Giovedì, 18 Luglio 2024
la proposta cinese / Taiwan

La Cina ha concluso esercitazioni attorno Taiwan, ma non rinuncia alla "riunificazione"

L’annuncio della sospensione dei test cinesi arriva nel giorno in cui Pechino ha pubblicato il Libro Bianco intitolato "La questione di Taiwan e la riunificazione della Cina nella nuova era"

Stop alle esercitazioni militari cinesi intorno a Taiwan. Almeno per ora. La Cina ha completato con "successo le operazioni militari congiunte intorno all'isola di Taiwan". Lo si legge in una nota dell'Eastern Theatre Command delle forze armate cinesi, secondo cui lo stesso Comando ha aggiunto che "le truppe terranno d'occhio i cambiamenti della situazione nello Stretto di Taiwan, continueranno a svolgere addestramento e preparativi militari, organizzeranno regolarmente pattuglie di prontezza al combattimento e difenderanno risolutamente la sovranità nazionale e l'integrità territoriale". Nella nota, il colonnello del Comando Shi Yi ha precisato che "la recente serie di operazioni ha permesso di testare con efficacia il sistema integrato capacità di combattimento congiunte delle truppe".

Annunciate per il periodo dal 4 al 7 agosto in risposta alla visita a Taipei della speaker della Camera Nancy Pelosi, le manovre militari cinesi, le più grandi mai fatte intorno all'isola, sono state estese anche fino a oggi 10 agosto, coinvolgendo tutte le forze armate, tra aeronautica, marina, esercito e unità di artiglieria e di missili balistici, alcuni dei quali hanno sorvolato per la prima volta Taiwan finendo nelle acque orientali all’isola. Mentre si concludono le manovre di Pechino attorno a Taiwan, il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Wang Wenbin, ha nuovamente difeso le imponenti esercitazioni cinesi, puntando il dito contro Washington: "Sono stati gli Stati Uniti che hanno infranto le promesse, non la Cina; sono stati gli Stati Uniti che hanno violato la sovranità cinese", ha accusato il portavoce, definendo le contromisure messe in campo da Pechino "ragionevoli, legali, necessarie e appropriate". 

Il ministero della Difesa di Taipei promette di non abbassare la guardia, dopo l'annuncio da parte dei militari cinesi della fine delle maxi manovre militari intorno all'isola e della decisione di "organizzare regolarmente pattugliamenti" nell'area insistendo sulla "prontezza operativa".

Alta tensione

A distanza di giorni dal superamento della linea mediana - non riconosciuta da Pechino ma tradizionalmente rispettata  - la Cina fa rientrare i propri mezzi sulla terraferma. Ma la tensione nello stretto di Taiwan resta alta. 

Pechino continua a ignorare gli appelli ad abbassare il livello di tensione nell'area, e ha programmato un ciclo di tiri d'artiglieria con proiettili veri nelle acque meridionali del mar Giallo, a nord di Taiwan e di fronte alla Corea del Sud, dall'11 al 13 agosto, che fanno seguito alle esercitazioni militari dedicate all'artiglieria "a fuoco vivo" avviate nella giornata di ieri 9 agosto dal governo di Taipei per simulare la difesa dell'isola dall'attacco cinese. 

Il nuovo Libro Bianco

L’annuncio della sospensione dei test cinesi arriva nel giorno in cui Pechino ha pubblicato il Libro Bianco intitolato "La questione di Taiwan e la riunificazione della Cina nella nuova era", pubblicato oggi dall'Ufficio per gli Affari di Taiwan del Consiglio di Stato, l'organo del governo cinese che si occupa delle relazioni con Taiwan. Nero su bianco, il governo cinese ha presentatoi prossimi - e non nuovi - obiettivi in merito all’isola. La Cina è disposta a dare "ampio spazio" alla "riunificazione pacifica" di Taiwan, ma avverte Taipei che non avrà tolleranza per le "attività separatiste" che puntano all'indipendenza dell'isola dalla Repubblica Popolare Cinese. Tolleranza zero per chi promuove il separatismo o l’indipendenza, quindi.

