Giovedì, 16 Settembre 2021
Crisi Russia-Ucraina

Ucraina, il giorno della verità: ecco cosa si deciderà a Minsk

Vertice a quattro per decidere le sorti dell'Ucraina: sul tavolo un nuovo cessate il fuoco e lo "status" dei territori controllati dai filorussi. I leader europei si dicono "possibilisti" ma le posizioni sono ancora molto distanti. Ecco di cosa si discuterà e perché l'Europa rischia

Vladimir Putin e il presidente ucraino Petro Porochenko si incontreranno oggi a Minsk, in Bielorussia, per una serie di colloqui sul conflitto Russia-Ucraina che si protrae ormai da dieci mesi. All’incontro, come annunciato dall’Eliseo, parteciperanno anche il presidente francese Francois Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merkel "per tentare fino all'ultimo" di trovare una soluzione pacifica che sia duratura e accettata da entrambi le parti. 

Non si conoscono ancora i punti in discussione, ma poiché il cessate il fuoco sottoscritto nel settembre 2014 a Minsk non è stato mai rispettato, è probabile che il confronto verterà grossomodo sugli stessi temi. Il quotidiano francese Le Monde li ha riassunti e spiegati. 

I TERRITORI CONTROLLATI DAI FILORUSSI

I separatisti filorussi controllano un terzo delle regioni a est di Donetsk e Luhansk. I confini di questi territori sono stati definiti con chiarezza al momento nel vertice di Minsk, ma i separatisti - come ha recentemente ricordato Barack Obama - non hanno mai rispettato gli accordi, e negli ultimi mesi di conflitto hanno annesso nuovi territori. Secondo Le Monde è probabile che ora la Russia chieda il riconoscimento delle recenti conquiste. 




CESSATE IL FUOCO

L'accordo per il cessate il fuoco sottoscritto a Minsk non è stato rispettato dai separatisti né dall'esercito ucraino. Per garantire la sua sostenibilità, dovrè essere ridiscusso il ritiro delle armi pesanti dalla linea del fronte. Secondo le Nazioni Unite, la guerra ha lasciato sul campo più di 5.500 morti e un milione di sfollati - ma si tratta di cifre probabilmente sottostimate. Ieri, a Donetsk, proiettili d'artiglieria hanno colpito una stazione degli autobus nel centro della città. I media hanno riferito di quattro morti e cinque feriti.

REGIONI A STATUTO SPECIALE

Lo scorso novembre le "Repubbliche Popolari" di Donetsk e Luhansk hanno organizzato proprie elezioni - vinte dai leader separatisti - ma il risultato del voto non è stato mai riconosciuto dagli stati occidentali. L'accordo di Minsk, che prevedeva di concedere uno 'statuto speciale' a questi territori è stato respinto dai filorussi. 

L'UCRAINA E L'UNIONE EUROPEA

La questione di una possibile adesione dell'Ucraina all'Unione europea e alla Nato teoricamente non parte degli argomenti trattati nel corso dei negoziati, ma è proprio per scongiurare questa prospettiva che Vladimir Putin ha deciso di destabilizzare l'Ucraina e poi iniziare una guerra. Francois Hollande ha chiarito che non è favorevole ad un ingresso di Kiev nell'Alleanza Atlantica, ma la questione dell'adesione all'Unione Europea, sebbene collocata in un'orizzonte temporale più lungo, resta sul tavolo.

LA POSIZIONE DI OBAMA

Il presidente americano Barack Obama si è detto possibilista su una soluzione pacifica della crisi, ma non ha esitato a lanciare un duro monito a Mosca. "Stiamo considerando l'ipotesi di fornire armi all'Ucraina se la soluzione diplomatica dovesse fallire. E' vero - ha spiegato Obama - che ho chiesto al mio team di valutare tutte le opzioni se la diplomazia dovesse fallire. E la possibilità di fornire armi letali difensive - ha aggiunto il presidente americano - è una delle opzioni che viene esaminata e valutata".

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