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Domenica, 5 Febbraio 2023
Il reportage

Mine anche tra i cadaveri: "Ci vorranno 10 anni per bonificare l'Ucraina"

Esplosivi comandati a distanza, altri simili a giocattoli: tra gli orrori della guerra i più insidiosi sono le mine nascoste per colpire i civili. Il reportage dall'Ucraina dove un ex arboricoltore inglese addestra la guardia nazionale a bonificare le trappole lasciate dai russi

"Ogni volta che tirate fuori un detonatore dalla sua custodia, dovete fare attenzione ad alcune cose: se avete una radio spegnetela. Se lavorate vicino a grandi antenne, non utilizzate i detonatori elettrici. Prima di rimuoverlo ricordatevi due regole: la prima è di indossare gli occhiali protettivi, perché nessuno vi rimpiazza gli occhi se li perdete, e la seconda regola è quella di tenere le mani a terra per almeno dieci secondi per rimuovere qualsiasi carica statica". Siamo in una cava utilizzata dalla Guardia Nazionale Ucraina per addestrare i suoi uomini e chi parla è Chris Garrett, un volontario inglese esperto in sminamento che insieme a due suoi colleghi gira il paese in missioni spesso pericolose sia sulle linee del fronte sia per fornire addestramento ai militari ucraini e aiutare negli sminamenti di zone recentemente liberate.

Addestramento della Guardia Nazionale Ucraina, foto di Cristiano Tinazzi

Garret è originario della cittadina di Peel, sull'Isola di Man. Una professione sicura, l'arboricoltore, lasciata per una smodata passione per il mondo militare e gli esplosivi. Garret ha avuto la sua prima esperienza di sminamento in Birmania nel 2008, quando ha prestato servizio come volontario al confine tra Thailandia e Myanmar con l'Esercito di Liberazione Nazionale Karen. Dall'Ottobre 2014 all'aprile 2015 è in Ucraina, volontario nel battaglione Azov, uno dei pochi a quei tempi che arruolavano stranieri. In quel periodo viene impiegato anche in prima linea. Quando avviene l'invasione russa decide di rientrare in Ucraina mettendo a servizio la sua esperienza. "A volte mi sembra di aver a che fare con bambini dell'asilo", dice sbuffando. "Spesso vengono sottovalutati i pericoli e quando hai a che fare con gli esplosivi non puoi permettertelo".

L'influencer sminatore che elimina le trappole russe: "10 anni per bonificare tutto"

Garret ha una pagina instagram dove mostra il lavoro che fa il suo gruppo e ha attivato un crowdfunding per comprare equipaggiamento e dispositivi di protezione per il suo team. Mine, ordigni inesplosi (UXO), trappole esplosive, il lavoro che si prospetta quotidianamente per gli sminatori ucraini è ingente: basti pensare che i russi, solo nella regione di Chernihiv, quando si sono ritirati hanno lasciato decine di migliaia di proiettili e mine. In soli due mesi gli specialisti hanno neutralizzato più di 26mila ordigni esplosivi. Anche adesso, nella regione di Kherson, intere aree, strade, vie d'accesso e campi sono inaccessibili a causa delle mine e di ordigni inesplosi.

Nella cava gli uomini e le donne del battaglione Kulchytsky della Guardia Nazionale si mettono in cerchio intorno a Garret mentre mostra loro come disinnescare una mina russa OZM, particolarmente insidiosa perché attivabile con vari sensori a distanza ma che, normalmente, viene lasciata sul terreno con un innesco a filo ad inciampo. E poi ci sono le PFM, mine chiamate butterfly o pappagalli verdi, bannate dal Trattato di Ottawa del 1997, firmato dall'Ucraina ma non dalla Russia, che le ha ampiamente utilizzate in diversi conflitti. Ordigni particolarmente pericolosi per i civili e soprattutto per i bambini, perché simili a giocattoli.

Altri due uomini e una donna accompagnano Garret, sono Luke, inglese, Ayrton, australiano e Christina, ucraina ma da diciannove anni residente in Inghilterra: "Io vengo dal sud di Londra e ho una esperienza precedente nell'esercito inglese, ero nei Commando dei Royal Marines", dice Luke.

Chris Garrett in azione, foto di Cristiano Tinazzi

"Qui in Ucraina ci vorranno dai cinque ai dieci anni per mettere tutto il territorio in sicurezza. Un lavoro enorme. A Irpin quando si sono ritirati i russi abbiamo trovato di tutto. Un giorno ci hanno chiamato per disinnescare una mina posta sotto un cadavere di un civile all'interno di una macchina. Chiunque avesse spostato quel corpo sarebbe saltato in aria insieme agli altri soccorritori. Trappole esplosive erano state messe ovunque, e questo con il chiaro intento di colpire soprattutto i civili. Quando servivo nell'esercito inglese mi ricordo che il nostro più grande terrore era quello di combattere contro i russi. Pensavamo fossero combattenti formidabili. Ora che li ho visti per davvero sul campo posso solo dire che non mi fanno più paura, non valgono niente".

Ad oggi Garret e i suoi hanno neutralizzato più di ottanta tonnellate di esplosivo e addestrato circa duemila soldati ucraini.

*Cristiano Tinazzi è un giornalista freelance specializzato in aree di crisi e zone di guerra, fondatore del War reporting training camp

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