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Giovedì, 13 Giugno 2024
La guerra a Gaza / Israele

La Corte dell'Aia ordina a Israele di fermare l'offensiva a Rafah. La replica: "Giudici antisemiti"

Nuova sentenza della Cig, che chiede anche al governo di Netanyahu di consentire l'ingresso degli investigatori Onu nella Strisca per indagare sulle accuse di genocidio

La Corte internazionale di giustizia (Cig) dell'Aia ha ordinato a Israele di fermare l'offensiva militare di terra a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, dove 1,5 milioni di sfollati palestinesi hanno trovato rifugio. I giudici del principale organo giudiziario dell'Onu hanno chiesto anche a Tel Aviv di aprire il valico tra l'Egitto e la Striscia di Gaza, in modo da permettere l'ingresso di aiuti umanitari e di consentire agli investigatori internazionali di entrare nell'enclave palestinese. L'annuncio dell'ordine è arrivato dal presidente della Cig, Nawaf Salam, che ha definito "disastrosa" la situazione umanitaria a Rafah.

Da settimane, il governo di Benjamin Netanyahu minaccia di voler assaltare Rafah, considerato da Tel Aviv il nascondiglio in cui si trovano quattro dei sei battaglioni rimanenti di Hamas e molti degli ostaggi. Diversi esperti nutrono però seri dubbi sul successo di un'eventuale iniziativa rispetto all'obiettivo, ossia l'eliminazione di Hamas, mentre è molto più concreta l'ipotesi che l'offensiva si traduca in un nuovo bagno di sangue per i civili innocenti, arrivati qui per sfuggire alla bombe piovute nelle altre aree della Striscia dall'inizio del conflitto.

La richieste della Corte dell'Aia di fermare tale offensiva è l'ultimo aggiornamento del procedimento aperto lo scorso dicembre in seguito al ricorso presentato dal Sudafrica per chiedere un cessate il fuoco a Gaza. Il 26 gennaio 2024, la Cig aveva emesso un ordine in cui sollevava il rischio genocidio nella Striscia, e chiedeva a Israele di mettere in atto adeguate contromisure per ridurre il numero di vittime civili. "La Corte non è convinta che gli sforzi di evacuazione e le relative misure che Israele afferma di aver intrapreso per rafforzare la sicurezza dei civili nella Striscia di Gaza e in particolare di quelli recentemente sfollati dal governatorato di Rafah siano sufficienti ad alleviare l'immenso rischio che cui è esposta la popolazione palestinese a causa dell'offensiva militare a Rafah", ha dichiarato Salam.

Rafah e la Striscia di Gaza-2-2

Allo stesso tempo, la Cig chiede a Israele di consentire il dispiegamento degli aiuti umanitari dall'Egitto e di consentire l'ingresso nella Striscia "a qualsiasi commissione d'inchiesta, missione d'inchiesta o organo investigativo incaricato dagli organi competenti delle Nazioni Unite di indagare" sulle accuse di genocidio. Gli ordini della Cig sono vincolanti, ma l'Aia non ha il potere per fare rispettare i suoi verdetti. Questo compito spetta alla comunità internazionale, per la precisione al Consiglio di sicurezza dell'Onu.

Difficilmente il Consiglio entrerà in questa vicenda, ma il nuovo verdetto aumenta di sicuro la pressione legale internazionale sul governo Netanyahu, soprattutto dopo che il procuratore capo della Corte penale internazionale (Cpi) Karim Khan ha dichiarato lunedì di voler richiedere mandati di arresto per il premier e il suo ministro della Difesa Yoav Gallant, oltre che per i leader di Hamas.

La prima replica all'ordine della Cig è arrivata da un membro di peso del governo israeliano, il ministro per la Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, paladino dei coloni in Cisgiordania: "La risposta alla decisione del tribunale antisemita deve essere di occupare Rafah e aumentare la pressione militare su Hamas finché non saremo vincitori", ha detto Ben Gvir all'emittente israeliana Canale 12. Poco dopo l'annuncio della sentenza, riportano i media turchi, Israele avrebbe effettuato dei raid aerei su Rafah.

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