Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Politica estera

Crimea, soldati russi occupano due aeroporti

Sale la tensione nella regione autonoma affacciata sul Mar Nero: gruppi armati russi hanno preso il controllo di due scali. E Kiev accusa Mosca: "Basta, questa è un'invasione militare"

KIEV - La tensione risale alle stelle in Ucraina, dopo che nella Repubblica autonoma della Crimea una cinquantina di uomini armati non identificati hanno preso possesso dell'aeroporto della città di Sinferopoli. In contemporanea, militari russi hanno preso il controllo dell'aeroporto di Belbek, vicino a Sebastopoli, sede della più grande base navale di Mosca nel Mar Nero.

Non l'ha presa bene Arsen Avakov, ministro degli Interni ad interim ucraino, che ha accusato le forze russe di "invasione militare e occupazione".

LA RICOSTRUZIONE - Gli uomini armati sono arrivati all'aeroporto di Sinferopoli su tre camion senza targa, e hanno occupato le strutture. Davanti all'aerostazione si è subito raccolta una folla di manifestanti che sventolano bandiere della flotta russa del Mar Nero. Poche ore dopo l'"invasione", un portavoce dell'aeroporto di Sinferopoli, Ihor Stratilati, ha riferito a Radio Eco di Mosca che gli uomini armati autori del blitz nello scalo se ne erano andati. "Pensavano che le forze della protesta atterrassero qui, ma quando hanno visto essi stessi che non c'era nessuno, si sono scusati e se ne sono andati", ha raccontato. Nella notte, nel frattempo, un altro gruppo armato ha preso il controllo dell'aeroporto di Belbek, vicino a Sebastopoli per "prevenire l'arrivo di militanti". Lo scalo, di proprietà dell'aeronautica ucraina, è presidiato lungo tutto il perimetro.

SONO RUSSI? - Che si tratti davvero di militari russi, però, è tutto da dimostrare: una non meglio precisata fonte di Sebastopoli ha infatti precisato a Interfax che i militari russi non hanno nulla a che fare con l'occupazione degli aeroporti. Gli autori del blitz sarebbero invece attivisti dei reparti di autodifesa, e il loro obiettivo quello di impedire lo sbarco di forze legate alla protesta del Maidan.

USA E UCRAINA - Intanto il vice presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha assicurato il "sostegno totale" del suo paese al primo ministro ad interim dell'Ucraina, Arseni Yastseniuk, contattato telefonicamente. Biden "ha garantito al primo ministro che gli Stati Uniti offriranno il loro sostegno totale all'Ucraina mentre intraprenderà tutte le riforme necessarie per ritrovare salute economica, perseguire la riconciliazione, rispettare i suoi obblighi internazionali e cercare relazioni aperte e costruttive con i suoi vicini", si legge in un comunicato della Casa Bianca. Il vice presidente americano "ha insistito sul fatto che si tratta di un'importante opportunità, non solo per ripristinare la pace, la stabilità e l'unità dell'Ucraina, ma anche per la fiducia del popolo ucraino nelle istituzioni democratiche del loro paese, mentre si preparano per nuove elezioni in maggio", ha notato ancora la Casa Bianca.

IL NUOVO GOVERNO UCRAINO - La piattaforma sulla quale può contare Yatseniuk è in realtà più ristretta. La coalizione che lo supporta, Scelta europea, è costituita dai tre partiti che fino a una settimana fa erano all'opposizione: Patria, di cui il nuovo premier è il leader in coabitazione con Yulia Tymoshenko, Udar di Vitaly Klitschko e Svoboda di Oleg Tiahnybok. Scelta europea dispone di 250 deputati, 24 sopra la maggioranza assoluta. Nel nuovo governo sono però presenti solo esponenti di Patria e Svoboda, oltre a quelli della società civile e dei gruppi più o meno radicali in rappresentanza della Maidan. Klitschko, che ha annunciato di correre per le prossime presidenziali del 25 maggio, non ha voluto suoi rappresentanti nella compagine governativa, anche se ovviamente ha assicurato tutto il supporto esterno attraverso Scelta europea.

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