rotate-mobile
Domenica, 14 Aprile 2024
Tattiche di guerra / Ucraina

La guerra si sta facendo insostenibile per Kiev

Putin punta sul fattore tempo, l'Ucraina continua a resistere ma il prezzo è alto. Kiev è costretta ad usare missili costosi per difendersi dai droni kamikaze che invece sono molto economici

Nonostante il sostegno dell'Occidente e della Nato, per l'Ucraina la guerra contro la Russia continua ad essere uno scontro tra Davide e Golia, sotto diversi punti di vista. Non solo il costo umano, ma anche quello economico del conflitto per il Paese ex sovietico è altissimo e diventa sempre più insostenibile. Ad esempio la battaglia contro i droni russi sta drenando risorse in maniera incredibile. Solo durante il fine settimana di Capodanno, Kiev ha dichiarato che i suoi militari hanno abbattuto ognuno dei circa 80 che la Russia ha inviato verso il Paese.

Sicuramente un successo ma che difficilmente sarà sostenibile nel lungo periodo. Come riporta il New York Times, Artem Starosiek, capo di Molfar, una società di consulenza ucraina che sostiene lo sforzo bellico del Paese, ha stimato che costa fino a sette volte di più abbattere un drone con un missile, piuttosto che lanciarne uno. Quindi ogni abbattimento costa a Kiev sette volte in più di quanto non costi a Mosca utilizzare e perdere il suo dispositivo.

I droni Shahed-136 di fabbricazione iraniana su Vladimir Putin fa sempre più affidamento da ottobre sono relativamente poco complicati e abbastanza economici, mentre la serie di armi utilizzate per abbatterli dal cielo può essere molto più costosa. La produzione dei droni kamikaze può costare anche solo 20mila dollari, mentre il costo del lancio di un missile terra-aria può variare da 140mila dollari per un S-300 di epoca sovietica fino a 500mila dollari per un missile di un Nasams americano.

Molfar ha dichiarato che il suo gruppo ha stimato che, da settembre, la Russia ha lanciato circa 600 droni contro l'Ucraina. La campagna, mirata alle infrastrutture e accompagnata da numerosi attacchi missilistici, ha messo fuori uso l'energia elettrica, il riscaldamento e l'acqua in tutta l'Ucraina proprio quando il rigido inverno del Paese ha iniziato a mordere. Mathieu Boulegue, consulente del Programma Russia ed Eurasia di Chatham House, un'organizzazione di ricerca con sede a Londra, ha affermato che l'Ucraina dispone attualmente di armi e munizioni per la difesa aerea sufficienti a combattere la minaccia dei droni russi, ma non sarà sempre così.

"Il costo è irrilevante finché l'Occidente continuerà a fornire assistenza militare all'Ucraina", ha dichiarato Boulegue, secondo cui "il problema di Kiev è che al momento non ha abbastanza scorte di munizioni nella sua catena di difesa aerea per abbattere questi droni".

La Casa Bianca ha detto di essere a conoscenza di notizie secondo cui il Cremlino e Teheran starebbero cercando di stabilire una linea di produzione congiunta di droni in Russia. A lungo termine ciò consentirebbe a Mosca di schierare un numero ancora maggiore di droni negli attacchi. "Questo metterà ancora più sotto pressione il sistema di difesa aerea dell'Ucraina", ha detto. Il consulente. E questo spiegherebbe anche perché l'Ucraina ha adattato le proprie tattiche, in parte conducendo attacchi su basi in profondità nel territorio russo. L'obiettivo, ha detto Boulegue, è "aumentare la deterrenza, sperando così di ridurre la pressione sulla sua difesa aerea". Dall'inizio della guerra, a febbraio, entrambe le parti hanno utilizzato i droni non solo per la ricognizione ma anche per gli attacchi. È la prima volta che questi dispositivi vengono impiegati in modo così diffuso in una guerra europea.

Continua a leggere su Today.it

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La guerra si sta facendo insostenibile per Kiev

Today è in caricamento