rotate-mobile
Venerdì, 21 Gennaio 2022
Verso il conclave / Città del Vaticano

Dossier segreto e pedofilia: due macigni sul Conclave

I Cardinali sono arrivati a Roma. Tante ombre aleggiano sul Vaticano: dagli scandali pedofilia alle voci incontrollate che continuano a circolare sul dossier segreto voluto da Ratzinger. Ma i più esperti assicurano: "Sarà un Conclave breve e verrà eletto un Papa giovane"

Sono arrivati a Roma, quasi tutti. I cardinali giungono nella Capitale per il Conclave che eleggerà il successore di Benedetto XVI sul soglio pontificio. Ma pesano come macigni sul Vaticano i casi Mahony, O'Brien e ora pure il caso Errazuriz. Saranno giorni agitati per i porporati dei cinque continenti che si riuniranno nella Cappella Sistina. Tre temi caratterizzeranno il Conclave secondo gli analisti: il bisogno di un'azione purificatrice all'interno della Chiesa, la trasparenza che si vuole garantire all'opinione publica e la lotta alla pedofilia. Il Cardinale che su queste tre grandi tematiche verrà ritenute più affidabile sarà il nuovo Papa.

Durante il Conclave conterà di più la tolleranza zero contro la pedofilia o saranno altri i fattori determinanti? L’età del candidato, le qualità umane e personali, la spiritualità, la visione ecclesiale. Il successore di Benedetto XVI dovrà avere una storia esemplare, "illuminante" dicono alcune fonti. In tanti sussurrano come, più del tema pedofilia, sia ancora più sentito in alcuni ambienti ecclesiastici il tema del distacco dalla fede dei cristiani: chiese vuote, sempre meno battezzati. Facile pensare che i cardinali provenienti dai paesi in via di sviluppo, dove la Chiesa ha più prospettive di crescita, abbiano molte chance di ottenere il papato.

TotoPapa: i grandi favoriti

IL DOSSIER SEGRETO - Sul Vaticano aleggia l'ombra scura del 'dossier segreto' commissionato da Ratzinger a tre suoi fedelissimi, che fa tremare gli oppositori del vecchio Pontefice. Che cosa scriveranno, infatti, i tre porporati ultraottantenni Julián Herranz, Jozef Tomko e Salvatore De Giorgi nel documento che hanno avuto ordine di consegnare nelle mani del prossimo Capo della Chiesa? I Cardinali sudamericani, come scrive O Globo, spingono per sapere prima del Conclave cosa è scritto nel dossier. Il Cardinale Geraldo Majella, Arcivescovo emerito di Salvador, un veterano, è stato schietto: "Vogliamo sapere. Tutti sono interessati a conoscere. Perché non è stato reso noto fino ad ora? Mi chiedo che cosa contenga questo dossier".

"NUOVO PAPA? TAGLE O RAVASI"

Un altro cardinale, Raymundo Damasceno, arcivescovo di Aparecida e presidente della Confederazione Nazionale dei Vescovi del Brasile (CNBB), accusa: "Perché i Cardinali che sono ora riuniti non possono avere queste informazioni? Penso che sia più che giusto e necessario che i Cardinali abbiano informazioni sul contenuto del fascicolo. Al centro del misterioso dossier c'è di sicuro la vicenda del 'corvo' della Santa Sede, ovvero l'ex maggiordomo privato di Benedetto XVI, Paolo Gabriele, e lo scandalo Vatileaks. La giustizia vaticana ha riconosciuto il primo colpevole di avere trafugato documenti riservati dall'appartamento del Papa e ha chiuso l'inchiesta sostenendo che l'uomo ha agito da solo, ma a quanto pare i tre cardinali autori del dossier hanno portato avanti un'indagine parallela.

Durante le congregazioni generali ci saranno tutti e tre cardinali autori del dossier, perché tutti e tre sono emeriti; non parteciperanno alle votazioni, però. Alcuni cardinali potrebbero chiedere delle informazioni sul dossier confidenziale (che erediterà il prossimo Papa). "Sicuramente il suo contenuto avrà un peso nelle votazioni" dice Raymundo Damasceno.

RATZINGER, PAPA STANCO

Il teologo James Weiss del Boston College, descrive un clima di sfiducia tra i cardinali: "Questa volta, le relazioni saranno presentate dall'ex segretario di Stato Tarcisio Bertone, che tutti credono sia responsabile per i problem del Vaticano. Non so se Bertone cercherà di far sembrare i problemi più piccoli di quello che sono".

