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Martedì, 30 Novembre 2021
Crisi economica / Stati Uniti d'America

Detroit ci prova: non pagare il debito può essere "un nuovo inizio"

Detroit è in bancarotta ed è stata affidata a un curatore fallimentare incaricato di ripianare il bilancio ma le previsioni sono tutt'altro che negative: "Finalmente ora possiamo pensare ai bisogni reali dei cittadini"

Ok, per iniziare all'americana, una città non è una nazione. E il debito pur importante di Detroit, 18 miliardi di euro, non è neppure paragonabile al debito pubblico di una nazione. Ma spesso, molto spesso, in politica come in economia gli esempi migliori per trovare soluzione a macroproblemi sono arrivati da "piccoli" laboratori. 

E se per il fronte "anti debito" l'esempio portato alla ribalta per dimostrare come una delle strade per uscire dalla crisi economica si proprio quella di "non pagare il debito" è l'Islanda, ecco che per le tante città in difficoltà anche del nostro Paese, in primis Roma, Detroit potrebbe assumere il ruolo che ha parlando di stati l'isola oceanica.

Detroit è in bancarotta. Detroit è fallita. Detroit non ha più un sindaco ma un curatore fallimentare.

Nonostante ciò il clima nella città della General Motors è tutt'altro che nero. Anzi. Basta sentir parlare Kevin Orr,  curatore fallimentare incaricato di risollevare la città dallo spettro della bancarotta. 

E' finalmente arrivato il momento di un chiaro programma di rinascita e un nuovo inizio ci darà la possibilità di rialzarci, come città, dal tremendo peso del nostro debito. 

Orr si è dimostrato consapevole della grave e difficile situazione. Così, ieri sera italiane, primo pomeriggio americano, nel corso di una conferenza stampa ha descritto i passi necessari che lui e il suo team legale dovranno affrontare. "Siamo felici di iniziare a lavorare al più presto a fianco di tutti i nostri creditori, fondi pensione e sindacati per raggiungere un accordo consensuale sul piano di ristrutturazione che tenga conto dei bisogni reali di 700.000 cittadini di Detroit".

Dopo la sentenza del giudice federale Steven Rhodes la città potrà avvalersi dell'undicesimo titolo del Chapter 9, la legge che regola la ristrutturazione del debito per le municipalità. "A rischiare enormi perdite, nel corso della ristrutturazione, sarebbero soprattutto i pensionati, oltre ai lavoratori e agli investitori che posseggono obbligazioni del debito pubblico cittadino" ma "siamo certi di poter fare in modo che a pagare sia chi può farlo".

"Stiamo facendo grandi progressi - ha continuato Orr - oltre all'importante decisione di oggi, Detroit ha iniziato un piano per la privatizzazione della raccolta rifiuti, che dovrebbe far risparmiare 6 milioni di dollari all'anno. La città ha inoltre stabilito lo stanziamento di 350 milioni di dollari per ridurre alcuni debiti obbligazionari, e fare alcuni investimenti necessari".

Orr ha calcolato che il debito totale della città si aggira intorno ai 18 miliardi di dollari. Entro la fine dell'anno i legali incaricati dovranno stilare un piano per la copertura dei debiti. Ma il curatore fallimentare ha al tempo stesso avvertito i "poteri forti" della città.

Non sono un politico, non dovrò rendere conto alle urne del mio operato. Ecco perché il mio obiettivo sarà quello di ripianare il debito facendo pagare chi può farlo e che, troppo spesso, in questa città si è sentito tutelato proprio dalla politica.

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