Lunedì, 17 Maggio 2021
Il caso

Datagate, il mondo spiato: bufera sugli Usa

Si allarga lo scandalo delle intercettazioni statunitensi: "Spiati i telefoni di 35 leader mondiali, Italia oggetto di attenzioni". E Letta non ci sta: "Inaccettabile, vogliamo la verità"

ROMA - Si allarga a macchia d'olio il "caso Datagate" e gli Usa finiscono nell'occhio del ciclone per le loro attività di spionaggio. Lo scandalo è stato al centro della cena dei capi di Stato e di governo dell'Unione Europea riuniti a Bruxelles.

E mentre l'Eurocamera medita ritorsioni, i leader faticano a trovare risposte comuni. Tutti d'accordo nel chiedere spiegazioni agli Usa, ma sono Francia e Germania a passare all'azione. Unite in un'iniziativa "aperta a tutti i Paesi interessati", cercheranno di concordare con Washington entro l'anno un "codice dello spionaggio". All'iniziativa a parole si uniscono tutti, compresa la Gran Bretagna che partecipa ai programmi di spionaggio americani e che ha "relazioni speciali con altri Paesi", come è costretto ad ammettere Van Rompuy. Ma Cameron può permettersi solo di annuire, non certo di firmare una dichiarazione di condanna. E anzi si impunta sull'accelerazione del pacchetto legislativo per una "protezione dati" europea.

Il "codice per lo spionaggio" dovrà servire a ricostruire la fiducia messa in crisi dalle rivelazioni al punto che "può pregiudicare la necessaria cooperazione nel campo della raccolta di informazioni". Anche perché, rileva Martin Schulz, l'intelligence Usa appare "fuori controllo". Infatti lo scandalo si allarga, e mentre emerge che sarebbero 35 i capi di stato intercettati nel mondo, dagli Stati Uniti continuano ad arrivano risposte che non spiegano, con il presidente Obama che si limita a "comprendere le preoccupazioni" e ad annunciare una revisione del sistema di raccolta dati.

LA POSIZIONE DELL'ITALIA - Su iniziativa franco-tedesca "abbiamo preso una posizione forte, unitaria" sullo scandalo Datagate "per avere informazioni nelle prossime settimane" con "un chiarimento e una cooperazione con gli Usa", affinché questi episodi non si ripetano. Lo ha detto il premier Enrico Letta al termine del vertice Ue a Bruxelles, spiegando che la posizione sarà "annessa alle conclusioni" del summit. Una posizione, ha spiegato Letta, che non vuole "creare antagonismo" ma una richiesta di tutta l'Europa a Washington, attraverso una posizione unitaria e forte, di fare chiarezza e "cooperare" trovando una "soluzione" che consenta che questi episodi non succedano più. Perché solo nella chiarezza si "fanno le cose insieme" e sono "assolutamente fiducioso" che si chiarirà. Letta sottolinea comunque che la questione Datagate non "ha nessun legame, nessuna relazione" con i negoziati per l'accordo di libero scambio Ue-Usa. Un accordo "importante per l'Italia", ricorda, spiegando che le trattative "devono andare avanti".

LUNEDì RESA DEI CONTI NEGLI USA - La commissione del Parlamento europeo che indaga sulla sorveglianza elettronica di massa condotta dalla Nsa sui cittadini europei sarà da lunedì a mercoledì in quel di Washington per una serie di incontri a caccia di prove e informazioni sullo spionaggio Usa. Nove i membri della missione americana che sarà guidata dal laburista britannico Claude Moraes. 

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