Venerdì, 25 Giugno 2021
L'ondata di protesta / Regno Unito

College di Oxford toglie il quadro della regina Elisabetta: “È un simbolo del colonialismo”

Gli studenti del Magdalen College sono stati protagonisti dell'iniziativa che fa parte di una nuova tendenza accademica e culturale nelle università britanniche

La Gran Bretagna sta facendo i conti con il suo passato colonialista e sta facendo mettendo in discussione quelli che ritiene siano simboli di quel periodo, ancora oggi attuali e celebrati. Dalla protesta che sta montando nelle Università non ne è uscita indenne neanche la Regina Elisabetta. Un gruppo di studenti del Magdalen College di Oxford ha rimosso il ritratto della Queen che si trovava in una sala comune autogestita all'interno dell'ateneo. Quel dipinto sarà ora sostituito da quadri di "arte di o di altre persone influenti e di ispirazione".

Il motivo? In quanto rappresentante della monarchia, la regina Elisabetta rappresenta per questi studenti “un simbolo del passato coloniale britannico” e quindi esporre il suo ritratto per loro significa ricordare e celebrare un pezzo di quella storia. La stampa del 1952 pare sia stata nascosta in un armadio del college, ma ovviamente la notizia ha acceso polemiche molto aspre. Il Magdalen College è stato fondato nel 1458 ed è una delle più storiche, ricche ma anche tradizionaliste università britanniche. È frequentata da figli di minoranze etniche e tra i suoi alunni del passato figurano scrittori come Oscar Wilde e politici come George Osborne. 
Reazioni contrarie - a quello che è stato un atto votato dal Middle Common Room (Mcr), il comitato ristretto degli studenti laureati, che gestisce la Middle Common Room - sono arrivate dagli ambienti della destra.

La risposta del Governo

Il ministro dell’Educazione Gavin Williamson ha definito la questione “semplicemente assurda” ricordando con un tweet il ruolo centrale della regina in questi 70 anni di regno “per promuovere i valori britannici di tolleranza, apertura e rispetto nel mondo”. E mentre una parte della stampa avvia la caccia all’uomo per tracciare il profilo degli ex studenti che avrebbero votato favorevolmente, ci sarebbe anche un docente di informatica figlio di un importante avvocato del Maryland, c’è un altro episodio che sta facendo discutere e che vede sempre protagonista l’Università di Oxford. Più di 150 docenti universitari hanno annunciato che boicotteranno le lezioni dopo la decisione dell'Oriel College di non rimuovere la statua di Cecil Rhodes.

Un gruppo di manifestanti di Black Lives Matter aveva chiesto la rimozione della statua per dare un segnale di discontinuità rispetto al passato coloniale della Gran Bretagna. A questo ha fatto seguito la decisione dell’Oriel College di lasciare la statua dove si trova a causa di complessi processi di pianificazione e di costi elevati. Qualcuno sostiene che a spingere l’Università verso questa determinazione sia stata anche la minaccia di perdere i cospicui finanziamenti ogni anno donati da ricchi imprenditori. La posizione comunque ha suscitato scalpore e proteste mettendo a rischio anche le lezioni. Un nutrito gruppo di docenti ha affermato che si rifiuterà di svolgere attività di tutoraggio, colloqui, seminari e conferenze che siano sponsorizzate dal College. Cecil Rhodes, rappresentato con una statua all’ingresso del famoso College, era un magnate minerario del XIX secolo fondatore dell'azienda De Beers che aiutò la Gran Bretagna vittoriana a colonizzare gran parte dell'Africa meridionale. Fu uno degli imperialisti più famosi dell'epoca, la Rhodesia - ora Zimbabwe e Zambia - prese proprio il suo nome.   Frequentò l'Oriel College nel 1873 e alla sua morte, nel 1902, fu istituita la borsa di studio Rhodes per aiutare gli studenti non britannici a studiare a Oxford.

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