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Sabato, 27 Novembre 2021
L'allarme / Regno Unito

I pronto soccorso sull'orlo del baratro: cosa succede nel Regno Unito

Secondo i dati del National Health Service, 2,1 milioni di inglesi a settembre si sono rivolti alle strutture emergenziali degli ospedali, dove gli ingressi sono aumentati del 30% rispetto allo stesso mese nel 2020

È allarme negli ospedali del Regno Unito, dove l'alto numero di contagi da Covid-19 si riflette sui posti disponibili nelle strutture ospedaliere, con medici e paramedici che parlano di "pronto soccorso sull'orlo del baratro". Cosa sta succedendo? Il Paese ha registrato oltre 40mila nuovi casi per cinque giorni consecutivi e l'Aace - Association of ambulance chief executives - racconta di pazienti costretti ad aspettare nelle ambulanze fuori dagli ospedali, in alcuni casi anche fino a undici ore. Rimosse tutte le restrizioni per volere del premier Boris Johnson, compresi l'obbligo di mascherine al chiuso e il distanziamento, i contagi da coronavirus sono tornati a salire sensibilmente. Si tratta della crescita massima dal mese di luglio. E gli ospedali ne stanno risentendo.

I casi covid in aumento e i "pronto soccorso sull'orlo del baratro" nel Regno Unito

Secondo le stime dell'Ufficio di statistica nazionale, il Paese si avvicina al picco segnato durante la seconda ondata della pandemia lo scorso inverno. I dati indicano infatti il trend in crescita: nella settimana dal 4 al 10 ottobre, circa una persona su 60 in Inghilterra aveva il covid rispetto ad una su 70 nella settimana precedente. All'inizio di ottobre i casi positivi erano circa 30mila al giorno. Secondo i dati del National Health Service (Nhs), a settembre 2,1 milioni di inglesi si sono rivolti alle strutture emergenziali degli ospedali. Rispetto a settembre 2020, l'aumento è stato del 30%. Il 999, il numero da chiamare per le emergenze mediche nel Regno Unito, ha ricevuto 946.707 chiamate a settembre, contro le 713.975 dello stesso mese nel 2020. I ritardi nel trasferimento dei malati in ospedale incidono spesso anche sui tempi di risposta delle ambulanze alle chiamate di emergenza, che in Inghilterra al momento sono i più lunghi da quando si è iniziato a registrare il dato, cioè da aprile 2018.

"Siamo estremamente preoccupati del livello senza precedenti di ritardi nel trasferimento dei pazienti in ospedale", ha dichiarato al Guardian Martin Flaherty, direttore dell'Aace. Le linee guida britanniche prevedono un massimo di 15 minuti per il trasferimento dei pazienti dall'ambulanza ai reparti ospedalieri, ma sono ormai mesi che le operazioni richiedono ore, con code di anche venti mezzi all'ingresso delle strutture di pronto soccorso. Si tratta di un problema cronico che l'Nhs, il sistema sanitario nazionale, non è stato ancora in grado di risolvere e che è stato aggravato dalla forte pressione esercitata dal covid sui servizi di pronto soccorso.

"Sono molto preoccupato del fatto che questi ritardi diventeranno ancora più gravi senza un'effettiva pianificazione su come affrontarli", ha denunciato il dottor Ian Higginson, vicepresidente del Royal College of emergency medicine. "Siamo sull’orlo del baratro in termini di qualità delle cure che possiamo offrire ai nostri pazienti", ha aggiunto Higginson. "I ritardi nel trasferimento dei malati in ospedale incidono spesso anche sui tempi di risposta delle ambulanze alle chiamate di emergenza, che in Inghilterra al momento sono più lunghi da quando si è iniziato a registrare il dato, cioè da aprile 2018", denuncia il medico.

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