Domenica, 20 Giugno 2021
Tutta colpa di un database / Francia

Così la Francia ha sovrastimato per mesi il tasso di incidenza: la storia di un errore "clamoroso"

Il ministero della Salute da 4 mesi quantificava con un eccesso del 12% sulla realtà il tasso di incidenza, cioè i contagi ogni 100.000 persone. L'errore è stato provocato da un enorme numero di doppioni nei database a causa del processo di pseudonimizzazione. L'imprecisione ha inciso su un indicatore (non l'unico, certo) utilizzato anche dal governo per prendere e giustificare misure restrittive, e tutto ciò alimenterà alcuni sospetti

Un errore non di poco conto. Il ministero della Salute francese ha corretto ieri l'errore che, da oltre 4 mesi, quantificava con un eccesso del 12% sulla realtà il tasso di incidenza, cioè i contagi di coronavirus su 100.000 persone.

L'aggiornamento di ieri è retroattivo: in base ai nuovi calcoli, la media dei contagi che era di 15.000 si abbassa a 11.900 casi quotidiani. Possibile? Possibile. L'errore è stato provocato da un enorme numero di doppioni, cioè persone che - ad esempio - si sottopongono a tampone antigenico e, nel caso di positività, si affrettano a fare un tampone molecolare di conferma. In quel caso, basta il minimo errore (un accento nella scrittura del nome, un numero nella data di nascita o del numero di tessera sanitaria) e il caso si sdoppia. Questo effetto di sdoppiamento è stato calcolato nel 12% al giorno di casi in media, con tassi del 17% a marzo. In alcuni dipartimenti del Paese, si è arrivati al 20% di "doppioni".

Il numero di casi sovrastimato in Francia per mesi

Come è potuto succedere? Come mai nessuno se ne è accorto? Cerchiamo di spiegarlo per bene. Per contare i nuovi casi quotidiani di Covid-19, i risultati dei test vengono inseriti in un database denominato SI-DEP. Mese dopo mese questo database è diventato molto complesso, sempre di più; integra infatti ora i test PCR, i test antigenici, i test salivari, i test di screening. Inoltre, viene utilizzato da diverse organizzazioni ciascuna con esigenze diverse: agenzie sanitarie regionali e di assicurazione sanitaria per il monitoraggio dei casi di contatto, sanità pubblica e Ministero della salute per le statistiche sulle epidemie.

Per garantire la privacy e la protezione dei dati personali delle persone testate, a ogni persona testata viene assegnato uno pseudonimo calcolato a partire dai propri dati personali. Questo processo si chiama pseudonimizzazione. ?I dati pseudonimizzati vengono trasferiti al database utilizzato dalla Sanità transalpina per calcolare gli indicatori dei tassi di incidenza epidemica, tassi di positività, tassi di screening.

È stato proprio nella fase di pseudonimizzazione che si è verificato un problema. Le persone potrebbero essere state testate più volte in un tempo molto breve e in diversi luoghi. Quando il nome di una persona non è stato inserito esattamente nello stesso modo (accenti, maiuscole e minuscole, ecc.), Il sistema di pseudonimizzazione potrebbe avergli assegnato due diversi pseudonimi. Questa persona testata due volte, ad esempio per rilevare una variante, si è trasformata in due casi positivi separati, senza che fosse possibile identificarlo come duplicato.

La pseudonimizzazione comporta il trattamento dei dati personali in modo tale che gli stessi dati non possano più essere attribuiti a un interessato specifico senza l'utilizzo di informazioni aggiuntive, a condizione che tali informazioni aggiuntive siano conservate separatamente e soggette a misure tecniche e organizzative intese a garantire che tali dati personali non siano attribuiti a una persona fisica identificata o identificabile.

Il tasso di incidenza rivisto al ribasso

Il processo di anonimizzazione è stato corretto ora con un algoritmo più flessibile e la versione corretta verrà applicata ai dati degli ultimi tre mesi. Questo periodo di tre mesi corrisponde al periodo di conservazione dei dati personali e, d'altra parte, spiega Public Health France, copre l'aumento del rilevamento delle varianti. Secondo il nuovo metodo di calcolo, Santé publique France ha annunciato che gli indicatori ricalcolati mostrano un calo del 12% del tasso di incidenza per la Francia nel suo insieme, un calo dell'8% del tasso di positività per la Francia nel suo complesso e un calo del 6% numero di casi confermati.

A partire dal 19 maggio, la sanità pubblica Francia ha annunciato 5.917.397 casi, di cui il 6% in eccesso. Il nuovo numero di casi al 20 maggio è 5.568.551, con 348.846 duplicati che sono stati rimossi. Il tasso di incidenza nazionale era di 148 casi ogni 100.000 abitanti il ??16 maggio, scende a 124 casi ogni 100.000 abitanti il ??17 maggio, con il nuovo calcolo.

Il grafico seguente (Fonte: ouest-france.fr) mostra la differenza tra la vecchia e la nuova curva ricalcolata:

errore contagi francia-2

E' un errore grave? Forse grave no, ma comunque fastidioso. Questa imprecisione ha inciso su un indicatore utilizzato in particolare dal governo per prendere decisioni e giustificare nuove misure restrittive, e tutto ciò alimenterà alcuni sospetti. Inevitabile. La revisione va messa in prospettiva, in ogni caso: il tasso di incidenza e il tasso di positività non sono mai stati considerati da soli sufficienti per giustificare nuove misure o nuovi lockdown, né in Francia né altrove nel mondo. Sono infatti per loro stessa natura troppo dipendenti dal numero di tamponi/test eseguiti.

L'Eliseo ha sempre monitorato anche altri indicatori, in primis la situazione negli ospedali di tutti i dipartimenti. Quindi, secondo le autorità sanitarie transalpine, il confronto degli indicatori prodotti con il vecchio e il nuovo metodo di pseudonimizzazione mostra curve simili e tendenze simili senza conseguenze sulla dinamica vera e propria dell'epidemia, sul suo monitoraggio e sulla sua interpretazione di fondo. Il calo del tasso di incidenza non modifica lo scenario epidemico, ma l'errore resta, e non si tratta di uno scostamento di pochi decimali.

"La pandemia sarà alle spalle a novembre o dicembre"

La Francia accelera intanto i tempi della campagna vaccinale e dal prossimo 31 maggio inizierà a vaccinare tutte le persone sopra i 18 anni. Lo ha annunciato oggi il premier Jean Castex, precisando che da lunedì inizieranno le vaccinazioni di poliziotti, insegnanti ed autisti degli autobus. Inizialmente il governo francese aveva fissato al 15 giugno la data di apertura delle vaccinazioni a tutti gli adulti. "Ora più che mai siamo sul binario giusto", ha detto Castex. Finora in Francia è stato vaccinato il 32% della popolazione totale, che corrisponde a circa il 41% di quella adulta.

Il ministro della Salute francese Olivier Véran spera che si possa "voltare pagina" rispetto al Covid-19 a "novembre o a dicembre" se di qui ad allora non avranno fatto la loro comparsa nuove varianti. "Credo - ha detto intervenendo questa mattina su Lci - che a novembre o dicembre prossimi, nel pieno dell'autunno o all'approssimarsi dell'inverno, se non ci saranno state nuove varianti..., perché avremo vaccinato a sufficienza e non vedremo emergere ondate epidemiche, allora potremo considerare che la pandemia è alle nostre spalle".

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