiamato il numero di telefono che era sulla porta. Gli è stato detto che era il settimo a chiamare oggi. Il corpo di Alexey non è all'obitorio", il primo aggiornamento.

"A un altro degli avvocati di Navalny, che si è rivolto al comitato investigativo di Salekhard, è stato detto che 'la causa della morte di Alexey non è stata ancora stabilita ed è stato effettuato un nuovo esame istologico'. I risultati dovrebbero essere disponibili la prossima settimana: è evidente che mentono e fanno di tutto per evitare di consegnare il corpo". Quindi, poco dopo le 14 italiane, il nuovo post che ha ulteriormente delineato la situazione: "Agli avvocati è stato detto che l'inchiesta è stata conclusa e non sono stati individuati elementi relativi a un crimine. Mentono ogni volta, portandoci a spasso e cancellando le tracce".

Fino al giorno prima della morte "stava bene"

Le condizioni di salute di Navalny erano peggiorate durante i tre anni di carcere, dove aveva lamentato di non aver ricevuto cure mediche e aveva trascorso quasi 300 giorni in isolamento. Al momento del suo arresto nel gennaio 2021 aveva trascorso mesi a riprendersi da un attacco con agenti nervini. Ma, nonostante tutto, sembrava essere relativamente di buon umore e in salute in un video del tribunale risalente a solo un giorno prima della sua morte. La madre Lyudmila, ha detto che suo figlio era "vivo, sano e felice" quando lo ha visto l'ultima volta il 12 febbraio.

A soli 47 anni Navalny non era ovviamente "vecchio", ma l'essere stato avvelenato con l'agente nervino Novichok e l'aver trascorso tre settimane in coma aveva avuto conseguenze. Vivere una vita di continue privazioni in prigione non ha fatto altro che aggiungere altri problemi. A dicembre, aveva detto che la sua richiesta di vedere un dentista era stata respinta per 18 mesi. Aveva anche sviluppato seri problemi alla schiena e recentemente aveva difficoltà a camminare e a stare in piedi. Una delle sue gambe stava diventando insensibile, probabilmente indicando un'ernia del disco. Nonostante l'aspra ironia e l'aria rilassata in tribunale, a ogni udienza appariva sempre più scarno.

Nel 2023, più di 500 medici russi avevano firmato una lettera aperta chiedendo di farlo visitare da un medico "civile", e non dell'amministrazione penitenziaria, dopo che aveva affermato di avere tosse e febbre persistenti e di dover condividere la cella con un detenuto affetto da tubercolosi. Le carceri russe hanno una lunga storia di torture, sia fisiche che psicologiche. I detenuti subiscono spesso abusi da parte di detenuti amici dell'amministrazione: nessuno dei compagni di cella di Navalny era scelto a caso.

Leonid Gozman, da sempre oppositore di Putin: "Navalny era un eroe. Quello di Putin è un regime fascista"

La passeggiata a meno 30 gradi

Il primo comunicato del servizio penitenziario federale di Jamal sosteneva che Navalny si fosse sentito male "dopo una passeggiata" e che aveva perso conoscenza "quasi immediatamente. È deceduto dopo trenta minuti di tentativi di rianimazione". Colpa di un trombo, scrivevano i media governativi. La causa di morte in carcere più diffusa: e la più difficile da dimostrare. Ma anche sulla passeggiata "a meno 30" non ci sono certezze. Solo ultimamente gli era stata concessa una passeggiata quotidiana in una cella vicina dove il pavimento era coperto di neve. Tutto ciò che poteva vedere fuori dalla finestra della sua cella, altrimenti, era un alto recinto e nessuna luce. In inverno, oltre il circolo polare artico, nelle ore più luminose è sempre e solo crepuscolo.

Data e orario della morte non sono chiare

Non c'è nessuna certezza nemmeno sulla vera data e il vero orario della morte. La notizia del decesso, ufficialmente avvenuto nella mattina di venerdì 16 febbraio, è stata resa nota nel primo pomeriggio. Elementi raccolti da media indipendenti, però, lasciano pensare che il decesso sia avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì: una differenza di una decina di ore. Perché la comunicazione è arrivata così tardi?

