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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Il caso / Australia

Djokovic, scatta il fermo: "Detenuto in luogo segreto"

Continua la guerra legale sul visto. Il giudice australiano ha ordinato ai funzionari di frontiera di non espellere il tennista fino alla nuova pronuncia. I legali dovranno presentare una dichiarazione giurata

Si è conclusa l'udienza per l'impugnazione dell'annullamento del visto a Novak Djokovic. Il giudice Anthony Kelly, dello Stato australiano di Vittoria, che aveva bloccato il primo tentativo di espulsione, ha deciso di rimandare il caso a un nuovo tribunale e un nuovo giudice, nonostante la contrarietà dei legali del tennista che temono un rallentamento del procedimento. 

Intanto il campione di tennis Novak Djokovic sarà in detenzione. Il provvedimento scatterà da domani, dopo che sarà sentito dalla polizia di frontiera. I legali delle parti hanno convenuto sull'opportunità di optare per un luogo sconosciuto per la detenzione del tennista serbo, in modo da evitare il "circo mediatico".

Il campione alle 8 di sabato sosterrà il colloquio con i funzionari dell'immigrazione, poi sarà trattenuto in detenzione. Avrà anche la possibilità di essere nell'ufficio dei suoi legali per preparare l'udienza ma sarà scortato da funzionari delle forze di frontiera per le riunioni di sabato e per l'udienza di domenica mattina.

Gli avvocati del serbo hanno due giorni di tempo, a conti fatti, per permettere al tennista numero uno al mondo di giocare gi Australian open. Lunedì, infatti, il serbo è atteso al primo turno del torneo contro il connazionale Miomir Kecmanovic. Nel caso in cui Djokovic dovesse essere escluso dagli Australian Open il suo posto verrebbe occupato da Rublev. 

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