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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Le alternative / Stati Uniti d'America

Cosa succede se la Corte Suprema Usa cancella il diritto all'aborto

Canada e Messico si preparano ad accogliere le donne che non potranno interrompere la gravidanza negli Usa

Se la Corte Suprema degli Usa ribalterà la sentenza Roe vs. Wade che dal 1973 garantisce in tutto il Paese l’aborto, le donne statunitensi saranno costrette ad attraversare i confini internazionali per l’interruzione di gravidanza.

Usa, la Corte Suprema è pronta a cancellare il diritto all'aborto

Le donne gravide degli Usa saranno così costrette a rivolgersi alle cliniche del Canada o del Messico per accedere legalmente a un sistema che tuteli un diritto la cui esistenza potrebbe essere messa in discussione dal pronunciamento della Suprema Corte, come trapelato da una bozza diffusa dalla testata Politico. La decisione potrebbe segnare un punto di non ritorno per gli Stati Uniti, che nei decenni precedenti avevano accolto donne provenienti dal Messico e dal Canada intenzionate a interrompere la gravidanza.

Ora però Ottawa e Città del Messico vogliano garantire alle donne statunitensi quel diritto che è stato a lungo negato alle donne canadesi e messicane. Il disco verde arriva dal ministro delle Famiglie canadese, Karina Gould, che ha assicurato alle cittadine americane che potranno rivolgersi alle cliniche canadesi per abortire. E anche superando alcuni limiti burocratici. Normalmente, le donne straniere che vogliono abortire in Canada devono circa 500 dollari canadesi (388 dollari americani) e devono essere in possesso della tessera sanitaria. Al contrario, invece, le statunitensi non hanno bisogno del documento sanitario, ma devono comunque pagare una somma per accedere alle cliniche del Canada.

Carolyn Egan, portavoce dell’Abortion Rights Coalition of Canada, al Guardian ha spiegato come le statunitensi possano accedere al servizio di interruzione di gravidanza. “I tempi di attesa variano, da una a due settimane in Ontario a diverse settimane o mesi nelle province atlantiche". Si presenta così un limite socioeconomico che restringe la forbice per le donne che possono superare i confini internazionali per abortire, escludendo automaticamente le donne afroamericane, le ispaniche e le persone transgender.

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Al contempo, a sud del confine degli Stati Uniti, i sostenitori messicani dell’aborto si stanno preparando per affrontare un aumento delle visite di pazienti statunitensi. Le donne provenienti dagli Stati Uniti trovano nel Paese messicano, che solo nel 2021 ha riconosciuto l’incostituzionalità del reato di aborto, una valida alternativa economica.

Ma l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza non è garantito in tutti gli stati federati del Messico. Vero Cruz, coordinatrice del gruppo di attiviste Las Libres, ha spiegato alla testata britannica che le donne degli Stati Uniti possono tecnicamente accedere gratuitamente al servizio di interruzione di gravidanza nelle cliniche pubbliche di alcuni Stati messicani, ma solo fino a 12 settimane di gravidanza. E questo potrebbe essere un ulteriore limite per le donne statunitensi che vedono gradualmente una limitazione dei propri diritti.  

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