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Giovedì, 29 Febbraio 2024
Le incongruenze / Ucraina

Aiuti a Kiev, molte le promesse non mantenute

Gli Stati Uniti sono il paese che si è impegnato maggiormente negli aiuti economici a Kiev. Ma le istituzioni Europee stanno colmando in breve tempo il gap

Dallo scoppio della guerra russa in Ucraina, il supporto militare a Kiev è divenuto un tema centrale per i Paesi occidentali e per la Nato. L'Ucraina, da più di 100 giorni, ha ricevuto essenzialmente forniture di armi di intelligence a sostegno dell'esercito che combatte le truppe del Cremlino. Il sostegno continua, nonostante le minacce di Mosca che ha ripetutamente brandito lo spettro di conseguenze pesanti alle capitali occidentali.

La fornitura di armamenti ha scatenato un dibattito politico interno, alimentato da chi promuove l'invio di strumenti offensivi e difensivi e chi, invece, spinge per una maggiore neutralità. Al di là delle pressioni mediatiche e politiche, diversi paesi occidentali hanno scelto di stare al fianco di Kiev.

Promesse non mantenute

L'Ukraine Support Tracker del Kiel Institute for The World Economy fornisce una panoramica delle capitali maggiormente coinvolte e interessate all'invio di aiuti militari, finanziari e umanitari a Kiev che vanno avanti dal 24 febbraio, giorno dell'inizio dell'invasione russa.
L'analisi, aggiornata oggi 16 giugno, prende in considerazione 37 Stati, tra cui gli Stati Uniti, i paesi membri dell'Ue, quelli del G7, nonché l'Australia, la Corea del Sud, la Turchia, la Norvegia, la Nuova Zelanda e il Regno Unito.

Come evidenziano gli studiosi della ricerca, nel periodo che va dal 10 maggio al 7 giugno, il volume dell'assistenza promessa per le armi, tra cui quelle pesanti, è notevolmente aumentato rispetto al precedente aggiornamento dei dati dell'Ukraine Support Tracker del 18 maggio.

Tuttavia, emerge una differenza tra le armi promesse e quelle effettivamente inviate. L'analisi dimostra che tra i principali fornitori, gli Stati Uniti e la Germania hanno promesso più volte l'invio di un rifornimento che poi non si è concretizzato. Ovviamente, tra l'impegno di Washington (che ha già fornito armamenti per un valore di oltre 5 miliardi di dollari) e quello di Berlino c'è una incongruenza: gli Stati Uniti hanno consegnato armi per un valore di dieci volte superiore rispetto alla Germania.

Anche le istituzioni dell'Ue hanno teso una mano all'Ucraina in termini di aiuto militare, ma il loro contributo, spesso, si è risolto in una promessa non mantenuta. Bruxelles si è impegnata a inviare aiuti per un valore di oltre 30 miliardi di euro, ma da febbraio ha erogato effettivamente solo 6 miliardi di euro.

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Le incongruenze degli aiuti per singoli paesi

Il risultato della ricerca fa emergere un crescente divario di finanziamento. "Oltre alle armi, gli aiuti finanziari stanno diventando sempre più urgenti, dal momento che l'Ucraina ne ha ricevuto davvero troppo poco. La guerra sta causando il crollo delle entrate, mentre le spese sono salite alle stelle, finalizzate a pagare i soldati e riparare le infrastrutture essenziali. Questo mette il bilancio dello Stato sotto stress. Il Fondo monetario internazionale stima che l'Ucraina abbia bisogno di circa 5 miliardi di euro di finanziamenti esterni al mese, il che significa una somma di almeno 15 miliardi di euro a giugno", afferma Christoph Trebesch, uno degli autori della ricerca. 

Bruxelles si è però risollevata nel periodo che va dal 10 maggio al 7 giugno. Gli impegni di assistenza dell'UE all'Ucraina hanno visibilmente raggiunto il livello degli Stati Uniti, che tuttavia sono ancora i principali contribuenti. E in merito al sostegno, messo in relazione alla dimensione economica dei singoli paesi, gli Stati Baltici e la Polonia danno un maggiore contributo rispetto alle grandi economie europee come Germania, Italia e Francia.

Gli Usa sono i maggiori contribuenti

La ricerca ha raccolto i dati economici dei rifornimenti. Gli Stati Uniti sono il paese che si è impegnato maggiormente negli aiuti economici a Kiev, fornendo oltre 42,7 miliardi di euro, che rappresentano il 50 per cento dei rifornimenti totali dei 37 paesi analizzati dalla ricerca. 

Tutti i paesi dell'Unione Europea hanno fornito 11,64 miliardi di euro in aiuti economici e militari, mentre Bruxelles ha posto sul tavolo oltre 13,54 miliardi di euro; Kiev ha ricevuto anche 2 miliardi di euro dalla Banca europea per gli investimenti. Questi numeri, totalizzati, raggiungono i 27,2 miliardi di euro in aiuti. Infine, nota la ricerca, gli Stati Uniti da soli hanno fornito più aiuti economici a Kiev se paragonato all'impegno dei paesi del blocco Ue.

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