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Venerdì, 14 Giugno 2024
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Le multinazionali puntano tutto sui consumatori africani

Il consumo dei privati in Africa stia toccando livelli record. Dal 2012 al 2020, le industrie che offrono beni e servizi al consumatore cresceranno di ulteriori 410 miliardi di dollari

L'Africa è la nuova frontiera delle multinazionali di tutto il globo. L'ultimo rapporto pubblicato dal Mckinsey Africa Consumer Insights Centre, la sezione dedicata al commercio al dettaglio dell’ufficio di consulenza economica finanziaria statunitense McKinsey, e ripreso da Atlas, rivela come il consumo dei privati in Africa stia toccando livelli record. E' addirittura più elevato di quelli registrati in paesi che negli ultimi anni hanno trainato l'economia globale come Russia e India.

Dal 2012 al 2020, le industrie che offrono beni e servizi al consumatore cresceranno di ulteriori 410 miliardi di dollari. Sono i numeri a parlare chiaro: per le multinazionali l'Africa è diventata terra di conquista. Abbigliamento e cibo rappresentano il 45% (ovvero 185 miliardi di dollari) della cifra complessiva.

L'aumento dei consumi si spiega con l'affermarsi in molti paesi di una classe media sempre più numerosa. Le industrie che si occupano di consumo al dettaglio hanno investito pesanemente negli ultimi anni in tutto il continente. "Emerge, a sorpresa - si legge nel documento del Mckinsey Africa Consumer Insights Centre - che le risorse naturali hanno contribuito per meno di un terzo alla crescita del Prodotto interno lordo (PIL) africano negli Anni 2000 (prima dell’avvio della crisi finanziaria del 2008/9), mentre il 45% della crescita è arrivato dai settori rivolti al consumatore".

Lo sfruttamento di risorse naturali come minerali e petrolio vedrà convergere investimenti in costante aumento, in special modo dalla Cina. Ma a guidare gli investimenti saranno le industrie che realizzano prodotti destinati al consumatore: "Le aziende rivolte al consumatore dovrebbero crescere di oltre 400 miliardi di dollari entro il 2020. Questo vuol dire oltre la metà di tutto l’aumento di profitti che gli affari dovrebbero generare in Africa entro la fine del decennio".

Il consumatore africano è il "consumatore" ideale perchè il rapporto lo definisce "brand conscious",  attento al marchio, e inoltre preferisce prodotti internazionali a quelli locali. L'Africa nel suo complesso non ha nulla da invidiare ai paesi emergenti BRICS (acronimo utilizzato in economia internazionale per riferirsi congiuntamente a Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, paesi che condividono una situazione economica in via di sviluppo e una grande popolazione), in termini di utilizzo di servizi tecnologici

Il rapporto spiega che "l’uso di internet è molto più vasto di quanto previsto. Oltre il 50% degli africani che vive in zone urbane dice di aver avuto accesso ad internet almeno una volta nell’ultimo mese, lo stesso dato registrato in Brasile e Cina". In Kenya la penetrazione della rete è pari al 70%, grazie a una efficace banda mobile e un’alta percentuale di smartphone (95%)"

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