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Sabato, 4 Febbraio 2023
La rubrica

10 notizie dal mondo che non sono finite in prima pagina

Dalle violenze in Cisgiordania alle proteste in Iran, i principali fatti della settimana che hanno avuto meno rilevanza sulla stampa

 Brasile, Lula licenzia il capo delle forze armate

Il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ha destituito il comandante delle forze armate, il generale Julio Cesar de Arruda. Al suo posto andrà il generale Tomas Miguel Ribeiro Paiva, attuale comandante militare per il sud est, secondo quanto riportano i media locali. L'avvicendamento è avvenuto dopo che ieri Lula ha ricevuto il ministro della Difesa e i vertici delle Forze armate. L'incontro è stato il primo dopo l'assalto dell'otto gennaio contro il palazzo presidenziale, la sede del parlamento e quella del Tribunale Supremo Federale da parte di una folla di sostenitori dell'ex presidente Jair Bolsonaro. Arruda aveva temporaneamente assunto il comando dell'esercito il 30 dicembre, quando Bolosnaro era ancora in carica, in accordo con la squadra di transizione di Lula. Il 6 gennaio l'incarico era stato confermato.

Il Parlamento Ue condanna il Marocco

Il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che invita il Marocco a un maggior rispetto dei diritti umani, in particolare della libertà di stampa. Si tratta della prima volta che Strasburgo si pronuncia con un atto di condanna nei confronti di Rabat. Per molti, dietro questa risoluzione c'è l'ombra del Qatargate, dato che un filone dell'inchiesta sulla corruzione nell'Eurocamera riguarderebbe anche le pressioni che sarebbero state esercitate dalle autorità marocchine sui deputati europei. Nella risoluzione, gli eurodeputati esortano il Marocco a rispettare la libertà di espressione e la libertà dei media e a garantire un giusto processo ai giornalisti detenuti, in particolare a Omar Radi, Souleimen Raissouni e Taoufik Bouachrine.

Ancora morti nelle proteste in Perù

Almeno altre tre persone sono morte durante le proteste contro la presidente del Perù Dina Boluarte. Secono la Bbc, si tratta di due donne e di un bambino. Le proteste sono cominciate a dicembre, in seguito all'arresto dell'ex presidente Pedro Castillo. I sostenitori di Castillo hanno chiesto nuove elezioni e la rimozione di Boluarte. Le manifestazioni vanno avanti da settimane e sono state caratterizzate da violenti sconti con la polizia, che hanno provocato decine di vittime e feriti. "Non mi dimetterò. Il mio impegno è con il Perù", ha detto Boluarte venerdì sera in un discorso televisivo.

L'insegnante palestinese morto per soccorrere un ferito

Le forze israeliane hanno ucciso un insegnante palestinese di 57 anni che era andato a prestare i primi soccorsi a un militante ferito a morte. Lo denunciano i paramedici e la famiglia dell'uomo. Jawad Bouaqneh, padre di sei figli, è stato ucciso fuori dalla sua casa di famiglia nel campo profughi di Jenin, nella Cisgiordania occupata. La sua morte porta a 17 il numero dei palestinesi uccisi questo mese, compresi civili e militanti. Tra le vittime anche due minorenni, come Omar Khmour, 14 anni, ucciso con un colpo alla testa dalle forze israeliane. L'esercito di Tel Aviv su è giustificato dicendo di aver aperto il fuoco dopo che un gruppo di "sospetti" ha "lanciato pietre, ordigni esplosivi e molotov contro i soldati".

La Colombia ferma le trivelle

Il governo di della Colombia ha annunciato che non approverà nessun nuovo progetto di ricerca di petrolio e gas. Irene Vélez, ministro delle miniere, ha detto ai leader mondiali al World economic forum di Davos che è giunto il momento per suo Paese di abbandonare la sua dipendenza dai fossili e iniziare un nuovo capitolo più verde nella storia del Paese. "Abbiamo deciso di non aggiudicare nuovi contratti di esplorazione di petrolio e gas e, sebbene ciò sia stato molto controverso, è un chiaro segno del nostro impegno nella lotta contro il cambiamento climatico", ha affermato Vélez durante un panel a Davos giovedì.