CASO MAHONY - Roger Michael Mahony, nato nel 1936, è un cardinale e arcivescovo cattolico statunitense. Poco più di un mese fa, il 31 gennaio 2013,  il suo successore lo ha ufficialmente sollevato da tutti gli incarichi pubblici, Mahony è stato riconosciuto colpevole di aver insabbiato 129 casi di pedofilia da parte di sacerdoti dell'arcidiocesi di Los Angeles. Tuttavia Mahony è rimasto titolare di tutte le sue prerogative, inclusa la possibilità di celebrare i sacramenti ed esercitare l'attività pastorale.

Il movimento cattolico statunitense Catholics United, attraverso una pubblica petizione, gli ha chiesto di rinunciare a partecipare al conclave. Al National Catholic Reporter l'arcivescovo emerito di Los Angeles ha però spiegato di essere venuto a Roma per il Conclave su "istruzioni" del Vaticano: "Sono qui perchè il Santo Padre mi ha nominato Cardinale nel 1991 e il primo lavoro di un Cardinale è l'elezione di un papa in caso di sede vacante", ha detto Mahony: "Senza che io chiedessi nulla, il nunzio a Washington mi telefonò dicendo che gli era stato detto dai vertici del Vaticano che dovevo venire a Roma e partecipare al Conclave".

Mahony è sorpreso dalla bufera che si è sollevata nelle ultime settimane. Ha più volte sottolineato come le informazioni sulle molestie sessuali erano contenute in un dossier di 22 pagine disponibile sul sito della sua arcidiocesi già  dal 2004: "E' vero, ci sono alcuni dettagli nuovi nei documenti, ma niente di squalificante". Mahony sostiene di aver agito secondo le consuetudini dell'epoca: "La gente dice adesso: perchè non avete chiamato la polizia? A quei tempi nessuno lo faceva, di solito su richiesta delle famiglie. Quel che ho fatto allora era in linea con quel che si faceva altrove: nei Boy Scouts, le scuole pubbliche, le scuole private in tutto il paese". Il Cardinale si vuole buttare alle spalle con queste dichiarazioni una vicenda drammatica. Difficile credere che possa bastare.

LE REGOLE DEL CONCLAVE

CASO O'BRIEN - In prima battuta Keith Michael Patrick O'Brien, nato nel 1938, cardinale e arcivescovo cattolico scozzese, aveva contestato tutte le accuse che gli venivano rivolte. Accuse pesanti. Tre preti e un ex-sacerdote avevano raccontato nei dettagli “comportamenti inappropriati” di O'Brien nei loro confronti. I fatti risalivano a decenni prima, quando l'attaule cardinale guidava il seminario in cui i giovani studiavano e poi dopo la sua prima nomina a vescovo. Durante preghiere serali o altri momenti di intimità spirituale i tre giovani sarebbero stati molestati da O'Brien. Uno di loro proprio per questo scandalo lasciò la Chiesa e fu seguito a lungo da uno psicologo per superare il trauma. "La mia condotta sessuale è scesa al di sotto degli standard che ci si doveva aspettare da me come prete, arcivescovo e cardinale”, ha detto domenica l’ex-capo della Chiesa cattolica britannica. “Chiedo scusa a quanti ho offeso”, ha aggiunto, “alla Chiesa e agli scozzesi". Una macchia pesante su quello che era considerato il severo arcivescovo di Edimburgo.

La denuncia dei tre era stata recapitata al nunzio apostolico a Londra, l’ambasciatore del Vaticano in Gran Bretagna, che ha prontamente informato la Santa Sede. Nonostante le iniziali resistenze di O’Brien, e i timori dei quattro preti che la Chiesa volesse insabbiare tutto, la decisione è stata rapida: nel giro di due giorni O’Brien è stato costretto ad anticipare le sue dimissioni, già previste per ragioni di età per la fine di marzo, e ad annunciare che non avrebbe preso parte al conclave: "In un primo momento - dice il Cardinale -  la loro natura non  specifica e anonima mi ha indotto a contestarle. Ora tuttavia voglio cogliere questa opportunità per ammettere che ci sono stati momenti in cui la mia condotta sessuale è caduta al di sotto degli standard da me richiesti, in quanto prete, arcivescovo e cardinale. Porgo le mie scuse e domando il perdono a coloro che ho offeso, e chiedo scusa anche alla Chiesa cattolica e al popolo di Scozia".

CASO ERRAZURIZ - Il cardinale Francisco Javier Errazuriz, arcivescovo emerito di Santiago del Cile, è finito anche lui nel mirino delle vittime di abusi sessuali commessi da sacerdoti, che -come nel caso di Roger Mahony- lo accusano di aver ''coperto'' i pedofili ed esigono che non partecipi al conclave dove si sceglierà il successore di Benedetto XVI.

