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Lunedì, 27 Maggio 2024
operazione congiunta / Corea del Nord

Corea del Sud e Usa scendono in campo contro le minacce nucleari di Kim Jong Un

Seul e Washington che stanno discutendo della possibilità di svolgere esercitazioni congiunte che coinvolgano risorse nucleari statunitensi. La decisione arriva all'indomani dell'ordine del leader nordcoreano Kim Jong Un, che ha chiesto un "aumento esponenziale" dell'arsenale nucleare del suo Paese

La minaccia nucleare paventata dalla Corea del Nord spaventa i 'cugini' sudcoreani, che corrono ai ripari. E lo fanno rivolgendosi allo storico nemico di Pyongyang, gli Stati Uniti. È di oggi 2 gennaio la notizia di Seul e Washington che stanno discutendo della possibilità di svolgere esercitazioni congiunte che coinvolgano risorse nucleari statunitensi, nell'ottica del contrasto alle crescenti minacce della Corea del Nord. A renderlo noto è il presidente sudcoreano, Yoon Suk-yeol, che ha rilasciato in un'intervista al quotidiano Chosun Ilbo.

Yoon ha detto che l'attuale "ombrello nucleare" e la "deterrenza estesa" degli Stati Uniti non sono più sufficienti per rassicurare i sudcoreani. "Le armi nucleari appartengono agli Stati Uniti, ma la pianificazione, la condivisione delle informazioni, le esercitazioni e l'addestramento devono essere fatti congiuntamente dalla Corea del Sud e dagli Stati Uniti", ha dichiarato il presidente, aggiungendo che gli Stati Uniti erano "abbastanza positivi" sull'idea.

Le parole di Yoon arrivano all'indomani di quelle del leader nordcoreano Kim Jong Un, che ha chiesto un "aumento esponenziale" dell'arsenale nucleare del suo Paese, tra cui lo sviluppo di un nuovo missile balistico intercontinentale (Icbm) per un "rapido contrattacco nucleare", dopo un record di circa settanta lanci di missili, tra cui otto Icbm, nel corso del 2022. Kim mira a sviluppare nuovi missili balistici intercontinentali per affrontare quella che ha definito l'"ostilità" degli Stati Uniti e della Corea del Sud.

Cambio al vertice delle Forze Armate nordcoreane

Ma i commenti del presidente sudcoreano, che durante la campagna elettorale per le presidenziali aveva promesso una dura risposta alle minacce di Pyongyang, arrivano il giorno dopo del cambio al vertice delle Forze Armate nordcoreane. Il numero 2 della Commissione Militare Centrale, Pak Jong Chon, è stato sostituito da Ri Yong Gil, al termine del sesto plenum del Comitato Centrale del Partito dei Lavoratori, guidato dal leader nord-coreano, Kim Jong Un.

Ri è stato nominato vice presidente della Commissione, che ha a capo lo stesso Kim, secondo un comunicato ufficiale diffuso dai media nord-coreani al termine della riunione, nel quale non viene specificata la motivazione della sostituzione. Con questa nuova nomina, Ri diventa il secondo ufficiale più alto in grado della Corea del Nord, dopo lo stesso leader Kim. Ri ha già ricoperto in passato posizioni di primo piano nella Difesa nord-coreana, tra cui quella di capo dello staff dell'esercito, e di ministro della Difesa.

Pyongyang ha chiuso l'anno del 2022 con l'ennesimo test, lanciando tre missili balistici verso il Mar del Giappone. Il vettore è stato lanciato dalla zona di Yongseong, nell'area della capitale Pyongyang.

Nei giorni precedenti cinque droni nordcoreani avevano fatto incursione nello spazio aereo del Sud. Un fatto mai accaduto negli ultimi cinque anni, e per il quale il ministro della difesa di Seul era stato costretto a scusarsi. L'esercito, infatti, non era riuscito ad abbattere neanche uno di quei droni, nonostante l'invio di jet. 

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