Martedì, 22 Giugno 2021
Il conflitto isrealo-palestinese / Israele

I gruppi di ebrei ortodossi tra i più netti oppositori dello Stato di Israele: ecco quali sono

Il movimento Satmar e il gruppo Neturei Karta ritengono ingiusta l'occupazione della Palestina sin dalle sue origini. Alla base della loro idea c'è l'interpretazione del Talmud

Possibile che ci siano degli ebrei che vadano contro lo Stato di Israele? Assolutamente sì e le ragioni vanno ricercate nella storia del popolo ebraico e nell'interpretazione delle sacre scritture. I più netti oppositori dello Stato e del ritorno in Palestina sono alcuni gruppi di ebrei ortodossi e per capire la loro diversa visione del ritorno nella “Terra Santa” bisogna fare un passo indietro nel tempo. Bisogna infatti tornare alla fine dell'800 e ripercorrere le tappe della nascita del movimento sionista. Nascita dovuta a Theodor Herzl che fu l'animatore del primo congresso sionista e della “restaurazione” di uno Stato che ospitasse tutti gli ebrei del mondo.

La nascita del movimento sionista 

Nacque così il movimento sionista, il principale attore dell'emigrazioni degli ebrei in Palestina a partire dall'inizio del '900 e con varie ondate nel corso del secolo scorso. In un primo momento la Palestina non era stata indicata dal movimento sionista come luogo dove far nascere lo Stato ebraico. In realtà la prima indicazione fu l'Uganda ma l'evoluzione storica ha portato all'emigrazione verso la Palestina. Qualsiasi che fosse il luogo prescelto, la decisione di tornare presso la “propria terra” era fortemente avversata da un gruppo di ebrei ortodossi guidati da Joel Teitelbaum che diede vita al movimento Satmar. Teitelbaum divenne il più grande oppositore del sionismo giungendo a definirlo come «la più grande forma di impurità spirituale del mondo intero».

Le ragioni alla base del movimento Satmar 

Alla base del suo rifiuto di riconoscere lo Stato di Israele non c'era una motivazione politica ma religiosa. Il teologo, infatti, traeva ispirazione alle sue teorie dall'interpretazione del Talmud, testo sacro degli ebrei. In particolare si riferiva a un passo del Talmud di Babilonia, (ketubot 111a), all'interno del quale si specifica che solo il Messia avrebbe potuto riconsegnare la Terra d'Israele al popolo ebraico. Secondo questa visione anche il ritorno in Isreale degli ebrei della Diaspora avrebbero infranto il patto con il Signore che avrebbe punito il popolo ebraico addirittura con l'olocausto. La rottura dei Satmar si è acuita dopo la “guerra dei sei giorni” del 1967 che sancì anche l'occupazione di Gerusalemme da parte dell'esercito israeliano. Teitelbaum vietò ai membri del gruppo Satmar di andare a pregare al Muro del Pianto non riconoscendo l'occupazione della Palestina. Attualmente il movimento Satmar conta circa 119mila membri che vivono tra Williamsburg nel quartiere di Brooklyn a New York, e a Mea Shearim a Gerusalemme.

Il gruppo Neturei Karta 

Un altro gruppo ancora più duro nei confronti del sionismo è quello dei Neturei Karta. Nati dalla scissione dall'Agudat Yisrael, considerano il sionismo in quanto lo considerano sia colonialismo che contro la volontà di Dio. I loro rappresentanti sono stati consulenti di Arafat e hanno partecipato anche alla marcia per la liberazione di Gaza del 2005. Hanno anche avuto rapporti con l'Iran. Alla base di tutti questi gruppi di ebrei ortodossi c'è il sentimento comune secondo cui i sionisti abbiano infranto il patto con Dio. “I sionisti devono cedere l’intera terra alla Palestina e attendere la venuta del Messia per riavere Israele” ripetono tuttora in ossequio all'interpretazione ortodossa della Torah e del Talmud.

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