Domenica, 19 Settembre 2021
La dittatura a Hong Kong / Cina

Il deputato di Hong Kong cacciato dal regime cinese perché non abbastanza patriottico

Pechino ha imposto un test di patriottismo non superato da Cheng Chung-tai, uno degli ultimi dissidenti eletti nel parlamentino locale

La Cina continua a stringere la morsa intorno a qualsiasi tipo di dissidenza od opposizione che si può manifestare a Hong Kong. L'ultimo atto di questa stretta è una vicenda che sarebbe paradossale se non ci fossero in ballo i diritti fondamentali della popolazione. Il deputato di Hong Kong, Cheng Chung-tai è stato destituito dal suo incarico perché non ha superato il cosiddetto "test di patriottismo". Si tratta di una sorta di esame introdotto dal governo cinese e rivolto a chiunque ricopra una carica pubblica a Hong Kong. I termini di questo tipo di test sono facilmente intuibili all'interno di una dittatura e sono stati usati come strumento per cacciare uno dei pochi oppositori al regime.

Il rappresentante eletto è stato destituito dal suo incarico con effetto immediato. Da Pechino si sono limitati a dichiarare che avrebbe fallito il test e che non era abbastanza patriottico per ricoprire una carica pubblica. Si tratta dell'ultimo atto voluto dal governo cinese prima di insediare un nuovo Consiglio Legislativo con nuove regole. Attualmente esiste un solo rappresentante nel consesso pubblico ritenuto contrario alle posizioni cinesi. Mancano di fatto tre settimane prima che anche questo strumento legislativo venga piegato alle nuove disposizioni provenienti da Pechino.

Il nuovo consesso sarà formato da 1.500 membri. In mille verranno eletti mentre 300 verranno nominati d'ufficio e altri 156 saranno designati da una serie di istituzioni, ordini professionali e religiosi. La "riforma" arriva per effetto della decisione di Pechino di sottoporre al test tutti coloro che vogliono anche solo candidarsi alla carica. Una "scrematura" iniziale di profili ben voluti al regime. Finora sono arrivate 1.056 candidature. Tutti dovranno sottoporsi al test di patriottismo e dovranno mostrarsi con un atteggiamento completamente diverso da quello tenuto da Cheng Chung-tai. Il deputato aveva anche dei "precedenti" invisi al governo cinese. Nel 2017 aveva osato capovolgere delle bandierine della Cina e di Hong Kong nel corso di un dibattito pubblico.

Una scena che non piacque al regime e che gli valse una condanna e il pagamento di cinquemila dollari di Hong Kong. Questi gesti simbolici in realtà sono in realtà solo la spia di provvedimenti ancora più gravi che portano addirittura allo scioglimenti di interi partiti in dissenso con il regime. La Hong Kong Alliance è sotto indagine per essere "collusa" con potenze straniere. La loro colpa è quella di essere a favore della democrazia e di organizzare la strage di piazza Tienanmen. La polizia ha chiesto i nominativi di tutti i membri dell'alleanza entro il 7 settembre. In caso di mancata risposta verranno multati. Consegnare i nominativi, invece, significherebbe dare il via a una serie di vere e proprie persecuzioni politiche.

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