Martedì, 28 Settembre 2021
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Chi è Cherif, il presunto killer di Strasburgo

Schedato come radicalizzato, era conosciuto dalle forze dell'ordine per reati comuni. La mattina dell'attacco era sfuggito a una perquisizione nel suo domicilio

Ventinove anni, nato a Strasburgo ma di origine marocchina, conosciuto dalle forze dell'ordine per reati comuni e dai servizi segreti perché ritenuto un radicalizzato. Questo il profilo di Cherif Chekatt, il presunto autore dell'attacco al mercatino di Natale a Strasburgo. Chekatt era infatti schedato come "S", ossia come una persona potenzialmente pericolosa per la sicurezza dello Stato. Un profilo "ibrido", secondo Le Figaro, che definisce Chekatt "radicalizzato e rapinatore di banche". 

Il profilo "ibrido" del killer di Strasburgo

La mattina dell'attacco Cherif Chekatt era sfuggito a una perquisizione nel suo domicilio nel quartiere di Neudorf per reati di criminalità comune. In casa, secondo i media francesi, i gendarmi avrebbero trovato delle granate. Come riferisce la tv Bfm, la perquisizione era stat decisa nell'ambito di un'inchiesta legata a una rapina a mano armata.

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Noto frequentatore dei circoli islamici radicali di Strasburgo, Cherif Chekatt, dopo aver colpito in più punti del centro cittadino, si è barricato" in rue d'Epinal nel quartiere del Neudorf. Secondo la ricostruzione della polizia, il 29enne ha prima aperto il fuoco intorno alle 20 nell'area dove si trova il mercatino di Natale, per poi spostarsi poco lontano e riaprire il fuoco, come riferiscono alcuni testimoni.

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Dopo essersi scontrato a due riprese con le forze dell'ordine, Cherif è saltato su un taxi, riferisce Bfmtv, precisando che non è chiaro se al momento avesse un passeggero in ostaggio. L'autista ha raccontato successivamente alle forze dell'ordine che l'uomo era ferito ad un braccio e si è fatto lasciare in prossimità del commissariato di polizia del quartiere di Neudorf. A rivelarlo fonti della polizia citate da Bfmtv.

Contro il 29enne in passato erano state pronunciate 20 condanne per reati comuni, scrive Le Figaro. Condanne inflitte in Francia e Germania e a seguito delle quali il sospetto aveva scontato le pene comminate. Il fuggiasco era stato schedato 'S' nel 2016 dai servizi antiterrorismo: era stato segnalato dalla Direzione generale della sicurezza interna (DGSI) in occasione di una sua permanenza in un penitenziario dove si era fatto notare per la sua violenze e il suo proselitismo religioso.

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