Il modello "un paese, due sistemi"

La Cina quindi mette per iscritto che non intende rinunciare all'uso della forza per "riunificare" Taiwan alla Repubblica Popolare Cinese, e che si riserva di ricorrere a "tutte le misure necessarie", sottolinea un passaggio del Libro bianco. "La questione di Taiwan e la riunificazione della Cina nella nuova era", nel quale si ribadisce "il fatto e lo status quo che Taiwan fa parte della Cina". Per realizzare la riunificazione pacifica, "'un Paese, due sistemi' è la soluzione più inclusiva a questo problema".

Così facendo, Pechino vuole applicare lo stesso strumento legale utilizzato per Hong Kong nel 1997, quando l’ex colonia britannica è tornata sotto la sovranità cinese. Nel modello politico designato dall’allora leader cinese Deng Xiaoping, Hong Kong avrebbe dovuto mantenere un’autonomia politica, giuridica, sociale per almeno 50 anni, quindi fino al 2047. Ma i recenti cambiamenti introdotti da Pechino nella città portuale - come la legge sulla sicurezza nazionale - hanno dimostrato quanto la Cina non abbia rispettato il trattato internazionale sul passaggio di sovranità su Hong Kong.

Il modello "un Paese, due sistemi", per Pechino offre "la soluzione più inclusiva" al problema dei differenti modelli sociali dei due lati dello Stretto. "Questa è una soluzione pacifica, una soluzione democratica, una soluzione di buona volontà e una soluzione vantaggiosa per tutti", si legge nel testo del Libro Bianco. "I diversi sistemi su entrambi i lati dello Stretto di Taiwan non sono un ostacolo alla riunificazione, né una scusa per la divisione". 

La proposta di "riunificazione" tramite il modello "un paese, due sistemi" non è nuova, ma da tempo viene bocciata da Taiwan, che non considera appropriato neppure il termine "riunificazione". L’isola, infatti, non è mai stata sotto il controllo della Repubblica Popolare Cinese, e usa il termine "unificazione" per descrivere le ambizioni di Pechino, a cui l'attuale amministrazione guidata da Tsai Ing-wen si oppone. Pechino ha intensificato gli attacchi al Partito Democratico popolare di Tsai nel suo nuovo Libro Bianco su Taiwan.

La risposta di Taiwan

E prendendo d’esempio Hong Kong, Tsai Ing-wen, la presidente di Taiwan, sa che la Repubblica popolare cinese non manterrà la promessa del modello politico “un paese, due sistemi”. E respinge al mittente la proposta. La presidente Tsai ha detto che "la Cina ignora la realtà su entrambi i lati dello Stretto di Taiwan", alludendo quindi all’esistenza e alla forza dell’impianto democratico dell’isola. Lo scopo dell'iniziativa di Pechino, secondo Tsai, è "di rivolgersi ai pochissimi partiti politici taiwanesi e alle persone che temono la Cina e sono disposte a scendere a compromessi" sulla scia delle intimidazioni. 

La prima presidente donna dell’isola si riferisce al Guomindang, il principale partito di opposizione a Taipei. Una delegazione del Guomindang guidata dal vicepresidente del partito Andrew Hsia sarà presto nella Repubblica Popolare cinese dove dovrebbe incontrare Liu Jieyi, capo ufficio affari di Taiwan del Partito comunista, e possibile prossimo ministro Esteri cinesi. Lo scopo della visita è corteggiare Pechino, ma anche conquistare le simpatie dei repubblicani americani. Ma anche all’interno del partito di opposizione, non tutti sono d’accordo. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La Cina ha concluso esercitazioni attorno Taiwan, ma non rinuncia alla "riunificazione"
Today è in caricamento