Cesare Battisti arrestato, "pacchia finita": cosa succede ora con l'estradizione

Il deputato federale Eduardo Bolsonaro, figlio del presidente Jair: "Il Brasile non è più terra di banditi". Salvini: "Assassino coccolato dalle sinistre di mezzo mondo. E' finita la pacchia". Cosa rischia ora Cesare Battisti: la procedura e i tempi per l'estradizione in Italia

Cesare Battisti (ANSA/AP Photo/Nelson Antoine)

Condannato dalla giustizia italiana, assolto dalla politica francese prima e da quella brasiliana poi. Almeno fino al 16 dicembre, quando il giudice della Corte Suprema brasiliana Luiz Fux ne ha ordinato l'arresto "a fini di estradizione". Cesare Battisti, nato nel 1954 a Cisterna di Latina, ex membro dei Proletari armati per il comunismo (Pac), è stato catturato e arrestato in Bolivia dopo diverse settimane di latitanza. Alla sua cattura hanno partecipato agenti italiani e boliviani. I poliziotti, dopo i pedinamenti, lo hanno riconosciuto e fermato in strada, mentre camminava con occhiali scuri e pizzetto (QUI IL VIDEO). Battisti non ha tentato la fuga e ha risposto in portoghese.

Il deputato federale Eduardo Bolsonaro, figlio del presidente Jair Bolsonaro, celebra su Twitter l'arresto di Cesare Battisti, catturato a Santa Cruz de la Sierra in Bolivia: "Matteo Salvini, il 'piccolo regalo' sta arrivando", scrive. "Ha ucciso un poliziotto, ha ucciso un padre davanti al figlio, ha sparato e lasciato un uomo paralitico, è stato condannato a vita per 4 omicidi e ha fatto parte del gruppo terroristico di sinistra in Italia Pac (proletari armati per il comunismo). Ciao Battisti, la sinistra piange!", prosegue il tweet di Eduardo Bolsonaro.


E il ministro dell'Interno Matteo Salvini commenta così su Facebook: "Ringrazio per il grande lavoro le Forze dell’Ordine italiane e straniere, la Polizia di Stato, l’Interpol, l’AISE e tutti coloro che hanno lavorato per la cattura di Cesare Battisti, un delinquente che non merita una comoda vita in spiaggia, ma di finire i suoi giorni in galera. Grazie di cuore al presidente Jair Messias Bolsonaro e al nuovo governo brasiliano per il mutato clima politico che, insieme a un positivo scenario internazionale dove l'Italia è tornata protagonista, hanno permesso questo successo atteso da anni, grazie alle Autorità boliviane e alla collaborazione di altri Paesi amici. Il mio primo pensiero va oggi ai famigliari delle vittime di questo assassino, che per troppo tempo si è goduto una vita che ha vigliaccamente tolto ad altri, coccolato dalle sinistre di mezzo mondo. È finita la pacchia. #dalleparoleaifatti".

Cesare Battisti arrestato oggi: l'estradizione in Italia

Ma cosa ha fatto Battisti e cosa rischia con l'estradizione? Cesare Battisti, ex terrorista dei Proletari armati per il comunismo, è stato condannato in Italia a due ergastoli per quattro omicidi: in due di essi, quello del maresciallo Antonio Santoro, avvenuto a Udine il 6 giugno del '78, e quello dell'agente Andrea Campagna, avvenuto a Milano il 19 aprile del 1979, il terrorista sparò materialmente. Nell'uccisione del macellaio Lino Sabbadin, a Mestre, il 16 febbraio del '79, invece, Battisti fece da copertura armata al killer Diego Giacomini e, nel caso dell'uccisione del gioielliere Pierluigi Torregiani, avvenuta a Milano il 16 febbraio del '79, venne condannato come co-ideatore e co-organizzatore. In quest'ultimo caso, poi, all'omicidio si aggiunse un'ulteriore tragedia: nel corso della colluttazione, il figlio del gioielliere Adriano fu colpito da una pallottola sfuggita al padre prima che questi cadesse e da allora, paraplegico, è sulla sedia a rotelle.

Cesare Battisti arrestato: "Preso! La democrazia è più forte del terrorismo"

Dopo essere evaso da un carcere italiano, Battisti si è rifugiato in Francia, Messico e poi in Brasile dove nel 2007 venne catturato dalla polizia brasiliana e dagli agenti venuti da Parigi. Due anni più tardi il Tribunale Supremo Federale (Stf) autorizzò la sua estradizione in Italia ma la decisione venne bloccata dall'allora presidente brasiliano Lula. Battisti restò in carcere a Brasilia fino al giugno 2011, quando venne scarcerato ottenendo il permesso di residenza permanente. Il presidente brasiliano uscente Michel Temer aveva manifestato l'anno scorso l'intenzione di estradare Battisti in Italia. E anche il nuovo presidente Jair Bolsonaro ha promesso la sua estradizione.

