Lunedì, 10 Maggio 2021
L'uccisione a Minneapolis / Stati Uniti d'America

Ucciso durante un controllo stradale a 20 anni: proteste e scontri

Duante Wright è stato colpito dalla polizia durante un controllo. Fermato perché un deodorante per auto ostruiva la visuale del suo specchietto retrovisore

Daute Wright - Foto da Twitter

Essere uccisi durante un fermo da parte di un agente di polizia rappresenta in Nord America la sesta causa di morte per gli uomini di età compresa tra i 25 e i 29 anni: rispetto ai bianchi, gli uomini afroamericani sono 2,5 volte più a rischio secondo alcuni dati recenti.

Nelle scorse ore ancora una vittima della polizia, a pochi chilometri da dove venne ucciso George Floyd e dove si sta celebrando il processo all'agente accusato della sua morte. A finire sotto i colpi della polizia è stato il 20enne Daunte Wright ucciso durante una sparatoria a Brooklyn center, nella periferia di Minneapolis in Minnesota. La dinamica dei fatti è ancora incerta e non collima con quello che è stato dichiarato dai familiari della vittima. I fatti si sono verificati intorno alle 14 di ieri, ora americana. Gli agenti hanno fermato il giovane a causa di un deodorante per auto che intralciava la visuale del suo specchietto retrovisore. Una circostanza a dir poco strana che è però bastata a far scattare il controllo.

Il controllo e la sparatoria 

All'esito della verifica la polizia ha scoperto che su di lui pendeva un mandato in sospeso. Così hanno provato ad arrestarlo e da questo momento in poi la ricostruzione sembra presentare delle falle. Secondo quanto dichiarato dalla polizia, Wright avrebbe cercato di rientrare in macchina ed è da questo momento che le versioni divergono. Il capo della polizia di Brooklyn Center, Tim Gannon ha diramato un comunicato stampa nel quale ha spiegato la dinamica dei fatti riportata dagli agenti. Nel momento in cui è stato fermato il giovane avrebbe provato a rientrare in macchina per scappare. In quel momento sarebbe stato colpito dagli spari dell'agente. Nonostante questo sarebbe riuscito a mettere in moto l'auto e viaggiare per alcuni isolati prima di perdere i sensi e andare a sbattere contro un altro veicolo. Nell'incidente sarebbe rimasta ferita una donna che è stata portata in ospedale ma non risulta in pericolo di vita.

I dubbi della madre della vittima 

Nel corso della conferenza stampa della polizia non sono stati forniti dettagli né sull'identità della vittima né su quella dell'agente. Inoltre la polizia non ha risposto se Wright risultasse armato al momento del controllo. Proprio le fasi del controllo sono, come sempre, quelle più controverse. Per esempio il motivo del controllo è sembrato a molti pretestuoso anche se ha poi scoperto che sull'uomo pendeva un ordine di esecuzione. Quello che però sta facendo discutere in queste ore è la circostanza secondo cui l'uomo sarebbe rientrato in macchina con il cellulare in mano mentre era a telefono con la madre. Perché il 20enne avrebbe provato a chiamare a casa e cosa temeva? Ma soprattutto in queste condizioni era pericoloso per gli agenti? Circostanze che hanno alimentato i dubbi della madre Aubrey Wright a cui è stato affidato l'ingrato compito di identificare il figlio.

Le proteste in strada 

La donna ha poi avanzato dubbi sulla possibilità che gli agenti avessero visto che lo specchietto retrovisore dell'auto fosse ostruito dal deodorante per auto visto che la vettura aveva i vetri oscurati. Cadrebbe così il motivo del controllo per una presunta infrazione ma ogni ipotesi al momento risulterebbe prematura. Intanto nelle ore successive all'uccisione di Wright sono scattate le proteste che hanno portato in strada centinaia di persone fronteggiate addirittura dalla Guardia nazionale con lancio di lacrimogeni. A pochi chilometri di distanza si sta celebrando il processo all'ex agente di polizia Derek Chauvin accusato dell'omicidio di George Floyd ucciso sempre a Minneapolis.

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