Alexei Navalny ha avuto davvero un malore durante una passeggiata? C'è chi sostiene che in quel caso la morte sarebbe dovuta avvenire di mattina, e non dopo le ore 14 come scritto nei referti. Per un motivo: in quel carcere a 100 chilometri da Vorkuta, città che riporta alla mente il dramma dei gulag sovietici, ai detenuti in regime di detenzione speciale come Navalny è permesso camminare per l'ora d'aria in uno stretto cortile di cemento solo alle 6 del mattino. E non nel pomeriggio, come è invece per i detenuti "normali". Ma su questo elemento l'incertezza è massima. Infatti il primo febbraio Navalny era stato rispedito in "cella disciplinare". Un loculo ghiacciato, umido, senza luce, che d'inverno comunque non c'è mai. Mercoledì 14 febbraio però era tornato in una cella "normale" dopo quindici giorni di isolamento. 

Con una tale opacità, non sorprende che trovino terreno fertile anche ipotesi più estreme e solo apparentemente fantasiose. Navalny potrebbe essere stato vittima di "lento avvelenamento iniziato nell'agosto" dello scorso anno, come denuncia il sito di opposizione russa 'Sota', che cita due fonti di alto livello del Comitato investigativo. Il principale 'sponsor' dell'uccisione dell'oppositore sarebbe stato Alexander Bastrykin, capo del Comitato, che aveva in odio Navalny da quando aveva indagato su di lui nel 2012.

Secondo le fonti, dopo l'arresto del blogger, Bastrykin aveva chiesto il permesso del presidente russo Vladimir Putin di ucciderlo mentre era detenuto nella colonia penale, con il sostegno del capo del Servizio penitenziario federale, Arkady Gostev. 'Licenza di uccidere' con un lento avvelenamento che sarebbe arrivata nell'agosto scorso come 'regalo' per i 70 anni di Bastrykin. Secondo il piano originale, Navalny sarebbe già dovuto morire per problemi cardiovascolari prima della fine dell'anno, ma ha 'resistito' fino a ieri. Ipotesi senza conferme: ma arrivare la verità nella Russia di Vladimir Putin può essere una missione impossibile.

Lo stesso sistema carcerario federale stima che negli ultimi cinque anni ci siano stati tra i 1.400 e i 2.000 decessi all'anno in Russia. La causa principale è invariabilmente attribuita a problemi cardiaci. Gli avvocati che si battono per i diritti umani trattano queste spiegazioni con sospetto. "Possono coprire qualsiasi cosa come un arresto cardiaco, anche un suicidio o un omicidio da parte di altri detenuti o guardie", dice alla BBC l'avvocato Irina Birykova.

La fine di Navalny "era scritta" da gennaio 2021

Secondo molti esperti e analisti, la fine di Navalny era "scritta" da gennaio 2021 quando era tornato in Russia, sei mesi dopo essere stato avvelenato col Novichok: in precedenza era stato portato via dal suo Paese in coma, ed era miracolosamente guarito in Germania. Avrebbe potuto vivere lì per sempre e fare il leader dell'opposizione in un esilio dorato.

Era invece tornato, sapendo che con ogni probabilità sarebbe stato arrestato e che avrebbe potuto pagare con la vita. Aveva ben chiaro che soltanto così, nella sua Russia, avrebbe continuato ad avere credito e peso. Faceva paura al regime putiniano e ha pagato il suo coraggio con la vita, in una gelida prigione artica.

"Poteva esserci uno scambio di prigionieri"

Oggi il quotidiano popolare tedesco Bild sostiene che Alexei Navalny sia morto "forse poco prima di una sua possibile liberazione" nell'ambito di uno "scambio di detenuti" tra Usa, Russia e Germania. Secondo la Bild, era in programma uno scambio di prigionieri tra Mosca, Washington e Berlino. Putin voleva riavere l'assassino di Tiergarten, un agente che aveva sparato a un oppositore del regime a Berlino nel 2019. Lo ha persino accennato pubblicamente in un'intervista con Tucker Carlson. "Si parlava della possibilità che Putin, in cambio, rilasciasse Navalny", scrive il sito del giornale senza fornire altri dettagli in proposito. L'ipotesi, al momento, non trova conferme.

I funerali

La commissione investigativa ora, in teoria, può trattenere il corpo anche un mese, in caso di "ripetizione della perizia" sul cadavere, ha spiegato l'avvocato di Ovd-info Eva Levenberg. Il Cremlino con ogni probabilità non consentirà un funerale in forma pubblica di Navalny, tanto meno prima delle elezioni presidenziali di metà marzo.

Chi era Alexei Navalny, l'oppositore di Putin morto in cella

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Tutto quello che non torna sulla morte di Alexei Navalny

Today è in caricamento