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Giovedì, 22 Febbraio 2024
La difficile sfida / Cina

Scholz ottiene un successo inaspettato nella controversa visita in Cina

Berlino e Pechino sono contrarie all'uso di qualsiasi arma nucleare nella guerra in Ucraina. Il cancelliere tedesco ha messo in guardia la Cina dall'intervenire militarmente a Taiwan, sottolineando che qualsiasi cambiamento allo status quo deve essere pacifico

Si è conclusa oggi 4 novembre la tanto chiacchierata visita del cancelliere Olaf Scholz a Pechino. Il viaggio, che ha suscitato diverse polemiche a Berlino, Bruxelles e Washington alla luce della crescente sfida strategica posta dalla Cina alla Nato, è il primo di un leader dell'Ue e del G7 nell'ex Celeste Impero dall'inizio della pandemia. Come ribadito a più riprese dal cancelliere tedesco, la trasferta mira a rafforzare i legami economici sino-tedeschi in una congiuntura che vede la Germania in difficoltà economiche e politiche per le conseguenze della guerra in Ucraina.

Xi vuole allontanare Berlino da Washington

Il leader tedesco ha incontrato il presidente cinese Xi Jinping in un faccia a faccia avvenuto a porte chiuse nella Grande Sala del Popolo di Pechino. Il presidente cinese ha avvertito che "la fiducia politica reciproca deve essere salvaguardata da entrambe le parti. Cina e Germania dovrebbero prendersi cura dei reciproci interessi fondamentali, insistere sul dialogo e sui negoziati e rifiutare congiuntamente il confronto tra blocchi e l’interferenza guidata dall’ideologia".

La realpolitik di Scholz: vola in Cina a corteggiare Xi

La necessità di una maggiore cooperazione tra Cina e Germania in "tempi di cambiamenti e caos" ed in un contesto internazionale "mutevole" è stata evidenziata dal presidente cinese, che ha insistito sulla necessità dell'Europa di mantenere un'"autonomia strategica". Chiaro riferimento alla dipendenza del blocco dei 27 paesi dell'Ue nei confronti della politica estera degli Stati Uniti. 

La condanna all'uso russo del nucleare

Scholz ha difeso la sua decisione di recarsi in Cina con un gruppo di rappresentanti dell'industria tedesca, dicendo ai giornalisti che "È bello e giusto che io sia a Pechino oggi". Il cancelliere ha ribadito che in tempi di crisi, come l'invasione russa dell'Ucraina, gli incontri bilaterali sono ancora più importanti più importanti. 

Prima di partire, infatti, il cancelliere aveva anticipato di voler affrontare a Pechino anche temi spinosi, come i diritti umani, la complessa situazione a Taiwan e la guerra in Ucraina. Su quest'ultimo punto, il leader tedesco ha chiesto al presidente Xi di usare la sua "influenza" sulla Russia per porre fine al conflitto in Ucraina.

Chi si avvantaggerà tra Russia e Ucraina del primo lungo inverno di guerra

Dall'incontro con Xi, fresco di terzo mandato dopo il XX Congresso del Partito comunista cinese, Scholz ha ottenuto un piccolo ma importante successo. Il presidente cinese ha invitato la comunità internazionale a "rifiutare l'uso e la minaccia delle armi nucleari" per prevenire una "crisi nel continente eurasiatico", nelle sue osservazioni più dirette sulla necessità di impedire l'escalation della guerra russa in Ucraina. Si tratta del più diretto avvertimento contro il ricorso all'arma atomica nel conflitto mai pronunciato finora.

Priorità agli interessi economici

I temi economici e commerciali sono stati il motore di questo viaggio di Scholz in Cina, il 26esimo di un cancelliere tedesco dalla normalizzazione dei rapporti tra Berlino e Pechino 50 anni fa. Berlino non crede alla separazione delle economie, ha detto Scholz nell'incontro con il primo ministro uscente Li Keqiang, ma "è anche chiaro", ha sottolineato, che il disaccoppiamento osteggiato da Pechino ha a che vedere con i rapporti economici attuali, che devono essere equi e fondati sulla reciprocità.

Il cancelliere tedesco torna a casa con un successo economico. Scholz ha ricevuto il via libera dalla Cina per l'approvazione della somministrazione ai residenti stranieri del vaccino contro il Covid-19 BioNTech, a tecnologia mRNA, ancora non in uso in Cina.

Disco verde da Pechino anche per l'acquisto di aerei del conglomerato europeo Airbus, il cui contratto vale 17 miliardi di dollari. La Cina ha firmato un accordo per ottenere 140 aeromobili Airbus, inclusi 132 jet A320 e otto aeromobili A350 wide-body, durante la visita di Scholz.

Nel comunicato cinese si riporta che il cancelliere tedesco ha segnalato la disponibilità ad approfondire la cooperazione economica e commerciale con la Cina e sostenere gli investimenti bilaterali. Un messaggio molto diverso da quello che potrebbe apparire nella nuova strategia cinese di Berlino, che la scorsa estate segnava un percorso verso l'indipendenza dalla secondo economia mondiale. Le parole di Scholz sono un assist per Pechino, che utilizza il capitale politico delle visite di stato per confermare il peso geopolitico delle Cina nel mondo. 

La posizione tedesca su Taiwan e diritti umani

Durante l'incontro con il premier cinese Li, Scholz ha ammonito Pechino per la violazione dei diritti umani nello Xinjiang - dove almeno un milione di uiguri sono stati internati in centri di rieducazione - e ha messo in guardia la Cina dall'intervenire militarmente a Taiwan, sottolineando che qualsiasi cambiamento allo status quo deve essere pacifico.

La visita a Pechino, nonostante le polemiche, dimostra che Scholz ha bisogno della cooperazione con la Cina più di quanto non abbia mai fatto il suo predecessore Angela Merkel, ha affermato Wang Yiwei, professore a capo di Jean Monnet e direttore del Center for Studi europei alla Renmin University.

“La Merkel era anche piuttosto ideologica verso la Cina all'inizio, ma poi ha cambiato tono. Scholz ha cambiato tono ancora più velocemente, ma non ha una posizione politica interna solida come la Merkel", ha detto Wang.

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