Martedì, 23 Luglio 2024
Dura repressione / Cina

Per i comici cinesi è vietato offendere l'esercito

A far ridere il pubblico cinese costa caro ai comici nell'era del presidente Xi Jinping. Nel 2021, la Cina ha adottato una legge che vieta qualsiasi insulto e calunnia nei confronti del personale militare

In Cina la scure della repressione si abbatte anche sulla comicità e la satira. A far ridere il pubblico cinese costa caro ai comici nell'era del presidente Xi Jinping. Come è accaduto recentemente a Li Haoshi, che durante un recente spettacolo di stand-up comedy a Pechino ha osato fare una battuta sull'esercito e sullo slogan utilizzato dal leader Xi Jinping in persona. 

Il comico Li Haoshi, noto anche con il nomignolo “House”, della Xiaoguo Culture Media Company si era lanciato in un accostamento tra il comportamento di due cani e la condotta dei soldati durante uno spettacolo: il comico aveva anche citato il motto “combattere per vincere, forgiare una condotta esemplare”, pronunciato per la prima volta da Xi nel 2013, all’inizio del suo primo mandato sia come presidente cinese che come capo della Commissione Militare Centrale, l’organo di comando delle Forze Armate. 

La battuta gli è valsa un'indagine "gravi insulti all'esercito" mentre la società di intrattenimento che lo rappresenta, la Xiaoguo, ha ricevuto una maxi multa da 1,9 milioni di euro e la sospensione - al momento a tempo indefinito - dei suoi spettacoli. Nel 2021, la Cina ha adottato una legge che vieta qualsiasi insulto e calunnia nei confronti del personale militare. 

Nonostante il divertimento del pubblico in sala, provocando reazioni contrastanti: la battuta ha fatto arrabbiare gli utenti più nazionalisti, mentre altri hanno giudicato eccessiva la reazione delle autorità, che si sono espresse con toni molto forti sulla vicenda. "Non permetteremo mai ad alcuna compagnia o a un individuo di utilizzare la capitale cinese come palco per diffamare la gloriosa immagine dell'Epl", l'Esercito Popolare di Liberazione cinese, ha tuonato l'Ufficio per il Turismo e la Cultura di Pechino. La vicenda ha acceso i riflettori sulla situazione dei comici in Cina, che vengono presi di mira dalle autorità e dagli utenti dei social per i contenuti dei loro spettacoli. 

Il comico esce momentaneamente di scena. "Mi assumerò le mie responsabilità, interromperò tutte le attività, rifletterò profondamente", ha scritto Li sul suo account Weibo, dove ha 136mila follower, scusandosi per l'accaduto prima che il suo account venisse sospeso. 

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