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Lunedì, 6 Febbraio 2023
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Elezioni in Argentina, Scioli non sfonda: si va al ballottaggio

Il grande favorito della vigilia si ferma al 36% delle preferenze. Subito dietro il conservatore Mauricio Macri, da otto anni sindaco di Buenos Aires. Saranno loro due a giocarsi la vittoria il prossimo 22 novembre

Per la prima volta nella storia dell'Argentina sarà il ballottaggio a decidere il nuovo presidente del Paese.

Stando ai risultati parziali - ma che coprono ormai il 94,07% dei seggi - gli elettori torneranno alle urne il prossimo 22 novembre per scegliere tra Daniel Scioli, candidato centrista del partito della presidente uscente Cristina Kirchner, e il conservatore Mauricio Macri, da otto anni sindaco di Buenos Aires.

Nessuno dei due candidati è infatti riuscito a raggiungere il 45% delle preferenze che serve per governare. Scioli si è fermato al 36,50%. Macrì segue con il 34,6% delle preferene. 


Daniel Scioli, il grande favorito a succedere a Cristina Fernandez de Kirchner (dai sonsaggi era dato avanti di dieci punti), ha dunque fallito il proprio obiettivo. Almeno al primo turno. 

Secondo la legge argentina, il presidente è eletto al primo turno se ottiene il 45% dei voti o se conquista il 40% delle preferenza con un stacco di 10 punti percentuali sul secondo classificato.
 

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