Giovedì, 4 Marzo 2021
Belgio

Quando i migranti eravamo noi: 62 anni fa il disastro di Marcinelle

Era l'8 agosto 1956. In un incidente in miniera in Belgio morirono 262 lavoratori, 136 erano italiani: "La tragedia di Marcinelle non deve essere dimenticata perché rappresenta la storia del nostro Paese"

L'iniziativa dell'Ugl "Lavorare per Vivere" a Marcinelle, in Belgio, per commemorare le 262 vittime, di cui 136 italiani, che persero la vita nell'incendio in miniera l'8 agosto del 1956, 7 agosto 2018. ANSA/UFFICIO STAMPA UGL

"Sessantadue anni fa una tragedia tra le più gravi della storia dei lavoratori italiani nel mondo. Siamo in Belgio, a Marcinelle. E' l'8 agosto del 1956: nel pozzo minerario di Bois du Cazier un incendio riempì di fumo tutto il pozzo minerario, provocando la morte di 262 lavoratori dei 274 presenti in quel momento. Di questi 136 erano italiani". Lo ricorda la Fondazione Migrantes.

"Ricordare quello che è successo, in questo tempo in cui - dice oggi la Fondazione Migrantes - la crisi ha aperto una nuova stagione di emigrazione dei giovani italiani, significa non abbassare la guardia sulla tutela dei diritti dei lavoratori migranti in Europa per evitare che, come succede spesso, siano costretti a subire orari e trattamenti sui posti di lavoro che non tutelano la loro dignità come ci ricordano gli incidenti di questi giorni e che hanno visto la morte di alcuni lavoratori senza alcuna tutela. Tutti migranti impegnati in Puglia nel lavoro dei campi".

Ricordare, per l'organismo pastorale della Cei, "vuol dire anche ritornare alle proprie origini di una emigrazione che ha causato anche diverse perdite". "Questa giornata che ricorda Marcinelle oggi è diventata anche la Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo. Occasione per non dimenticare il lavoro dei tanti emigrati italiani ma anche immigrati nel nostro Paese, sui luoghi di lavoro", conclude la Fondazione Migrantes.

Ugl: "Riflettere sulla sicurezza nei luoghi di lavoro"

'Il dramma di Marcinelle, avvenuto 62 anni fa, invita a riflettere sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. Si tratta di un impegno prioritario anche in ambito europeo con il fine di contribuire al miglioramento delle condizioni lavorative". Lo ha dichiarato Paolo Capone, segretario Generale dell'UGL

Cisl: "Analogie con gli incidenti in Puglia"

"La tragedia di Marcinelle  non deve essere dimenticata perché rappresenta la storia del nostro Paese che è risorto dalle ceneri della seconda guerra mondiale anche attraverso il sacrificio di milioni di donne e di uomini emigrati all'estero per costruire un futuro migliore, di riscatto sociale, ma che persero la vita a causa di norme di sicurezza insufficienti". Ad affermarlo in una nota è Liliana Ocmin, Responsabile Dipartimento donne, giovani, immigrati e del Coordinamento donne della Cisl.

"Impossibile - sottolinea - non riconoscere le drammatiche analogie tra quanto accaduto 'ieri' a Marcinelle e quanto accade oggi in Puglia, dove in 2 giorni hanno perso la vita 16 immigrati di ritorno dai campi. Sono entrambe storie di migrazione e di mancanza di sicurezza nei luoghi di lavoro, fatti tragici che devono essere un monito per tutte le Istituzioni perché l'integrazione, il rispetto per la dignità del lavoro e la sicurezza siano poste in cima all'agenda politica". Lo Stato e le istituzioni, aggiunge la sindacalista, "devono dare risposte ferme e concrete perché tragedie come queste, che troppo spesso, in Italia ma anche fuori dai confini nazionali, coinvolgono lavoratori immigrati, il più delle volte sfruttati, irregolari e vittime del caporalato, non accadano più".

Il disastro di Marcinelle

Il disastro di Marcinelle avvenne la mattina dell'8 agosto. Si trattò d'un incendio, causato dalla combustione d'olio ad alta pressione innescata da una scintilla elettrica. L'incendio, sviluppatosi inizialmente nel condotto d'entrata d'aria principale, riempì di fumo tutto l'impianto sotterraneo, provocando la morte di 262 persone delle 274 presenti, in gran parte emigrati italiani. L'incidente è il terzo per numero di vittime tra gli italiani all'estero dopo i disastri di Monongah e di Dawson. Il sito Bois du Cazier, oramai dismesso, fa parte dei patrimoni storici dell'UNESCO.

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