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Sabato, 27 Novembre 2021
A est / Bulgaria

Bulgaria travolta dall'ultima ondata di Covid: le ragioni di un fallimento

Sofia ha il più alto numero di decessi pro capite al mondo: peggio del Brasile. Solo il 20 per cento della popolazione è vaccinato. Su 6,9 milioni di abitanti, oggi oltre 100mila sono positivi al coronavirus. Le terapie intensive sono al collasso. La crisi politica che si trascina da un anno non ha aiutato. Ipotesi lockdown se la situazione peggiora

Più di 100mila attualmente positivi in una popolazione di 6,9 milioni di persone. Reparti di terapia intensiva sull'orlo del collasso: sono pieni ben oltre il 90 per cento. La nuova ondata di Covid picchia duro in Bulgaria, dove solo il 20 per cento circa della popolazione è vaccinato. Da giorni tutti gli interventi chirurgici ed i ricoveri non urgenti sono stati sospesi: uniche eccezioni riguardano i trapianti, le cure oncologiche e psichiatriche, i parti.

Bulgaria: come si è arrivati a questo punto

Nell'ultimo anno il Paese est europeo ha dovuto affrontare una prolungata crisi politica, con ben due (quasi tre) elezioni parlamentari. La crisi politica, segnata da un movimento di protesta durato mesi iniziato lo scorso anno per chiedere le dimissioni del governo populista guidato da Boyko Borissov e dal suo partito "Gerb" o Stemma, al potere dal 2009, non è ancora finita.  Da allora le elezioni parlamentari sono state organizzate due volte, ad aprile ea luglio, ma i partiti vincitori non sono mai stati in grado di formare una coalizione di governo. Attualmente, il paese è guidato da un governo provvisorio che è stato riluttante ad approvare misure più severe. La Bulgaria fa i conti una sfiducia profonda e patologica non solo nei confronti del governo o delle istituzioni, ma nella sfiducia in qualsiasi organizzazione collettiva.

Ieri per la prima volta il numero settimanale di decessi collegati al Covid ha superato quota mille (1.087), il tasso di mortalità per milione di abitanti è il più alto del pianeta, davanti persino al Brasile. Il primario dell'ospedale Pirogov di Sofia, Georgi Georgiev, ha dichiarato: "Il 30 per cento dei malati ha bisogno di essere intubato. Stiamo vivendo uno dei momenti più difficili, paghiamo in termini di salute mentale e fisica. Siamo esausti, oltre ogni limite". Al momento il governo di Sofia non ha chiesto aiuto agli altri Paesi Ue, ed è stata smentita la voce di un trasferimento dei pazienti bulgari verso altri Paesi europei.

Tutto il dibattito della classe politica verte solo sulle elezioni del 14 novembre. La scorsa settimana il presidente Rumen Radev in visita nel distretto di Yambol si è congratulato con il ministero della Salute per la gestione dell'ondata pandemica mentre veniva diffusa la notizia dell'esaurimento delle terapie intensive proprio a Yambol. Momenti surreali, e drammatici. In televisione il tema Covid è appena sfiorato. "Le tv sono in mano a gruppi privati, non sono controllate da Radev", dice oggi a Repubblica Tihomir Bezlov, analista del Centro bulgaro di studi sulla democrazia. "Viene dato troppo spazio ai No Vax. In periodo elettorale, poi, i media sono ancora più cauti, temono di essere accusati di parteggiare".

Pochi vaccinati e poche restrizioni 

Sebbene i vaccini siano ampiamente disponibili, molti bulgari hanno resistito alla vaccinazione a causa della disinformazione dilagante e della sfiducia nelle autorità.  Gli sforzi per la salute pubblica sono stati ostacolati anche da mesi di instabilità politica, che ha lasciato i partiti politici riluttanti a introdurre mandati di vaccinazione o altre misure impopolari.  A differenza dell'Europa occidentale, pochissimi leader politici sono stati vaccinati pubblicamente. Boiko Borisov, primo ministro fino alla primavera, ha ricevuto la prima dose solo a fine luglio.  Alcuni esperti hanno affermato che il governo ha aspettato troppo a lungo per introdurre restrizioni più severe. "Le nuove restrizioni sono arrivate troppo tardi", ha affermato la dott.ssa Radka Argirova, capo dell'Associazione bulgara di virologia.  "Avremmo dovuto inasprire le misure mesi fa".

Il ministero della Salute ha riferito che il 94% di coloro che hanno perso la vita negli ultimi giorni non era vaccinato. Con quasi l'80% della sua popolazione non vaccinata, il tasso più basso nell'Unione Europea, il governo bulgaro sta intensificando la sua campagna di vaccinazione. Ma si è mosso molto tardi. Il governo la scorsa settimana è stato costretto a inasprire drasticamente le misure restrittive nel tentativo di arginare la quarta ondata. Da oggi il green pass diventa obbligatorio per accedere a università, ristoranti, negozi con una superficie di oltre 300 mq, hotel, cinema, teatri e palestre. Solo i bambini sotto i 12 anni non devono presentare certificati. Il green pass non sarà richiesto solo per i trasporti pubblici, le scuole e gli asili. Se queste misure non daranno risultati, l'ultima opzione resta il lockdown. Inoltre è sospeso lo svolgimento di sport di gruppo al chiuso ad eccezione degli allenamenti e delle gare degli atleti appartenenti alle federazioni autorizzate. Le gare al chiuso sono senza pubblico, mentre negli stadi si può accedere solo con il green pass.

"Serve la quarantena per chi arriva da alcuni Paesi dell'Est Europa dove i numeri dei nuovi casi sono altissimi e la percentuale dei vaccinati bassa". A chiederlo è l'assessore alla Salute del Lazio, Alessio D'Amato, che chiarisce: "Con Romania e Bulgaria l'Italia ha intensi rapporti, i lavoratori di quelle Nazioni sono impegnati nell'assistenza agli anziani, ad esempio. Non possiamo rischiare. E lo dico con spirito di collaborazione e con rispetto verso questi cittadini che svolgono lavori importanti".

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