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Lunedì, 24 Giugno 2024
Cina / Cina

Cina, attivista cinese condannata a 2 anni e 8 mesi di carcere

Da sempre in prima fila contro gli sgomberi forzati, Ni Yulan era era stata torturata in prigione nel 2002 e da allora è costretta su una sedia a rotelle

Dovrà passare due anni e 8 mesi in carcere una delle più famose attiviste cinesi per i diritti umani. Ni Yulan, avvocato di 51 anni, è stata condannata il 7 aprile per frode. Da dieci anni la donna lotta al fianco delle vittime degli sgomberi forzati, motivo per il quale è stata radiata dall’Ordine degli avvocati. Insieme a lei sul banco degli imputati vi era anche il marito, Dong Jiqin, condannato a 2 anni di carcere. I due erano stati arrestati nell’aprile del 2011, e a dicembre erano entrati in tribunale con l’accusa di aver provocato “disordini” e di aver “distrutto proprietà pubbliche e private”.


Il governo cinese ha vietato l’accesso all’aula del tribunale ai giornalisti e ai diplomatici stranieri. “E’ stata un’anomalia legale” ha dichiarato la figlia della coppia, Dong Xuan, all’Afp, come riporta la Bbc. “E’ assolutamente ingiusto, chiedo al governo di lasciare liberi i miei genitori”. “Non ho potuto vedere la faccia di mia madre” ha continuato Dong. “Era su una sedia a rotelle e sembrava molto debole”.


Ni era già stata arrestata nel 2002 per essersi opposta all’esproprio e alla demolizione della propria casa a Pechino. Torturata durante la detenzione, da allora è costretta su una sedia a rotelle. Il caso era stato denunciato anche da associazioni umanitarie, quali Amnesty International. In quello stesso anno era stata condannata a un anno di carcere per aver “ostacolato delle attività ufficiali”. Nel 2008 il tribunale l’aveva nuovamente rinchiusa in prigione per altri due anni, con l’accusa di “danneggiamento alla proprietà pubblica”.

(Foto: Ap)
 

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