Martedì, 21 Settembre 2021
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Tutto su Cipro, l'isola vicina al crack

Il Parlamento di Nicosia ha respinto con un "no" secco il prelievo forzoso dai conti correnti. Per uscire dal tunnel servirebbe un miracoloso prestito da parte della Russia o della Cina

Dopo tre giorni di proteste il governo di Cipro ha scartato i prelievi dai conti in banca sotto i 20mila euro. Un rifiuto storico, di cui è impossibile al momento prevedere le conseguenze.

NO SECCO - Il Parlamento di Nicosia ha respinto con un "no" secco il piano concordato con la Ue e il Fmi che prevedeva un prelievo forzoso sui depositi bancari ciprioti - per un valore complessivo di 5,8 miliardi di euro - in cambio di un prestito di 10 miliardi per salvare la più piccola economia dell'Eurozona dalla bancarotta: 36 i voti contrari, 19 le astensioni sui 56 seggi, un parlamentare era assente. Nella serata di ieri un comunicato dell'Eurogruppo ha ribadito, tuttavia, la sua offerta a Nicosia. "L’alternativa era tra un’opzione catastrofica e un’altra opzione altrettanto catastrofica. Si è preferito morire, ma almeno conservando il nostro onore", dice il giornalista Yorgos Pittas, tra la folla che manifesta davanti al Parlamento.

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PAESE PARALIZZATO - Nel paese è tutto paralizato. Gli sportelli bancomat sono bloccati, la Borsa è ferma, i conti correnti sono congelati, per evitare una scontata emorragia. Tutto resta molto confuso ma è chiaro che nei prossimi giorni, qualsiasi decisione politica venga presa, l'assalto agli sportelli da parte dei correntisti, quando le banche riapriranno, è quasi scontato. Panicos Demetriades, il governatore della Banca centrale cipriota, teme che in pochi giorni vengano prelevati 7,5 miliardi, il 10% dei depositi bancari.  

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EMERGENZA CONTANTI - Il denaro contante sta divenendo il maggior motivo di preoccupazione anche per gli stranieri che risiedono a Cipro. Dall'Inghilterra è partito un volo che trasporta un milione di euro in contanti per i militari britannici e le loro famiglie.

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LA RABBIA DEI CIPRIOTI -  "Come qualunque altro cittadino di questo paese sono vittima di un imbroglio: da un lato devo pagare per i danni fatti dai dirigenti ciprioti, dall'altro devo subire il "gioco politico" dei nostri partner europei" scrive il giornalista Frixos Dalitis. "Non c'è bisogno - dice - di avere un master in economia per capire quali saranno le conseguenze di questa situazione. La grande maggioranza delle persone ne subisce direttamente i danni. Dalla pensionata che era riuscita a risparmiare 5-10mila euro, fino al lavoratore dipendente che ogni mese metteva via un po' di denaro per permettere ai figli di continuare più tardi gli studi. Ma anche chi ha milioni in banca subirà le conseguenze di questa decisione. E sappiamo bene che cosa significa: i grandi risparmiatori metteranno il loro denaro altrove, con grave danno per l'economia locale. Questo si tradurrà in nuovi licenziamenti, nel fallimento di piccole e medie imprese e così via [...] Non è questa l'Europa che sognavamo".

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SERVE UN MIRACOLO - La situazione in cui versa l'economia cipriota è ora, più che mai, drammatica. Per uscire dal tunnel servirebbe un miracoloso prestito da parte della Russia o della Cina (ci sperano i politici a Nicosia). Altrimenti il sistema bancario di Cipro imploderà, gli analisti hanno pochi dubbi. Nel caos, tra la folla, circolano le ipotesi più disparate. I complottisti hanno campo libero. Alcuni sostengono che sia tutto un complotto tedesco per mettere le mani sui capitali russi del paradiso fiscale cipriota. Altri dicono che "è tutto un piano per rubare il gas naturale di Cipro".

LA POSIZIONE DELL'EUROPA - L'Europa per ora continua a tenere aperta la porta. Accetterebbe una modifica alla tassa sui depositi bancari voluta a Bruxelles (6,75% per quelli inferiori a 100mila euro e 9,9% per quelli superiori), a patto che Nicosia riesca a raccogliere 5,8 miliardi di euro. Altrimenti il prestito da 10 miliardi non verrà sbloccato. Nessun paese si è voluto assumere la paternità della proposta del prelievo forzoso, a cominciare dalla Germania, che è lo Stato più esposto verso Cipro con 5,9 miliardi.

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