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Sabato, 28 Maggio 2022
"È innocente" / Stati Uniti d'America

Condannata a morte per l’omicidio della figlia, ma potrebbe essere innocente

Il caso di Melissa Lucio negli Usa: secondo Amnesty International il processo è stato inattendibile. E anche alcuni giurati hanno cambiato idea

Condannata a morte per uno dei crimini più odiosi: l'omicidio della figlia. Ma a pochi giorni dalla sua esecuzione per iniezione letale, i dubbi sull'attendibilità dell'accusa sono tanti. Anche tra i giurati che l'avevano consegnata al patibolo. E un vasto movimento, che comprende organizzazioni per i diritti umani e politici di sinistra e destra, chiede che la pena sia sospesa. 

Melissa Elizabeth Lucio, cinquantatreenne di origini ispaniche, madre di quattordici figli, è stata giudicata colpevole nel 2008 dell'omicidio di sua figlia di due anni sulla base di una sola confessione, estorta alle tre di notte dopo sette ore di interrogatorio in una stanza chiusa, senza acqua, bagno o cibo, incinta dei suoi gemelli, poche ore dopo la morte di Mariah, sua figlia.

La sua esecuzione è prevista in Texas il 27 aprile 2022. Ma ci sono seri dubbi sull’attendibilità della sua condanna, su come lo Stato abbia ottenuto e utilizzato le sue dichiarazioni incriminanti e, quindi, sul fatto stesso che si tratti di omicidio. Nuove prove di esperti rafforzano l’ipotesi che la morte sia stata causata da una caduta accidentale e non si tratti quindi di omicidio. Inoltre, la testimonianza chiave del processo, che aveva fatto sospettare di un abuso di minori, non è stata ritenuta valida, mentre le dichiarazioni fornite da Melissa Lucio durante l’interrogatorio sono state considerate inaffidabili.

Dopo quello che hanno appreso dopo il processo, diversi giurati hanno messo in dubbio il proprio verdetto. Un patologo forense, ad esempio, scrive come l’indagine sulla morte della bambina sia stata “significativamente pregiudicata, non basata su prove e senza un’adeguata attenzione ad ipotesi alternative”. Ha anche notato come i referti medici fossero “coerenti con una causa di morte correlata a una caduta dalle scale due giorni prima del collasso di Mariah”. Un altro esperto ha scritto che elementi della testimonianza del medico legale statale fossero “scientificamente indifendibili”, “provocatori” e costituissero una “grossolana speculazione”. Secondo uno dei maggiori esperti del settore, Melissa Lucio si è imbattuta in 10 dei 17 fattori di rischio per il rilascio di una falsa confessione, tra cui una storia di abusi sessuali e fisici, disabilità mentale, incluso il disturbo post-traumatico da stress, e scarsa comprensione verbale.

È stata “incessantemente sottoposta a pressioni e ampiamente manipolata” dagli inquirenti che fin dall’inizio “hanno presunto la sua colpevolezza nell’omicidio della bambina”. Un aspetto fondamentale della presunzione di innocenza è il diritto a non essere obbligati ad autoincriminarsi, e qualsiasi coercizione a tal fine diretta o indiretta, fisica o psicologica (inclusi, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, la tortura e altri maltrattamenti) è vietata dal diritto internazionale. I vincoli procedurali della legge federale sono il motivo per cui Melissa Lucio rimane nel braccio della morte, nonostante dieci giudici della Corte d’appello del Quinto circuito abbiano concluso che il giudice del processo abbia sbagliato a escludere la perizia che cercava di spiegare perché le dichiarazioni incriminanti dell’imputata – che rappresentano la base del caso contro di lei – fossero inaffidabili. La decisione del giudice ha privato Melissa Lucio di un processo equo. Per questi motivi, sottolinea Amnesty International, la sua esecuzione violerebbe il diritto internazionale. Il diritto internazionale vieta anche l’esecuzione di coloro la cui condanna non sia basata su 'prove chiare e convincenti che non lasciano spazio a una spiegazione alternativa dei fatti'. Mentre qui c’è spazio per seri dubbi.

Il caso della signora Lucio, riporta il New York Times, ha riunito i legislatori democratici e repubblicani in una reciproca protesta nella quale hanno chiesto clemenza o almeno un rinvio a giudizio, tra loro anche coloro che normalmente sono vigorosi sostenitori della pena di morte. "Sarà un errore storico e irreversibile da parte dello Stato del Texas se andremo avanti con questo", ha detto il rappresentante dello Stato Jeff Leach, un repubblicano a nord di Dallas che è stato una voce importante in Texas per sollecitare una sospensione dell'esecuzione. "Non ho mai visto un caso più preoccupante di quello di Melissa Lucio". Cinque dei giurati del suo caso si sono anche espressi a favore della clemenza o di un rinvio, citando in parte le nuove prove. "Ho votato per condannare a morte Melissa Lucio. Avevo torto", ha scritto uno di loro nel The Houston Chronicle.

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