Domenica, 24 Gennaio 2021

Coronavirus: come il Regno Unito può dire addio alla pandemia già dopo Pasqua

L'approvazione in tempi record del vaccino Pfizer-BioNTech da parte dell'agenzia britannica Mhra potrebbe permettere al Paese di uscire dall'incubo nel giro di pochi mesi. E l'Italia? Da noi le prime dosi saranno somministrate solo a fine gennaio

Foto di repertorio

Il Regno Unito stringe i tempi e si prepara a mettere fine alla pandemia già a Pasqua. È questa l’ambizione del governo inglese che sta predisponendo un piano dettagliato per vaccinare buona parte della popolazione entro i prossimi 4 mesi. In che modo? Intanto la Gran Bretagna ha approvato, come primo Paese al mondo, l'uso del vaccino contro il coronavirus messo a punto da Pfizer/BioNTech e dunque ha da questo punto di vista un vantaggio non indifferente rispetto ad altri Paesi europei visto e considerato che l’Ema (l'Agenzia europea per i medicinali) potrebbe esprimersi solo a fine dicembre, come ribadito oggi dal ministro della Salute Roberto Speranza. "È fantastico" che l'agenzia britannica Mhra abbia "formalmente autorizzato il vaccino della Pfizer/BioNTech contro il coronavirus" ha scritto su Twitter il premier britannico Boris Johnson, confermando che "il vaccino inizierà a essere reso disponibile in tutto il Regno Unito dalla prossima settimana". "La protezione fornita dai vaccini - ha aggiunto in un secondo tweet - ci consentirà di riprendere in mano le nostre vite e di rimettere in moto l'economia".

Quali sono i tempi? Matt Hancock, ministro per la Salute, ha fatto sapere che già la prossima settimana Pfizer invierà al Regno Unito le prime 800mila dosi di vaccino (che basteranno per 400mila persone dal momento che è prevista anche una dose di richiamo). Secondo il Guardian, il Regno Unito ha ordinato 40 milioni di dosi del vaccino Pfizer, di cui 10 milioni dovrebbero essere disponibili quest'anno e le altre nel corso del 2021. Ma come ha fatto Johnson ad anticipare tutti sui tempi? Sempre il Guardian spiega che fino al 1 ° gennaio 2021, la decisione di autorizzare vaccini e nuovi farmaci sarebbe spettata all’Ema, ma il governo inglese ha di recente introdotto una norma che consente all’Mhra (Medicines & Healthcare products Regulatory Agency) di dare l’autorizzazione di emergenza ai vaccini contro Covid-19, nel caso in cui la richiesta di approvazione fosse arrivata entro fine anno. E così è stato. Una fonte del governo ha spiegato che in questo modo il Regno Unito potrebbe avere “un vantaggio di tre settimane su ogni altro paese europeo per la distribuzione” del vaccino Pfizer. “La Germania potrà avere una capacità di tracciamento migliore della nostra - ha aggiunto la fonte -, ma quando si tratta di distribuire vaccini siamo i numeri uno”.

La campagna vaccinale nel Regno Unito per tornare alla normalità dopo Pasqua

I primi ad essere vaccinati saranno gli anziani, gli ospiti delle case di cura e ovviamente il personale sanitario.  “Vaccinare le persone più vulnerabili, ci aiuterà a tornare alla normalità e a fare le cose che amiamo" ha detto Hancock. Il ministro ha poi aggiunto parlando alla BBC che già dopo Pasqua, una volta vaccinate tutte le persone a rischio, si potrebbe tornare quasi alla normalità e non sono previste restrizioni in vista dell’estate.

"In primo luogo - ha detto Hancock in un intervento a Times Radio - bisogna dare merito al grande lavoro fatto dalla Mrha con l'azienda produttrice per valutare i dati a mano a mano che arrivavano e far procedere le cose in parallelo invece che un passaggio dopo l'altro come di norma accade". "In secondo luogo" - ha proseguito - va considerato che "a causa della Brexit non siamo più legati all'agenzia europea, l'Ema, e siamo in grado di prendere una decisione basata sul via libera della nostra autorità di regolazione nazionale, un regolatore di prim'ordine a livello mondiale, non secondo l'andatura degli Europei che si muovono un po' più lentamente". Il ministro ha infine aggiunto che l’ok anticipato non ha pregiudicato i controlli sulla sicurezza perché le procedure sono le stesse “ma grazie alla Brexit siamo stati in grado di accelerare" i tempi.

 Insomma, se tutto dovesse andare secondo i piani, il Regno Unito potrebbe dire addio alla pandemia nel giro di qualche mese. E potrebbe farlo prima di tutti gli altri Paesi. La sfida comunque non sarà semplice. Il vaccino Pfizer-BioNTech ha bisogno di una temperatura di -70°, tuttavia secondo i produttori può essere conservato fino a cinque giorni in frigorifero  a 2-8 ° C. Oltre al vaccino Pfizer, che arriverà in 40 milioni di dosi, il Regno Unito ha perfezionato anche l’acquisto di 7 milioni di dosi del vaccino sviluppato da Moderna e di 100 milioni di dosi del vaccino Oxford-Astrazeneca.

La campagna vaccinale sarà gestita dal sanitario nazionale pubblico britannico (Nhs) che per somministrare il vaccino di Pfizer-Biontech si avvarrà di una rete di 50 ospedali, ma si sta lavorando anche alla realizzazione di una rete di centri speciali.  Il vaccino, secondo quanto comunicato nei giorni scorsi da Pfizer e Biontech, risulta efficace in circa il 95 per cento dei casi.

Quanti vaccini ha ordinato l’Italia (e quando arriverranno)

Intanto ieri l’Ema ha annunciato che sia il vaccino di Pfizer e Biontech sia quello realizzato dall'azienda americana Moderna riceveranno un'autorizzazione rispettivaente entro il 29 dicembre e il 12 gennaio. In Francia, il presidente Emmanuel Macron ha reso noto oggi che il piano vaccinale francese prevede una campagna di immunizzazione di massa tra aprile e giugno dell'anno prossimo, dopo una prima fase riservata alle persone "piu' vulnerabili". E l’Italia? Com’è noto il ministro Speranza ha più volte affermato che le vaccinazioni inizieranno solo alla fine di gennaio 2021. Il nostro Paese dovrebbe ricevere subito dopo l’approvazione dell’Ema 3,4 milioni di dosi di vaccino Pfizer-BioNTech che serviranno ad immunizzare 1,7 milioni di persone. Sarà dunque la volta del vaccino Moderna di cui sono state ordinate 10 milioni di dosi di cui una prima tranche arriverà nel primo trimestre 2021. Infine dovrebbe essere approvato anche il vaccino Oxford-Aztrazeneca preordinato in 40 milioni di dosi, di cui 3 arriveranno a gennaio (ammesso che ci sarà l’approvazione dell’Ema) e le altre entro giugno.

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