Lunedì, 21 Giugno 2021
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Grecia spalle al muro, è un vero ultimatum: "Assurdo, vogliono solo umiliarci"

La riunione straordinaria dell'Eurosummit dedicata alla crisi greca è continuata per tutta la notte a Bruxelles. La bozza in discussione è durissima. Prevede, tra l'altro, l'umiliante ritorno ad Atene della troika

La Grecia è spalle al muro e parla di "condizioni umilianti". La riunione straordinaria dell'Eurosummit dedicata alla crisi greca è continuata per tutta la notte a Bruxelles, con i capi di Stato e di governo dell'Eurozona che hanno negoziato su ciascuno dei punti controversi della bozza di conclusioni preparata ieri dell'Eurogruppo, riguardante le condizioni chieste alla Grecia per iniziare i negoziati di un terzo programma di salvataggio finanziario, da finanziare con il Fondo salva Stati dell'Eurozona, l'Esm. "Ci chiedono di fare tutte quelle riforme nel giro di tre giorni? E’ assurdo. Non è possibile" dicono da Syriza. "E’ evidente che non stiamo più discutendo di debiti e di denaro, è in gioco la democrazia. Vogliono comandare loro, imporre le loro decisioni. Come se il Parlamento greco e il popolo greco non contassero nulla" dice alla Stampa Vassilis Primikiris, uno dei fondatori del partito di Tsipras.

LA BOZZA - La bozza conteneva diversi passaggi controversi, in parentesi quadre, sui quali non c'era consenso fra i ministri finanziari, e che i capi di Stato e di governo hanno cercato di trovare l'accordo, per poter dare il via libera ai nuovi negoziati con Atene. I due paragrafi più controversi erano quelli che riportavano due proposte del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble. Il primo, l'ipotesi (finora un tabù per un documento dell'Ue, sebbene non ancora ufficiale) di una uscita della Grecia dall'euro, seppure su base temporanea, è stato cancellato dalla bozza, e non esiste più.

ACCORDO DIFFICILE - Il secondo - il conferimento, da parte di Atene, a un fondo separato indipendente di beni pubblici da privatizzare per ben 50 miliardi di euro (una cifra spropositata, rispetto agli asset di cui dispone la Grecia), che verrebbero usati per riscattare una parte del debito pubblico - è ormai l'ultimo vero scoglio che ancora blocca il negoziato. Il fondo dovrebbe essere gestito dalle autorità greche, ma si voleva basarlo a Lussemburgo e sotto la supervisione della Commissione europea. Anche se i capi di Stato e di governo sembrano aver accettato che la sede resti in Grecia, e hanno ridimensionato la cifra, con la formula "fino a a 50 miliardi di euro", sapendo che la privatizzazioni non renderebbero comunque più di 17 miliardi, il premier greco, Alexis Tsipras, continua a opporsi al principio stesso del Fondo di riscatto e chiede che serva anche a finanziare gli investimenti per la crescita.

FMI - Un altro punto controverso che sembra risolto è quello del ruolo dell'Fmi, per i tedeschi imprescindibile, ma che Atene vorrebbe ridimensionare, nel futuro programma dell'Esm per la Grecia. Sembra che sia comunque possibile un accordo per risolvere più tardi questa questione.

PRESTITO PONTE - Nel frattempo, sembra poter essere risolta anche la questione del "prestito ponte" per sopperire ai bisogni finanziari immediati della Grecia, completamente sprovvista di liquidità, mentre prosegue il negoziato sul nuovo programma (sempre che oggi ci sia il via libera ad avviarlo): i pagamenti ai creditori (Bce e Fmi) di 7 miliardi di euro a luglio e di 5 miliardi ad agosto potrà essere assicurato dai fondi "dormienti" pari a 13 miliardi del vecchio fondo Efsm (European Financial Stability Mechanism), garantito dal bilancio comunitario e gestito dalla Commissione europea, che originariamente disponeva di 60 miliardi di euro e che è destinato a essere assorbito e sostituito dal nuovo Fondo salva Stati permanente Esm. Un'altra possibilità che è stata ventilata è quella di prestiti bilaterali di alcuni Stati membri alla Grecia, che verrebbero rimborsati dall'Esm alla partenza del programma.

TIMORI AD ATENE - Nell'immediato, i greci sono molto preocccupati dal proseguimento dell'erogazione della liquidità d'emergenza per le banche (Ela) che la Bce ha mantenuto finora, ma un livello insufficiente, viste la corsa agli sportelli e le fughe di capitali che avevano prosciugato il sistema bancario ellenico nelle ultime settimane, fino all'introduzione delle misure di limitazione drastica dei prelievi. Il presidente della Bce, Mario Draghi, presente all'Eurosummit, ha charito di aver bisogno di "una credibile prospettiva di accordo" per poter mantenere o magari aumentare, l'Ela.

RICHIESTE DURISSIME - La bozza in discussione è comunque durissima per la Grecia. Prevede, tra l'altro, l'umiliante ritorno ad Atene della troika, la missione tecnica dei creditori (Commissione Ue, Bce, Fmi) ora ribattezzata "le istituzioni", con il compito di commissariare le politiche del governo che potrebbero avere un impatto sull'attuazione del nuovo programa di "salvataggio". La bozza contiene tutte le riforme che erano state richieste dai creditori a fine giugno e poi bocciate dai greci nel referendum di domenica scorsa, più l'impegno ad approvarne alcune (la riforma del'Iva e delle pensioni, il nuovo Codice di Procedura civile) già entro il 15 giugno. Atene pensa di potercela fare a presentare un pacchetto al Parlamento entro oggi o domani, ma avverte di non poter forzare, per ragioni costituzionali, i tempi del voto, e teme che la il Codice di Procedura civile ci voglia comunque più tempo.

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