In India polemica sull'abbatimento delle tigri

Sta suscitando clamore la proposta di Ak Saseendran, ministro della fauna selvatica del Kerala, in India, di procedere alla sterilizzazione o all'abbattimento delle tigri presenti nella regione per controllare il numero. La proposta è arrivata in seguito alla morte di un contadino 50enne in seguito alle ferite riportate per l'attacco di una tigre. L'India ospita oltre il 70% delle tigri del mondo: secondo l'ultima stima del governo, il numero è di 2.976. Ma i loro habitat non si sono espansi allo stesso ritmo , costringendo le cosiddette tigri "in eccedenza" a spostarsi al di fuori delle riserve protette ed entrare in conflitto con gli umani, spiega la Bbc. Una legge federale sulla protezione della fauna selvatica, attuata nel 1972, rende virtualmente illegale uccidere o catturare tigri - designate come animali nazionali dell'India - anche quando sono coinvolte in tali conflitti.

In Iran processi lampo per i condannati a morte

Quattro giovani sono stati giustiziati questa settimana in Iran dopo aver partecipato alle proteste scoppiate nel Paese quattro mesi fa. Le organizzazioni per i diritti umani continuano a denunciare i casi di processi farsa eseguiti dalle autorità di Teheran, come quello di Mohammad Mehdi Karami, un campione di karate di 22 anni, impiccato il 7 gennaio scorso appena 65 giorni dopo il suo arresto. Secondo le ong, il giovane ha avuto meno di 15 minuti per difendersi in tribunale, prima di venire condannato a morte.

Onu in Afghanistan: progressi sui diritti delle donne

Si stanno compiendo progressi, in Afghanistan, circa la partecipazione delle donne alla vita pubblica. Lo ha detto la vice segretaria generale delle Nazioni unite Amina Mohammed al termine di una missione di quattro giorni a Kabul per cercare di convincere i Talebani a riconsiderare le restrizioni introdotte, compresa quella di vietare alle donne di lavorare in organizzazioni non governative. Parlando alla Bbc al termine del suo viaggio, Mohammed ha detto che la maggior parte dei Talebani che ha incontrato si sono detti pronti a impegnarsi per i diritti delle ragazze e delle donne. Si tratta comunque di un percorso lungo, ha precisato. ''Penso che abbiamo sentito molte voci che sono progressiste, ma ci sono altre che non lo sono'', ha detto Mohammed. "Penso che sia positivo sottolineare che sosteniamo chi pensa in modo maggiormente progressivo. Penso che questa visita abbia dato loro più voce e più potere di discutere l'argomento all'interno'' della leadership talebana, ha aggiunto. Mohammed ha poi criticato la comunità internazionale, compresi i Paesi islamici, accusandoli di non fare abbastanza in merito.

La Russia invia aerei ed elicotteri militari in Mali

Il Mali ha ricevuto una consegna di aerei ed elicotteri militari dalla Russia. Da quando ha rotto i legami con la Francia, il regime militare del Paese africano ha rafforzato i legami con Mosca. In Mali ci sarebbero anche mercenari del gruppo Wagner, secondo diverse fonti, i quali sarebbero impegnati nella protezione delle risorse minerarie del Paese, più che nel contrasto ai terroristi. Dal 2012 il Mali è afflitto dalla diffusione del jihadismo e da una grave crisi non solo di sicurezza, ma anche politica e umanitaria. I colonnelli che hanno preso il potere con la forza nel 2020 hanno spinto per la rottura dell'alleanza militare con la Francia e i suoi partner nel 2022.

La Danimarca vuole cancellare un giorno di festa per la Nato

È polemica in Danimarca dopo che la premier Mette Frederiksen ha proposto di eliminare la festività cristiana del 5 maggio, lo Store bededag. Il denaro risparmiato con la cancellazione della festività, sostiene il governo, verrebbe utilizzato per aumentare i finanziamenti per la difesa, in parte come risposta all'invasione russa dell'Ucraina, in modo che la Danimarca possa raggiungere l'obiettivo Nato di una spesa militare annua pari al 2% del Pil. Contro la porposta si sono scagliati la Chiesa evangelica luterana, dieci vescovi e nove partiti di opposizione. Una petizione lanciata questa settimana dalla più grande organizzazione sindacale del Paese ha già raccolto 360mila voti. 

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