Giovedì, 26 Novembre 2020
Pakistan

Nanga Parbat, sullo Sperone Mummery nessuna traccia di Daniele Nardi e Tom Ballard

I due alpinisti sono impegnati nell'ascensione invernale della "grande montagna". Gli ultimi contatti risalgono a domenica, poi più nulla. Dall'elicottero è stata individuata la tenda di campo 3 invasa dalla neve. L'ultima posizione conosciuta dava però gli alpinisti al campo 4

Daniele Nardi in una foto presa dal suo profilo Facebook

Nessuna traccia di Daniele Nardi e e Tom Ballard, i due alpinisti dispersi sul Nanga Parbat da domenica. Ieri un elicottero avrebbe dovuto compiere una prima ricognizione, ma a causa delle tensioni tra India e Pakistan il velivolo è rimasto a terra. La situazione si è sbloccata solo nel pomeriggio di ieri - quando però in Pakistan era già notte – grazie all’intervento di Stefano Pontecorvo, ambasciatore italiano ad Islamabad, che è riuscito ad ottenere l’autorizzazione per far decollare l’elicottero dall’aereonautica militare pakistana.

Daniele Nardi, le ultime notizie dal Pakistan

La prima ricognizione effettuata questa mattina non ha però dato i risultati sperati: "L’aviazione pakistana comunica che è stato effettuato un volo di ricognizione sopra lo Sperone Mummery purtroppo senza trovare tracce degli alpinisti" si legge sulla pagina facebook ufficiale di Daniele Nardi aggiornata dallo staff. "L’elicottero è rientrato al più vicino eliporto per fare rifornimento e torna per una seconda ricognizione a breve". 

Daniele Nardi, la tenda al campo 3 invasa dalla neve

Intorno alle 13.30 (ora italiana) dal Nanga Parbat sono arrivati nuovi aggiornamenti. Secondo quanto comunicato dall'alpinista Ali Sadpara (che si trova al campo base) dall'elicottero sarebbe però stata individuata "la tenda di campo 3 invasa dalla neve. Nell’area sono state individuate tracce di valanga sul pendio che sta ad indicare la pericolosità della zona". L'ultima posizione conosciuta dava però i due alpinisti al campo 4. 

Daniele Nardi, le ultime informazioni dal Nanga Parbat

"Il tempo si mantiene discreto sotto i 7000 metri - si legge ancora nel post - e si è in attesa di ricevere ulteriori informazioni fotografiche e video dal campo base e dall’aviazione pakistana".

In queste ore si sta valutando anche la possibilità di prelevare alpinisti già acclimatati dal campo base del K2 e tentare i soccorsi via terra. Si tratta di un’ipotesi tutt’ora "valida" si legge ancora sul profilo fb dell'alpinista.

Daniele Nardi, l'ultima comunicazione dello staff

L'ultimo contatto di Nardi risale a domenica, quando ha chiamato la moglie da circa seimila metri di quota, al campo 4. L'alpinista laziale, originario di Sezze, e il suo collega inglese stanno salendo la montagna lungo lo sperone Mummery, una via mai percorsa. L'ultima comunicazione è arrivata allo staff intorno a mezzogiorno (ora italiana) di domenica 24 febbraio. Nardi e Ballard, si legge nel post, "sono saliti lungo un camino diverso da quello salito con Elisabeth (Revol, ndr). Sono andati su leggeri, ora stanno scendendo a C4. Il meteo non è buono, c'è stata nebbia, nevischio e raffiche di vento".

"L'ultima posizione che Daniele è riuscito a mandarci era poco più bassa rispetto a quella indicata sulla foto, hanno poi proseguito nella salita per un'altra ora, la posizione in rosso è quindi un'approssimazione".

Daniele Nardi Tom Ballard, Nanga Parbat-2

(La posizione di Nardi e Ballard domenica 24 febbraio)

Messner: "No a conclusioni affrettate, bisogna solo aspettare"

"Non sono morti, bisogna aspettare e sperare che si facciano vivi. Sono passati tre giorni, magari possono sembrare un'eternità, soprattutto per i familiari, ma le cause di questo silenzio potrebbero essere tante e non mi sembra il caso di arrivare a conclusioni affrettate". Lo dice a LatinaOggi Reinhold Messner, il più grande alpinista della storia, che nel 1970 tornò miracolosamente vivo da una spedizione proprio sul Nanga Parbat. In quell'occasione perse la vita Günther Messner, fratello e compagno di cordata dell'alpinista italiano. 

Il Nanga Parbat

Il Nanga Pàrbat (8126 metri) è la nona montagna più alta della Terra ma insieme al K2 è considerata una delle più difficili da scalare ed è il secondo ottomila (dopo l'Annapurna) per indice di mortalità. La prima ascensione risale al 1953, ma fino al 2016 la vetta del Nanga è rimasta inviolata in inverno. A scalare per primo la "montagna assassina" durante la stagione più fredda è stata una spedizione composta dall'italiano Simone Moro, dallo spagnolo Alex Txicon e dal pakistano Ali Sadpara. I tre hanno raggiunto la vetta il 26 febbraio del 2016.

L’anno scorso il polacco Tomek Mackiewicz e l’alpinista francese Elisabeth Revol hanno bissato l’impresa, ma la spedizione è costata la vita a Mackiewicz che dal Nanga non è mai più tornato.

Nanga Parbat, il racconto di Elisabeth Revol: in vetta alle 18, poi il dramma

Chi è Daniele Nardi

Daniele Nardi è considerato uno dei più forti alpinisti italiani e conosce bene il Nanga Parbat per aver tentato l'ascensione in inverno già nel 2013, nel 2014 e nel 2016. Nella sua carriera ha raggiunto la vetta di diversi ottomila e, come si legge sul suo sito, "è il primo alpinista nella storia, nato al di sotto del Po, ad aver scalato l’Everest ed il K2, le due vette più alte al mondo". L'ascensione del K2 è stata seguita e documentata dal giornalista Marco Mazzocchi e da una troupe RAI. Da quelle immagini, girate sulla seconda montagna più alta della terra, è stato tratto K2: il sogno, l'incubo, film-documentario trasmesso da Rai2 nell'ottobre del 2007. 

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