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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Crisi economica / Cipro

Cipro, fallisce piano B: panico e code ai bancomat

Lunghe file si sono formate davanti agli sportelli automatici delle banche di risparmiatori in attesa di prelevare denaro contante. Il panico si è diffuso soprattutto tra i correntisti della Laiki Bank dopo la notizia che la banca verrà smantellata

Apparentemente a mani vuote il ministro delle Finanze cipriota Michalis Sarris ha lasciato Mosca, dove era arrivato martedì per cercare il sostegno delle autorità russe nella crisi che ha colpito l'isola. Il tutto senza che nessun accordo sia stato annunciato. Sarris ha cercato delle condizioni più rilassate del prestito di 2,5 miliardi di euro concesso da Mosca a Nicosia nel 2011, i russi avevano proposto investimenti nel settore bancario ed energetico in cambio di aiuti.

Ma ieri Vtb, il secondo gruppo russo e il più attivo all'estero nel settore finanziario, aveva detto di non essere interessata a Cipro. "La Russia non ci può aiutare con un prestito, perché la dimensione del prestito potrebbe rendere il debito (di Cipro) non gestibile", ha detto ieri il ministro Sarris al telefono da Mosca alla televisione di Stato cipriota, aggiungendo che al momento c'è un "ottimismo limitato" sulla possibilità di trovare una formula per il salvataggio finanziario di Cipro.

Era inoltre atteso per oggi il voto sul "fondo di solidarietà", uno dei punti chiave del Piano B del governo, tramite il quale l'isola mediterranea punta a raccogliere i 5,8 miliardi di euro previsti dalla confisca sui conti bancari, bocciata due giorni fa e che rappresentava un tassello chiave per sbloccare il salvataggio da parte dell'Unione europea, ma la riunione è stata rinviata all'ultimo.

Sul piano B presentato da Nicosia per uscire dalla crisi, il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, si è dimostrato scettico. Lo scrive il quotidiano tedesco Bild, che cita le parole del ministro riportate da alcuni membri della coalizione di governo tedesca.

Cipro nel caos: paese vicino al crack

"La cosmetica da sola non è sufficiente", avrebbe dichiarato Schaeuble, secondo le voci raccolte al termine della riunione fra i due partiti della coalizione guidata da Angela Merkel, ieri sera a Berlino. "Cipro deve cambiare e fare seriamente dei risparmi", avrebbe continuato il ministro, secondo la stessa fonte.

Paralizzata dalla crisi finanziaria, Cipro ha annunciato ieri di aver rinunciato a tassare i depositi bancari, per creare invece un non meglio precisato fondo di solidarietà, dai contorni ancora sfumati, che dovrebbe evitare il fallimento delle sue banche.

Tra la popolazione cipriota è ancora fortissima la paura: lunghe file si sono formate davanti agli sportelli automatici delle banche di risparmiatori in attesa di prelevare denaro contante. Il panico si è diffuso soprattutto tra i correntisti della Laiki Bank dopo la diffusione della notizia che la banca verrà smantellata, anche se proseguirà le attività.
Già alle prime voci della possibile chiusura dell'istituto i dipendenti della Laiki Bank si sono radunati davanti alla sede del Parlamento con manifesti e striscioni per protestare: si sono viste scene di disperazione mentre tafferugli sono scoppiati fra alcuni dimostranti e agenti di polizia in tenuta antisommossa schierati davanti al Parlamento.

Sul problema di Cipro si è espresso lo stesso premier russo Dmitri Medvedev: la Russia "non ha chiuso le porte a Cipro" ma "noi siamo pronti ad affrontare la cosa solo dopo che sarà completato lo schema finale (di salvataggio dell'Isola) concordato con l'Ue". Rispondendo alla domanda sul perchè la Russia non abbia voluto aiutare Cipro, nonostante "ci siano capitali russi, compagnie russe e anche gli oligarchi russi?", diretta da un giornalista in conferenza stampa.

Medvedev ha sottolineato che non si tratta solo di capitali russi sull'Isola: la situazione "ci peroccupa perchè ci sono compagnie, e strutture statali russe, e persone fisiche, ma ci sono anche conti di altri (Paesi) e di altre compagnie". Quindi secondo Medvedev bisogna "trovare una soluzione accettabile da tutti, per l'Ue da una parte, e per Cipro.
Per noi non è indifferente, ma la cosa importante è che Cipro prenda una soluzione accettabile" con l'Ue.

Il premier ha inoltre ribadito: "noi non abbiamo chiuso le porte o non abbiamo detto che non ne parleremo più, ma noi siamo pronti ad affrontare la cosa dopo che sarà completato lo schema finale (di salvataggio dell'Isola)". Per poi sottolineare: "abbiamo già dato un contributo" in passato, con chiaro riferimento al prestito di 2,5 miliardi di euro concesso da Mosca a Nicosia nel 2011.

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