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Martedì, 31 Gennaio 2023
Possibile svolta / Russia

Perché gli occhi del mondo sono di nuovo puntati sulla Crimea

Possibile svolta: Biden starebbe prendendo in considerazione la possibilità di aiutare Kiev a colpire la penisola per rafforzare la posizione di Zelensky in qualsiasi futuro negoziato

Una possibile svolta. L'amministrazione Biden starebbe prendendo in considerazione la possibilità che Kiev possa avere bisogno di aiuti militari per attaccare in Crimea, la penisola annessa illegalmente dai russi nel 2014 e che Putin considera parte integrante del territorio russo. A scriverlo è il New York Times. "Dopo mesi di discussioni con i funzionari ucraini, l'amministrazione Biden sta finalmente iniziando ad ammettere che l'Ucraina potrebbe aver bisogno della forza necessaria a colpire il 'santuario russo', anche se una tale mossa aumenta il rischio di escalation", secondo diversi funzionari statunitensi sentiti dal Nyt. La Crimea, tra il Mar Nero e il Mar d'Azov, ospita decine di migliaia di truppe russe trincerate e numerose basi militari russe.

Guerra in Ucraina: cosa succederà in Crimea

La posizione dell'amministrazione Biden, che finora non ha mai voluto prendere in considerazione una tale ipotesi, si sarebbe fatta più morbida negli ultimi tempi, scrive il quotidiano statunitense, in considerazione del fatto che "se l'esercito ucraino può mostrare alla Russia che il suo controllo della Crimea può essere minacciato, ciò rafforzerebbe la posizione di Kiev in qualsiasi futuro negoziato". Inoltre, "i timori che il Cremlino avrebbe reagito usando un'arma nucleare tattica si sono attenuati". 

I rapporti che i Paesi della Nato si stanno scambiando in questi giorni si concentrano sulla constatazione che Putin sia disponibile a discutere solo se si considerano acquisiti i territori ucraini conquistati, e persino quelli già ripresi da Kiev nei mesi passati. Significherebbe una sola cosa: il Cremlino punta a riannettere l’intero Paese. Impossibile da accettare per l'Occidente. "La vittoria della Russia è inevitabile - ha detto ieri minacciosamente Putin - : si basa sull’unità del popolo russo, sull’eroismo dei combattenti delle operazioni speciali, sul funzionamento del complesso militare-industriale". I canali di dialogo sembrano strettissimi, anche la possibile mediazione di Erdogan sarebbe ormai superata.

L'avanzata delle truppe ucraine, che potrebberro dunque, presto, essere pronte a colpire basi strategiche russe in Crimea lascerebbe al leader russo Vladimir Putin "la spiacevole scelta di una escalation contro la Nato oppure di un arretramento dalla Crimea", secondo quanto hanno affermato funzionari ucraini e analisti della sicurezza al Kyiv Post. 

I funzionari della Casa Bianca insistono sul fatto che non vi è alcun cambiamento di posizione.  La Crimea, dicono, appartiene all'Ucraina.  "Da quando è iniziata la guerra abbiamo sempre affermato che la Crimea è ucraina e che l'Ucraina ha il diritto di difendere se stessa e il proprio territorio sovrano entro i propri confini riconosciuti a livello internazionale", ha affermato Adrienne Watson, portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale.  In privato però, sempre secondo il New York Times i funzionari militari e dell'amministrazione avevano messo in dubbio l'utilità tattica per l'Ucraina di concentrare gli attacchi sulla Crimea, sostenendo che l'esercito di Kiev avesse obiettivi migliori altrove sul campo di battaglia. Qualcosa forse sta cambiando.

La Nato si sta preparando ad affrontare una possibile controffensiva russa a partire dall'inizio della primavera. Non ci sono informazioni certe, ma vari analisti hanno evidenziato che Mosca potrebbe mandare al fronte un ulteriore mezzo milione di soldati, capitale umano e carne da cannone sacrificabile per avanzare in una battaglia ormai di trincea.

