Tre concerti-esperimento in Germania per studiare la diffusione del virus negli eventi live

Un gruppo di volontari ha partecipato a tre simulazioni di concerti in diverse situazioni, con più o meno distanziamento e restrizioni. I risultati dello studio saranno resi noti a settembre

Immagine di repertorio

Circa 1500 persone hanno partecipato sabato a tre concerti in una grande arena nell'ambito di un esperimento organizzato a Lipsia, in Germania, per studiare il comportamento della folla e valutare il rischio associato allo svolgimento di eventi di questo tipo in futuro. Il progetto, chiamato RESTART-19, è stato organizzato dalla facoltà di medicina dell'università “Martin Lutero” di Halle-Wittenberg. La speranza, ha detto Michael Gekle, decano della facoltà, al sito DW, è che i dati raccolti “contribuiscano alle decisioni nazionali sull’opportunità o meno di un evento, grazie a previsioni affidabili sul rischio di ulteriori intenzioni legate a quell’evento”. 

Sabato mattina i 1500 volontari che hanno risposto all’appello lanciato qualche mese fa dai ricercatori (che speravano di arrivare ad almeno 4000 “cavie”) si sono presentati all’appuntamento e si sono messi in fila ai cancelli della Quaterback Immobilien Arena di Lipsia per partecipare alle varie simulazioni previste dallo studio. Ogni partecipante ha dovuto effettuare un test per il Covid-19 nelle 48 ore precedenti all’evento e risultare negativo; non sono stati ammessi all’esperimento persone con sintomi riconducibili al coronavirus o di ritorno da paesi a rischio.

Coronavirus, l'esperimento in Germania con tre concerti e pubblico in sala 

Gli organizzatori hanno misurato la temperatura a ciascuno dei partecipanti, poi hanno consegnato a ognuno una mascherina FFP2, un dispositivo per tracciare i loro movimenti e un falcone di disinfettante mescolato con una sostanza fluorescente per segnare le superfici che avrebbero poi toccato durante tutta la giornata. I partecipanti hanno assistito quindi a tre concerti con tre modalità diverse: uno senza distanziamento tra gli spettatori ma con l’obbligo di indossare la mascherina, un altro con più precauzioni e più distanziamento, un altro senza né restrizioni né distanze. I ricercatori hanno utilizzato anche una macchina per il fumo per capire come si spostava l'aria. 

Saranno necessarie diverse settimane per analizzare i dati raccolti durante l’esperimento e risultati saranno resi pubblici a settembre, ha detto il direttore dello studio Stefan Moritz, che si è detto “molto soddisfatto della qualità dei dati che abbiamo raccolto” durante il monitoraggio. 

Lo studio è costato quasi 1 milione di euro e gli organizzatori sono stati contattati da altre tre università in Australia, Belgio e Danimarca che stanno ipotizzando progetti simili.

Le critiche allo studio

Ma non sono mancate le critiche, incentrate sul fatto che l’esperimento non riflette le condizioni reali dei normali concerti (l’utilizzo della mascherina, per esempio, ma anche il consumo di alcolici). “Questo è il problema di ogni studio, che non è il ‘mondo reale’”, ha replicato Gekle. I ricercatori hanno dovuto incassare il no da parte della autorità sanitarie al fatto di permettere alle persone di consumare alcolici durante l’esperimento. “Quindi ci siamo trovati di fronte all’impossibilità di rimanere senza dati o di avere dati che non rispecchiano completamente il contesto normale ma restano a metà strada. E metà è meglio di niente”, ha spiegato. 

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“Abbiamo ritenuto che uno studio su come gli eventi culturali possano svolgersi in futuro fosse un’idea interessante ed è per questo che ci siamo registrati”, ha raccontato due dei partecipanti, Kira e Felix Stütz, che hanno assistito alle esibizioni del cantante tedesco Tim Bendzko, anche lui molto soddisfatto dell’esperienza, preferendo poter leggere le emozioni negli occhi degli spettatori seppur con la mascherina che cantare per le luci lampeggianti delle auto nei drive in dove si è esibito: “All’inizio pensavo che le mascherine avrebbero reso tutto molto sterile, ma mi sono sentito sorprendentemente bene”. 

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