Martedì, 20 Aprile 2021
Sudan

Colpo di stato in Sudan, l’esercito al potere: al-Bashir si è dimesso ed è ai domiciliari

Nei giorni scorsi migliaia di persone avevano protestato in tutto il paese chiedendo un passo indietro del presidente, al potere da trent'anni dopo un golpe nel 1989

Un colpo di Stato in Sudan dove, come scrive l’agenzia AFP questa mattina l’esercito ha circondato il palazzo presidenziale e fatto irruzione nella sede dell’emittente tv di Stato, annunciando la formazione di un governo di transizione. Il presidente Omar al-Bashir si è dimesso ed è stato posto agli arresti domiciliari. Nei giorni scorsi, c’erano state numerose proteste in piazza contro al-Bashir, al potere da trent’anni dopo un colpo di stato nel 1989. Nel fine settimana, sette persone erano state uccise e 2.496 erano state arrestate. Per due notti consecutive i manifestanti sono stati attaccati dalle forze delle milizie e dell'intelligence fedeli al presidente e per due volte l'esercito è intervenuto a difesa della folla.

Tutti i membri del governo sono stati arrestati dopo le dimissioni del presidente. In manette anche il vice presidente del National Congress Party, Ahmed Haroun, l'ex vice presidente di Bashir, Ali Osman Taha e le guardie del corpo del presidente. Secondo Arab News l'aeroporto di Khartum è stato chiuso.

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Il ministro della Difesa e primo vicepresidente, il generale Awad Mohamed Ahmed Ibn Auf, ha annunciato che il “periodo di transizione” durerà due anni”, durante i quali sarà al potere un “consiglio militare”: lo stato d’emergenza sarà in vigore per tre mesi, con coprifuoco dalle 22 alle 4. Al termine dei due anni saranno indette libere elezioni.

Sudan, migliaia di persone in piazza contro il presidente al-Bashir

Sono migliaia le persone che si uniscono ai manifestanti chiedendo la fine del regime di al-Bashir: testimoni riferiscono di veicoli militari posizionati su snodi stradali strategici e sui ponti nella capitale. La folla celebra nelle strade con canti patriottici e slogan quali "nuova era, nuova nazione" gli avvenimenti delle ultime ore.

proteste karthoum sudan ansa 2-2

Gli abitanti di Khartoum hanno accolto in massa l'appello dell'Associazione professionale sudanese, uno dei gruppi che ha promosso le proteste, ad unirsi ai manifestanti che partecipano dal weekend scorso al sit in.

L'Onu chiede il rispetto dei diritti umani

Nei giorni scorsi il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres aveva lanciato un appello a tutti coloro che sono coinvolti nelle proteste in Sudan per evitare la violenza e invitato il governo a promuovere un dialogo inclusivo, sottolineando che l'Onu è pronto a sostenere ogni sforzo per risolvere pacificamente la crisi del Paese. "Si chiede il pieno rispetto dei diritti umani, compresa la libertà di riunione, la libertà di espressione e la liberazione dei manifestanti detenuti".

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