Per questo domani, al vertice Nato di Ramstein, uno dei punti principali di discussione sarà come aiutare l'Ucraina e incrementare i rifornimenti bellici. E si parlerà dei carri armati Leopard. Dopo la fornitura di una batteria di missili "Patriot" per la difesa aerea (come da richiesta Nato fatta anche al ministro Guido Crosetto) la cessione all'Ucraina dei tank più avanzati dell’Occidente dopo gli Abrams americani e i Leclerc francesi rappresenterebbe l'ok di Berlino all’escalation chiesta dagli Usa e dal presidente ucraino Zelensky. "Daremo a Kiev armi più pesanti e moderne", ha assicurato ieri il segretario generale della Nato Stoltenberg. Che anche gli Stati Uniti potrebbero annunciare un importante pacchetto di aiuti militari per l'Ucraina nei prossimi giorni, lo scrive anche la Cnn citando due funzionari statunitensi che hanno familiarità con il dossier.

La Germania forse però non invierà carri armati di fabbricazione tedesca in Ucraina fintanto che gli Stati Uniti non faranno lo stesso. L'ha detto a Reuters una fonte governativa a Berlino. La Germania ha il potere di veto su qualsiasi decisione di esportare i suoi carri armati Leopard, schierati dagli eserciti alleati della NATO in tutta Europa e che secondo gli esperti sono i più adatti al conflitto ucraino. Più volte nei giorni scorsi il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha ribadito, a porte chiuse, la condizione in base alla quale Berlino si muoverà soltato a patto che ci sia un'analoga decisione da parte di Washington, ha spiegato la fonte governativa tedesca in condizione di anonimato. 

E gli Stati Uniti oggi avrebbero deciso di non fornire all'Ucraina, per il momento, né i sistemi missilistici a lungo raggio ATACM, né i carri armati Abrams: lo ha detto il sottosegretario alla Difesa Usa, Colin Kahl, come riporta Nbc News. "Pensiamo che gli ucraini possano cambiare la dinamica sul campo di battaglia e ottenere il tipo di effetti che desiderano per respingere i russi senza gli ATACM", ha affermato Kahl, di ritorno da un viaggio a sorpresa in Ucraina. Il sottosegretario ha poi commentato che Washington non è ancora pronta a fornire i carri armati Abrams a Kiev, spiegando che alcuni sistemi non sono utili se sono difficili da mantenere o se è difficile addestrare le truppe a usarli.

Zelensky: "L'Ucraina non ha iniziato la guerra contro la Russia, ma sarà lei a concluderla"

L'Ucraina non ha iniziato la guerra contro la Russia, ma "sarà lei a concluderla". Lo ha sottolineato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, intervenendo da Kiev al World Economic Forum in programma a Davos. L'Ucraina è "forte" e "risoluta", ha detto Zelensky, insistendo affinché la comunità internazionale continui a fornire aiuti militari al suo esercito. Ha aggiunto che le forniture di sistemi di difesa aerea devono superare in numero gli attacchi russi. L'Ucraina è stata dotata di una serie di sistemi di difesa aerea Patriot, il più recente dei quali è stato confermato ieri sera dai Paesi Bassi. Alla domanda sul ruolo della Russia nel mondo, Zelensky ha detto di non essere sicuro di che cosa tutto questo determinerà. "Penso che la Russia si sia già guadagnata un posto tra i terroristi e questo non dipende più dalla loro leadership", ha detto. Il presidente ucraino ha insistito di nuovo sul fatto che Mosca deve "rispettare l'integrità territoriale dell'Ucraina". Alla domanda se fosse preoccupato per la sua sicurezza, Zelensky ha semplicemente risposto di no. "Non sono preoccupato per questo", ha detto.

Intanto la guerra in Ucraina è arrivata al giorno numero 330: quasi 11 mesi dall'inizio dell'invasione russa. La fine non si intravede.

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