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Venerdì, 19 Aprile 2024
La minaccia / Corea del Nord

Il costoso sogno nucleare di Kim Jong Un è ormai realtà

L’ipotesi della settima detonazione atomica potrebbe divenire concreta a breve. Ma l'economia della Corea del Nord, colpita dalle sanzioni internazionali, è ora più debole rispetto a quando Kim ha preso il potere dieci anni fa

Un test nucleare nordcoreano “potrebbe accadere in qualsiasi momento”. Sono gli allarmi e anche le promesse che rimbalzano continuamente da Washington a Pyongyang. Gli Usa stanno monitorando da vicino la possibilità di un test nucleare da parte della Corea del Nord e in tal caso attueranno una risposta "robusta". Già lo scorso mese, l’allarme era alto: il presidente Usa Joe Biden, quando era in visita in Asia orientale, temeva che la minaccia nucleare si sarebbe potuta concretizzare.

Pyongyang continua però a osservare un silenzio che dura ormai dal 2017, impegnandosi solo nei lanci di missili balistici a corto raggio (gli ultimi otto lo scorso 5 giugno): dall'inizio dell'anno, la Corea del Nord ha testato missili balistici ipersonici, oltre a quelli a corto, medio e lungo raggio.

La Corea del Nord rafforzerà gli armamenti nucleari

Pyongyang si presenta quindi preparata a una detonazione atomica. Ed è questo probabilmente uno dei temi affrontati dal leader nordcoreano, Kim Jong Un, che nella giornata dell’8 giugno ha aperto i lavori della quinta sessione plenaria del Comitato centrale del Partito dei Lavoratori della Corea del Nord.

Secondo i resoconti dei media statali nordcoreani, l’appuntamento politico servirà a prendere decisioni su "una serie di questioni importanti" riguardanti la politica economica ed estera per il prossimo anno. L'incontro, che arriva nel momento di maggiore tensione nella penisola dal 2017, con il regime pronto a effettuare un nuovo test nucleare e un'ondata di Covid che colpisce il Paese, potrebbe essere il preludio di un annuncio di un nuovo successo del programma nucleare. Guardando indietro nel tempo, proprio prima del test nucleare del 2017, il Partito dei Lavoratori aveva tenuto una riunione per adottare il piano di esecuzione del test della bomba all’idrogeno.

Nel raggio dei missili nordcoreani

Non solo gli Stati Uniti, ma anche il Giappone e la Corea del Sud guardano con attenzione cosa fanno i nordcoreani, intimoriti di essere gli obiettivi certi dei missili di Kim Jong Un. Per trasmettere un segnale di forza, Washington e Seul hanno tenuto un'esercitazione aerea congiunta con 20 aerei da guerra, tra cui i caccia stealth F-35A invisibili ai radar, sul Mar Giallo, in risposta al lancio di otto missili da parte di Pyongyang.

L’ipotesi della settima detonazione atomica potrebbe però divenire concreta a breve, a seguito della recente riapertura del sito nucleare di Punggye-ri a cinque anni dalla sua chiusura. I rapporti intercoreani sono ancora gelidi, mentre i colloqui di denuclearizzazione con gli Stati Uniti sono in stallo.

Ciononostante, l'amministrazione di Joe Biden vuole impegnarsi nel dialogo con la Corea del Nord. Gli Stati Uniti pensano a un allentamento delle sanzioni solo se si realizza la completa denuclearizzazione della penisola coreana. Una richiesta che Pyongyang respinge al mittente.

Le spese del programma nucleare

La Corea del Nord vuole percorrere una strada già tracciata, aumentando la tensione nella regione asiatica. Sung Kim, rappresentante speciale degli Stati Uniti in Corea del Nord, dalla capitale indonesiana di Jakarta ha alzato la posta, facendo un bilancio dell’attività nordcoreana: quest'anno ci sono stati 33 lanci missilistici rispetto ai 25 del 2019, l’anno record per le operazioni missilistiche nordcoreane. "Ed è solo giugno", ha detto ai giornalisti Kim, senza pronunciarsi sulle sanzioni internazionali che stanno mettendo in ginocchio l’economia del paese.

Pyongyang non bada a spese per sviluppare il suo programma nucleare. La macchina della propaganda della Corea del Nord ha giustificato per decenni le ingenti spese militari come strumento utile a prevenire un'invasione degli Stati Uniti e preservare la cultura del suo popolo.

Secondo gli ultimi dati del Korea Institute for Defense Analyses, un centro di ricerca militare affiliato al governo sudcoreano, il regime di Kim ha speso tra i 400 e i 650 milioni di dollari per costruire e testare i 33 missili di quest'anno. Inoltre, un missile balistico intercontinentale costa 30 milioni di dollari circa al regime di Kim.

missili corea del nord bbc-2

I missili balistici a corto raggio testati dalla Corea del Nord sono invece arrivati ​​a costare 5 milioni di dollari ciascuno, circa la metà dei costi stimati per ciò che la Russia spende per i suoi missili.

Si tratta di un ricco portafoglio che finanzia lo sviluppo dell’arsenale nordcoreano. Solo recentemente Pyongyang ha mostrato un nuovo gioiello, il missile balistico intercontinentale Hwasong-17, che la Corea del Nord ha dichiarato di avere già lanciato a marzo scorso, anche se la comunità di esperti nutre molti dubbi a riguardo.

Il bluff del lancio del missile nordcoreano

Le sanzioni internazionali e il voto di Cina e Russia

Queste folli spese stridono con le condizioni economiche del Paese. L'economia della Corea del Nord, colpita dalle sanzioni internazionali, è ora più debole rispetto a quando Kim ha preso il potere dieci anni fa, secondo le stime della Bank of Korea sudcoreana. Il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite, che opera da anni in Corea del Nord, stima che circa il 40 per cento della popolazione nordcoreana è denutrita, mentre "l'insicurezza alimentare e la malnutrizione sono diffuse".

I frequenti test missilistici nordcoreani hanno spinto la comunità internazionale a introdurre sanzioni contro la Corea del Nord e a condannare le attività missilistiche. Lo scorso mese, Cina e Russia hanno posto il veto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a una bozza di risoluzione presentata dagli Stati Uniti con nuove sanzioni contro la Corea del Nord per le ripetute violazioni al bando ai test missilistici.

È la prima volta dal 2006 che il fronte internazionale sulla Corea del Nord si spacca. Una spaccatura che si deve leggere guardando alla narrativa anti-occidentale e anti-statunitense che lega Russia e Cina proprio durante la guerra in Ucraina. Pechino e Mosca hanno difeso la loro decisione puntando il dito contro Washington: per i due vicini alleati di Pyongyang, le sanzioni statunitensi avrebbero aumentato le tensioni nella penisola coreana, allontanando ogni possibilità di dialogo tra Kim Jong Un e il presidente Joe Biden.

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu all’unanimità ha imposto sanzioni alla Corea del Nord dopo il suo primo test nucleare nel 2006 e le ha costantemente rafforzate nel corso degli anni, adottando un totale di dieci risoluzioni per frenare il programma di sviluppo nucleare nordcoreano. Finora senza grandi successi e tutto dipende, secondo la narrativa russa e cinese, solo dagli Stati Uniti.

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