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Sabato, 4 Febbraio 2023
L'allerta / Ucraina

Alla centrale nucleare di Zaporizhzhia "pericolo imminente", l'Aiea lavora a una zona sicura

Perché la centrale è a rischio secondo l'Agenzia internazionale per l’energia atomica e quali sono le possibili soluzioni in campo

La situazione alla centrale nucleare di Zaporizhzhia, controllata dalla Russia ma in territorio ucraino, ancora al centro dell'attenzione internazionale. Il direttore generale dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) Rafael Mariano Grossi, parla di "pericolo imminente".  

Grossi nei mesi scorsi ha giudato un'ispezione dell'Aiea nella centrale, su cui si concentra l'attenzione del mondo intero. "In questo momento a Zaporizhzhia abbiamo due ordini di problemi- spiega Grossi a SKy Tg24- . Il primo è l’attacco diretto sulla centrale, sui reattori. Questo può significare una liberazione nell’ambiente del materiale nucleare, dunque della radioattività. L’altro modo di affrettare l’operatività della centrale è l’interruzione della somministrazione dell’elettricità e del raffreddamento della centrale, questo può anche generare una situazione di meltdown (fusione, ndr) dei reattori. Questo dipende moltissimo dal tipo di danno, lo scenario peggiore sarebbe il danneggiamento di tutti i reattori con una quantità di materiale nucleare che potenzialmente potrebbe raggiungere l’Europa in generale. Ma senza voler spargere panico, questo sarebbe possibile in funzione del danno potenziale”.

Attorno a Zaporizhzhia si combatte. La centrale stessa è presa di mira. "Il pericolo - rimarca Grossi  - è imminente perché quasi ogni settimana, quasi ogni giorno, abbiamo episodi di attacchi o di interruzione della fornitura di elettricità e tutta questa centrale che è la centrale più grande in Europa, comincia a funzionare con i generatori di emergenza. Situazione completamente inaccettabile per un impianto industriale di questa dimensione e con il materiale nucleare che vi si trova". 

Sulla messa in sicurezza di Zaporizhzhia esiste una proposta concreta e sono stati fatti "progressi importanti". Riguardo alla sua proposta di creare una zona speciale di protezione intorno all'impianto nucleare Grossi, oggi a Milano per ricevere al Politecnico la laurea ad honorem in ingegneria nucleare,  spiega che "le due parti sono ora d'accordo su alcuni principi fondamentali. Il primo è quello della protezione: significa accettare che non si spara 'sulla' centrale e 'dalla' centrale. Il secondo è il riconoscimento che l'Aiea rappresenta l'unica via possibile: è stato il cuore del mio incontro con il presidente Putin a San Pietroburgo l'11 ottobre".

E un nuovo incontro è all'orizzonte. "Il nostro scopo è evitare un incidente nucleare, non provocare una situazione militarmente favorevole all'uno o all'altro - conclude - Il mio impegno è di arrivare a una soluzione al più presto. Spero entro la fine dell'anno. So che il presidente Putin segue il processo e non escludo un nuovo incontro con lui a breve, così come con il presidente ucraino Zelensky".

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