Lunedì, 18 Ottobre 2021
La situazione / Afghanistan

Nel nuovo Afghanistan negato alle donne è caccia ai magistrati

I giudici donne sono costrette a cambiare posto ogni tre o quattro giorni e i loro familiari vengono interrogati. All'Università torna la legge islamica

Sono 220 i giudici donna che attualmente devono nascondersi in Afghanistan. Basterebbe questo dato per capire che il nuovo corso dei talebani ha comunque scelto di non lasciare spazio alle donne. I magistrati sono costrette a scappare e vivere in clandestinità perché hanno commesso il peccato di difendere i diritti di altre donne durante l'assenza dei talebani al potere. Hanno condannato centinaia di uomini per stupri, violenze e omicidi ai danni di donne afgane e adesso temono per la loro vita. Le ritorsioni dei fondamentalisti potrebbero essere durissime ed essere giustiziate potrebbe essere la cosa meno violenta che potrebbe accadere loro se finissero nelle mani dei talebani.

Molte delle persone da loro condannate sono state rilasciate e una volta fuori dal carcere hanno cominciato la caccia al magistrato che l'aveva condannate. Per questo i giudici donna hanno cominciato a nascondersi in ogni angolo del Paese chiedendo aiuto alla comunità internazionale. Sei di loro hanno avuto anche il coraggio di raccontare la propria storia alla Bbc. Proteggendo la loro identità, il network ha spiegato come sono costrette a vivere da quando, lo scorso 15 agosto, i talebani sono tornati al potere.

In quattro delle sei storie raccontate, le donne magistrato avevano condannato dei talebani per l'assassinio delle proprie mogli. La vendetta non ha ritardato ad arrivare. I giudici sono costretti a scappare e a cambiare abitazione ogni tre o quattro giorni. Le loro case sono state perquisite e tutti i loro parenti e conoscenti sono stati interrogati per sapere dove si nascondessero. Suonano come una beffa, quindi, le rassicurazioni date dal portavoce dei talebani, Bilal Karimi. Dopo aver sminuito il caso, ha detto ai magistrati di non aver paura e che in caso di reati questi verranno perseguiti.

Le nuove regole nel mondo dell'Università

Non va meglio per le donne nel mondo dell'Università. A Kabul sono state introdotte una serie di restrizioni per le donne dal rettore dell'università. Mohammad Ashraf Ghairat, nuovo rettore nominato dai talebani, ha scritto su Twitter che le aule dovranno rispettare i canoni dell'ambiente islamico. Per questo a essere colpite dalle restrizioni saranno le donne a cui verrà “permesso” di ricominciare a frequentare le facoltà solo ad alcune condizioni. Saranno "obbligate a indossare un vero hijab islamico" (il velo) e sarà loro vietato di "utilizzare profumi, indossare vestiti vivacemente colorati e tacchi alti - ha scritto Ghairat perché - le cose menzionate eccitano sessualmente i maschi, causano corruzione morale e aprono la strada a relazioni haram (illegali). Non faremo compromessi sui nostri valori islamici", ha concluso.

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