Mercoledì, 21 Aprile 2021
Cina

Coronavirus, sospiro di sollievo a Pechino dopo la paura: il nuovo focolaio "è sotto controllo"

Wu Zunyou, il numero uno degli epidemiologi cinesi: "Quando dico sotto controllo questo non significa che i casi saranno zero domani o il giorno dopo. Il trend persisterà per un certo periodo di tempo, ma il numero dei contagi si ridurrà, proprio come per il trend che abbiamo visto a gennaio e febbraio". Ieri 28 nuovi casi nel Paese asiatico

Vita quotidiana a Pechino ai tempi del Covid. Foto ANSA/EPA

Un primo sospiro di sollievo, ma l'attenzione resta altissima. Pechino avrebbe già sotto controllo il nuovo cluster di contagi di coronavirus originato dal principale mercato ortofrutticolo della città, quello di Xinfadi. E' quanto dice il capo degli epidemiologi cinesi del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie Wu Zunyou. Dall'11 giugno, giorno in cui è stato individuato il primo caso, sono state 158 le infezioni registrate a Pechino, il peggior contagio dall'inizio di febbraio. "L'epidemia di Pechino è sotto controllo", ha detto Wu Zunyou. "Quando dico sotto controllo questo non significa che i casi saranno zero domani o il giorno dopo. Il trend persisterà per un certo periodo di tempo, ma il numero dei contagi si ridurrà, proprio come per il trend che abbiamo visto a gennaio e febbraio".

Continuano senza sosta i test sui cittadini della Capitale, i cui laboratori sarebbero in grado di elaborare oltre 400mila campioni al giorno. La nuova presenza di positivi ha bloccato il ritorno alla normalità, riaccendendo i timori per l'economia. Le autorità hanno messo in "quarantena" interi quartieri residenziali, imposto un parziale lockdown con divieto di spostamenti e consigliato alle aziende di lasciare lavorare il maggior numero possibile di dipendenti in smart working. Migliaia di voli sono stati cancellati da e per Pechino.

Nelle ultime 24 ore la Cina ha registrato 28 nuovi casi di contagio: di questi, 21 sono stati rilevati nella capitale, Pechino. Intanto le autorità cinesi e norvegesi hanno concluso che non c'è nulla di vero relativamente all'ipotesi che fosse stato il salmone importato dal Paese scandinavo il responsabile del focolaio di coronavirus nel mercato all'ingrosso che rifornisce l'80% degli alimenti freschi che si consumano a Pechino. Sabato il direttore del mercato di Xinfadi aveva detto che tracce di virus erano state trovate sui taglieri sui quali si affetta il salmone importato: non ci sono prove. A inizio settimana Wu Zunyou, che è il numero uno degli epidemiologi cinesi, aveva detto alla tv di stato che il patogeno rilevato a Pechino "somiglia soprattutto ai ceppi trovati in Europa, il che però non significa che provenga dall'Europa".

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