Cesare Battisti, come funziona l'estradizione 

Pur riconoscendo di aver fatto parte dei Pac, Battisti si è sempre detto innocente. Come annunciato dal consigliere speciale del presidente della Repubblica Jair Bolsonaro, Filipe Martins, "molto probabilmente" Battisti verrà estradato in Italia, dove dovrà scontare la pena. Come funziona la procedura dell'estradizione e quali sono i tempi? Nel caso di Cesare Battisti, il procedimento di estradizione è stato già completato in Brasile nel 2009 quando il Tribunale supremo federale, sentita anche la difesa, decise che l'ex terrorista italiano doveva essere estradato, ma rimise la parola definitiva sull'esecuzione nelle mani dell'allora presidente della Repubblica Lula, il quale aveva già concesso un visto permanente all'ex terrorista. Se ora il Brasile ha deciso di invertire la rotta seguita in precedenza e ha scelto di dare esecuzione all'estradizione, questa dovrebbe avvenire senza ulteriori passaggi di fronte alla magistratura locale. 


 

Secondo quanto riferiscono fonti di governo all'agenzia Ansa, le autorità stanno valutando se l'estradizione di Battisti debba avvenire direttamente dalla Bolivia, dove è stato tecnicamente catturato, o via Brasile. Un aereo del governo italiano con a bordo investigatori della Polizia e uomini dell'Aise - l'Agenzia d'intelligence che si occupa dell'estero -, è già decollato per la Bolivia. L'arrivo è previsto per il pomeriggio di oggi (ora italiana) ma questo, sottolineano fonti governative, non significa che l'aereo ripartirà subito. Vanno ancora espletate alcune procedure e non è ancora stato chiarito se prima di essere estradato in Italia Battisti passerà o meno dal Brasile. "Entro la metà della prossima settimana Cesare Battisti sarà estradato in Italia", ha detto il ministro dell'Interno Matteo Salvini, spiegando che "in queste ore Italia, Bolivia e Brasile stanno lavorando" per trovare una rapida soluzione. Nel pomeriggio, con un messaggio su Facebook, il premier Conte ha riferito che "Cesare Battisti rientrerà in Italia nelle prossime ore, con un volo in partenza da Santa Cruz e diretto a Roma".

In caso di estradizione, la persona arrestata viene consegnata all'Interpol che si occupa del suo trasferimento nel Paese che ha ottenuto l'estradizione. E questo avviene dopo che ogni particolare della consegna e del viaggio è stato concordato tra le autorità dei due Paesi. Il detenuto viene imbarcato su un volo diretto sotto la vigilanza degli agenti Interpol. In Italia Battisti finirebbe in carcere: non avrebbe possibilità di evitare la reclusione perché su di lui pende un ordine di cattura internazionale e di esecuzione della pena emesso molti anni fa dalla Procura generale di Milano.

"Col Brasile c'è l'impegno a non applicare l'ergastolo per Battisti"

"In Brasile non c'è l'ergastolo, è vietato dalla Costituzione: per questo l'Italia si è impegnata per garantire che non sarà applicato a Battisti. Questo è frutto dell'accordo, della cosiddetta 'condizione accettata', concluso il 5 e 6 ottobre del 2017. Per cui a Battisti, una volta estradato, sarà applicata la pena massima di 30 anni". A spiegarlo è l'ex direttore degli Affari di Giustizia del ministero, Raffaele Piccirillo, che seguì direttamente il caso quando ministro era Andrea Orlando. "L'autorità che doveva concedere l'estradizione, ossia il Brasile, ha apposto la condizione legata all'ergastolo e il ministro della Giustizia l'ha accettata", afferma Piccirillo, spiegando che questo è legato all'asimmetria tra il sistema giudiziario brasiliano, che "non prevede l'ergastolo e anzi lo considera incostituzionale e quello italiano, dove invece l'ergastolo è formalmente ancora previsto", anche se di fatto non trova più concreta applicazione.

Senza questa intesa, il via libera all'estradizione, il cui iter era già stato espletato, si sarebbe arenato. "Trent'anni - aggiunge Piccirillo - sono il tetto sanzionatorio accettato dal Brasile e su cui c'è l'impegno". Un tetto che potrebbe essere rivisto al ribasso? "Sul piano tecnico - spiega il magistrato - si potrà valutare se Battisti può usufruire dei benefici penitenziari, come la liberazione anticipata prevista dall'articolo 4 bis dell'ordinamento penitenziario. Quest'articolo, però, è entrato in vigore dopo la condanna di Battisti, che in ogni caso potrà beneficiarne dopo aver scontato metà della pena, quindi ritengo non ci sia nulla di immediato, si parla di almeno 15 anni di tempo".

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