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Venerdì, 3 Dicembre 2021
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Attenti a cosa postate su Facebook: gli Usa di Trump potrebbero respingervi

Il governo degli Stati Uniti potrebbe presto emanare una stretta sui visti: tra i controlli anche le attività sui social e i contatti telefonici presenti in rubrica

Il governo Trump sta valutando l'ipotesi, nell'ambito di un rafforzamento delle procedure per concedere i visti per l'ingresso negli Stati Uniti, di controllare le attività sui social media, su internet e addirittura i contatti sul telefono delle persone. Lo ha confermato il segretario alla Sicurezza nazionale, John Kelly, parlando con i giornalisti, specificando che si tratterebbe di una procedura "estrema". 

La stretta, però, vista la fermezza con la quale il nuovo presidente sta portando avanti le sue politiche "antiterrorismo" potrebbe essere molto più realistica di quanto possa sembrare. E, come riportano diversi media americani, si potrebbe leggere anche come una "vendetta" nei confronti di quella Silicon Valley che si è schierata contro la nuova linea del governo.

Apple, Facebook e gli altri hanno infatti preso pubblicamente le distanze dalle politiche di Trump contro gli immigrati. Tra loro, Zuckerberg in persona che, in un lungo post su Facebook, si è detto "preoccupato dell'impatto dei recenti ordini" siglati dal Presidente, spiegando come gli Usa siano "una nazione di immigrati. E ne dovremmo essere fieri". 

Proteste negli aeroporti contro il decreto di Trump sui rifugiati | Ansa

Abbiamo bisogno di tenere questo paese al sicuro, ma dovremmo farlo focalizzandoci su persone che rappresentano effettivamente una minaccia. Espandere il raggio d'azione dell'applicazione della legge oltre le persone che sono davvero delle minacce renderebbe tutti gli americani meno sicuri deviando delle risorse, mentre milioni di persone senza documenti che non rappresentano una minaccia vivrebbero nella paura della deportazione.

Intanto la stretta sui social paventata per qualsiasi futuro turista in partenza per gli Usa è già realtà per chi è finito nella lista del "Travel ban". E' sempre John Kelly a parlare. Come riporta Al Jazeera, "i viaggiatori verso gli Stati Uniti provenienti dai sette Paesi a maggioranza musulmana" inseriti nella 'black list' "dovranno sottoporsi al controllo di tutti i supporti multimediali in loro possesso", compresi i telefoni". Basterà anche solo rifiutarsi di consegnare il telefono alle autorità per vedersi respinto l'ingresso negli Stati Uniti.

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