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Domenica, 19 Maggio 2024
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Egitto, ergastolo a Mubarak. La rabbia di piazza Tahrir

Centinaia di persone hanno manifestato contro la sentenza che assolve 6 ex capi militari, accusati della morte di 800 persone nei giorni della rivoluzione

Centinaia di persone in tutto l'Egitto sono scese nuovamente in piazza per difendere i valori della rivoluzione che un anno e mezzo fa portò alla cadute del regime di Hosni Mubarak. L'epicentro è stato come sempre piazza Tahrir, ormai diventata il simbolo di quella primavera araba che travolse il popolo egiziano. 

Proteste contro il verdetto - La folla si è riunita per protestare contro la sentenza che ha condannato l'ex rais all'ergastolo, ma che ha assolto sei ex capi militari e i due figli del 'Faraone'. Gli imputati erano accusati di essere i responsabili della morte di più di 800 manifestanti, uccisi durante le proteste del 2011.

La procura generale ha annunciato che presenterà ricorso in Cassazione. Intanto Mubarak è stato trasferito nella prigione di Tora, dove vestirà la divisa blu dei carcerati. Quello che una volta era l'uomo più potente dell'Egitto è stato trattato come un galeotto qualsiasi, tanto che le autorità non gli hanno concesso di portare con sé i propri medici personali. 

Continuità con il vecchio regime - “Mubarak ha 80 anni, non mi importa niente della sua condanna. Mi importa molto di più delle altre persone che sono state liberate” ha detto Mohamed Ahmed, un manifestante di piazza Tahrir, ad Al Jazeera

Attribuiamo la responsabilità al consiglio militare, cioè a tutto il gruppo rilasciato oggi” ha dichiarato un altro cittadino egiziano a Euronews. “Sono stati scagionati tra l’altro in una data ben studiata in modo che possano riconquistare il potere nel caso vinca le elezioni Ahmed Shafiq. In caso contrario scapperanno dal paese”.

Le elezioni presidenziali - La rabbia degli egiziani si era fatta sentire anche all'indomani dei risultati del primo turno elettorale. A sfidarsi al ballottaggio del 16 e 17 giungo saranno infatti Mohamed Morsi, rappresentante dei Fratelli Musulmani, e Ahmed Shafiq, ex primo ministro sotto Mubarak. I sostenitori della rivoluzione sono scettici nei confronti dei due candidati, visti come lontani dagli ideali che portarono i cittadini a manifestare in piazza Tahrir.  

Morsi ha intanto annunciato che in caso di vittoria farà ricelebrare tutti i processi contro coloro che sono accusati di aver ucciso i 'martiri' della rivoluzione. Shafiq ha invece attaccato duramente il suo rivale, accusandolo di voler far diventare l'Egitto un Paese confessionale, impedendo inoltre alla popolazione copta di poter esercitare i propri diritti politici. 

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