"La solidarietà non è reato": il contadino simbolo dell'Europa che accoglie i migranti

Il Consiglio costituzionale francese (pari alla nostra Corte Costituzionale) ha stabilito che l'aiuto disinteressato al "soggiorno irregolare" non è "passibile di conseguenze giuridiche". Cédric Herrou negli ultimi anni è diventato il simbolo di un'Europa diversa, umana e solidale

Cedric Herrou in una foto del 2017 - ANSA/EPA/SEBASTIEN NOGIER

Libertà, uguaglianza, fratellanza. Il motto che si fa risalire ai tempi della rivoluzione francese ha un significato concreto. Ancora oggi. Lo ha stabilito il Consiglio costituzionale francese (pari alla nostra Corte Costituzionale), secondo cui l'aiuto disinteressato al "soggiorno irregolare" non "è passibile di conseguenze giuridiche", in nome del "principio di fratellanza". La massima istanza della magistratura era stata sollecitata da Cédric Herrou, l'agricoltore simbolo dell'aiuto ai migranti. 

Herrou aveva chiesto l'abolizione del "reato di solidarietà", in seguito alla sua condanna per aver offerto sostegno ad alcuni richiedenti asilo. "Dal principio di fratellanza (o fraternità) deriva la libertà di aiutare gli altri, a fini umanitari, indipendentemente dalla regolarità della loro permanenza nel territorio nazionale", si legge nella decisione. Per consentire al legislatore di porre rimedio all'incostituzionalità accertata, la Corte ha così rinviato al primo dicembre 2018 la data di abrogazione delle disposizioni contestate.

Chi è Cédric Herrou

Herrou, 38 anni, è un contadino di Breil-sur Roya, piccolo comune non lontano dalla frontiera franco-italiana. Lui, nato e cresciuto in un quartiere multietnico di Nizza, racconta di non aver mai "fatto caso al colore delle persone” .

Un giorno del 2011, poco dopo essersi trasferito a Breil, diede un passaggio in auto a un gruppetto di tunisini: negli ultimi anni è diventato il simbolo dell'accoglienza e dell'aiuto a chi raggiunge la Francia passando dall'Italia, al punto da guadagnarsi il soprannome di 'Robin Hood dei migranti'. Tutto è iniziato per caso, il suo podere si trova infatti su una delle strade che percorrono coloro che cercano di passare dall'Italia alla Francia. 

La frontiera Francia-Italia

Da quando nel 2015 i controlli alla frontiera tra Francia e Italia sono molto più serrati, e pochi migranti possono passare e continuare il viaggio verso nord, Herrou ha cominciato a ospitare uomini, donne e bambini. 

Su un ripido terreno Cédric ha creato quello che Liberation definisce un "campeggio agricolo". Qualche tenda, alcune roulotte, dove i migranti possono riposare, ristorarsi, trovare qualcuno che si ferma ad ascoltarli. Li trasporta lui stesso da Ventimiglia con il suo furgone, ma la maggior parte  arriva a piedi dalla ferrovia che costeggia il suo terreno. Nessuno si vuole fermare in questa enclave montana: ma la voce gira, gira in fretta di bocca in bocca. Lì non si chiedono i documenti a nessuno. Da Cedric si è semplicemente esseri umani.

Ha aiutato centinaia di persone

Con gli attivisti dell'associazione 'Roya citoyenne' ha dato concretamente una mano a centinaia di persone, fornendo loro vitto, alloggio e assistenza legale nelle procedure di richiesta d'asilo.

Migranti, cos'è e come funziona il diritto d'asilo

Il confronto con le forze dell'ordine è stato sin da subito duro. E' stato interrogato e fermato svariato volte. Ed è finito sotto processo. Il 10 febbraio 2017 Cédric Herrou è stato condannato da un tribunale di Nizza a una multa di tremila euro con la condizionale per aver aiutato alcuni profughi a passare il confine tra Italia e Francia. Era stato assolto da altri capi d’accusa tra cui aver ospitato i profughi in centri inidonei e aver favorito la circolazione di migranti irregolari, reati per i quali rischiava fino a otto anni di carcere.  L'8 agosto 2017 è stato però condannato in appello a quattro mesi con la condizionale dal tribunale di Aix-En-Provence. Cédric ha fatto ricorso in appello accusando a sua volta la prefettura francese di violazione del diritto d’asilo. E il suo caso è arrivato fino al Consiglio costituzionale.

Migranti, Padre Zanotelli: "Nuove tragedie perché non ci sono ong"

"Il motto francese recita 'libertà, uguaglianza, fratellanza'. Vale per tutti, qualunque sia la nostra origine, la nostra religione, il nostro colore della pelle, è importante difenderlo ogni giorno. Non è solo uno slogan, ha bisogno di essere vissuto ogni giorno" diceva qualche tempo fa al Festival di Cannes Herrou (è stato presentato un documentario che racconta la sua storia, ndr). "Non mi sento un eroe e non penso di fare niente di straordinario. Io vivo seguendo i valori in cui credo e mi sento assolutamente comune".

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