L'accusa parte soprattutto da John Hamilton, una delle vittime di Fernando Karadima, un influente sacerdote cileno condannato dalla Chiesa a ''una vita di preghiera e penitenza'' dalla Chiesa a causa degli abusi che ha commesso. "Se lo chiedete a me, vi dico che (Errazuriz) invece di partecipare al conclave dovrebbe essere in galera'', ha detto Hamilton. ''Non ha fatto niente in favore delle vittime; perfino i rapporti che ha consegnato alla Chiesa erano documenti con nomi e avvenimenti coperti. Anzi, ci ha traumatizzati una seconda volta, cercando permanentemente di insabbiare le nostre accuse", ha segnalato Hamilton, un medico cileno che è una delle cinque vittime che hanno denunciato il sacerdote.

Karadima era prete in una parrocchia dei quartieri eleganti di Santiago, e ha contribuito a formare almeno due generazioni di futuri dirigenti cileni, tanto nella Chiesa come nella società in generale. Hamilton -uno noto gastroenterologo locale- lo ha accusato di averlo sottoposto a una serie di abusi, approfittando del fatto che si era rivolto a lui in un momento di fragilità spirituale, dopo la morte del padre. Il medico non è l'unico che accusa il cardinale Errazuriz: il giornalista Juan Carlos Cruz, un'altra delle vittime di Karadima, ha detto che il porporato "parla sempre di calunnie e menzogne lanciate contro di lui, e sembra non ricordare che è dal 2003 che stiamo chiedendo aiuto per il caso Karadima, e lui non ci ha mai ascoltato". Da parte sua, il cardinale Errazuriz sostiene che nel caso Karadima "risulta impossibile parlare di copertura, in quanto vi è stato anche un processo giudiziario". Secondo Cruz, "la Chiesa cattolica è in una crisi profonda, dalla quale spero possa uscire; mi auguro che scelgano un Papa in grado di gestire tutto questo, un Papa coraggioso che ponga fine a tutte queste coperture di cui sono responsabili tanti vescovi, anche in Cile".

CASO SAVONA - Il Secolo XIX ha pubblicato una lettera dell'ex vescovo di Savona, Domenico Calcagno, indirizzata a Joseph Ratzinger. Ebbene, secondo quanto rivela il quotidiano ligure, con quella lettera si può tranquillamente affermare che fin dai primi anni 2000 l'ex Papa "era a conoscenza di fatti di pedofilia avvenuti nella diocesi di Savona". Ma, è l'accusa, "non denunciò". La lettera riguarda il caso di Nello Giraudo, sacerdote sollevato dal suo incarico solo nel 2012 in seguito alle indagini della procura su una serie di casi di pedofilia. Casi per i quali il 'don' ha patteggiato un anno di carcere.

La fine del Pontificato Ratzinger © Infophoto

Nella lettera l'ex vescovo chiede al Papa quale atteggiamento tenere visto che don Giraudo, all'epoca, "intende continuare il suo impegno pastorale". Il suo obiettivo: "Evitare responsabilità che lo mettano a contatto con bambini o adolescenti". "Molti casi riguardanti don Giraudo - ricostruisce il Fatto Quotidiano - nel frattempo sono caduti in prescrizione, avendo il sacerdote “agito” dalla fine degli anni ’80, spostandosi di parrocchia in parrocchia senza che la Chiesa facesse nulla. Nel 1992, dopo l’ennesimo trasferimento, gli fu concesso di aprire una comunità per bambini disagiati a Feglino. Un paradosso".

IL FILM - Il prossimo 20 marzo (quando il Conclave dovrebbe già essere terminato) uscirà nelle sale “Mea Maxima Culpa”. Si tratta di un docu-film prodotto dalla HBO, già uscito negli Usa a novembre 2012. Il regista è Alex Gibney, vincitore di un Oscar nel 2007. Il film racconta gli oltre 200 abusi commessi da Lawrence Murphy, prete violentatore di bambini della Scuola per Sordomuti St. John in Wisconsin tra gli anni '50 e i '70. Il documentario affronta anche gli abusi del prete irlandese Tony Walsh e di Marcial Maciel, fondatore dei Legionari di Cristo. La stampa cattolica ha sottolineato come già nel 1973 le vittime abbiano accusato pubblicamente Murphy. L'arcidiocesi lo portò all'attenzione del PM di Milwaukee più o meno nello stesso periodo, ma polizia e PM non presero alcuna iniziativa.

Ci sono 4.300 giornalisti accreditati per il Conclave. Non si fermeranno a Roma per molto. Ne è convinto anche Raymundo Damasceno: "Sarà un Papa giovane, eletto in meno di una settimana".

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Dossier segreto e pedofilia: due macigni sul Conclave

Today è in caricamento