Mercoledì, 23 Giugno 2021
Esteri / Afghanistan

Una foto e un post per entrare nel dramma quotidiano di Kabul

Cecilia Strada posta una foto su Facebook: sangue sul pavimento dell'ospedale di Emergency. Poi il racconto di una "normale serata" nella capitale afghana: "Otto pazienti in pochi minuti. Uno era morto all'arrivo. Gli altri dovevano essere operati ..."

AFGHANISTAN - "Una serata a Kabul, neanche tra le peggiori". Inizia così il triste racconto di una normale notte nella capitale afghana da parte di Cecilia Strada. E' quello che, ogni notte, accade nell'ospedale di Emergency. "Otto pazienti arrivati in una manciata di minuti" con ferite d'arma da fuoco. Tra loro anche un bambino di 10 anni. "Uno era morto all'arrivo, gli altri avevano bisogno di andare in sala operatoria". 

EMERGENCY - "In pronto soccorso Michela, la coordinatrice medica dell'ospedale, fa sembrare semplicissimo quello che metterebbe in crisi altri ospedali. Chirurghi e infermieri passano da una barella all'altra, facciamo la lista operatoria, si preparano i pazienti per andare in sala.

Questo subito a fare una lastra del torace, l'altro va in corsia perché entra in sala per ultimo

IL RACCONTO - "I colleghi hanno avvolto il corpo del morto in un lenzuolo bianco e si avvisano i parenti, mentre si continua a correre per i vivi": 

Vai al laboratorio, verifichiamo subito la compatibilità, i chirurghi guardano una lastra, anche questo è pronto per la sala e può andare. Dov'è il cleaner? C'è tanto sangue per terra, bisogna pulire.

VITE SALVATE - Nel giro di un'ora il pronto soccorso è stato svuotato, "tre pazienti sono già passati dalla sala operatoria, gli altri ci entreranno a ruota". Ora bisogna controllare i posti in corsia, per sistemare i nuovi arrivi dopo la chirurgia. "E' un domino da un reparto all'altro, per trovare la sistemazione migliore in base alla gravità e necessità del paziente": 

Quanti letti liberi avete qui? ok, allora questo lo spostate di là, e state pronti a riceverne tre pazienti. 

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"BUONANOTTE" - "Prima di lasciare l'ospedale - racconta Cecilia Strada - passiamo dal blocco operatorio: Qui tutto bene, ci dice sorridendo il nostro chirurgo Shokoor. E' con noi dai primi giorni, una garanzia. Attraverso il vetro salutiamo Anton e Daniele: hanno fatto i triage in pronto soccorso, ora si stanno lavando per entrare in sala operatoria. "E buona notte", saluta Michela con un gran sorriso prima di uscire dal blocco. 

La notte dell'ospedale è ancora lunga. una normale notte a Kabul, neanche tra le peggiori.

"BUONGIORNO" - Il giorno seguente, inizia allo stesso modo. Stavolta Cecilia Strada usa poche parole per raccontarci quello che sta accadendo a Kabul. Non ve le facciamo leggere. Proviamo a farvele vedere.

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